Le due ruote trionfano grazie al coraggio olandese.

L’Olanda è da sempre un esempio di gestione intelligente della mobilità urbana: quello che segue è un articolo comparso qualche giorno fa sulla versione on line del Sidney Morning Herald sulle biciclette di Amsterdam: vista dall’Australia l’Olanda appare come se fosse vista dall’Italia.

di Paola Totaro

Gli olandesi sono da lungo tempo rinomati per essere una nazione a pedali, aperta agli stranieri, tollerante verso la sessualità e i consumi di droghe e per aver adottato uno stile di vita sano e molto rilassato.

Oggi i cittadini di Amsterdam sembrano essere riusciti in un’impresa impossibile per una grande città occidentale: vanno più in bici che in automobile. Per Sidney, dominata dalle automobili, sembra un sogno irraggiungibile, ma le statistiche fornite dalle autorità di Amsterdam dicono che nel centro città il 57% di tutti gli spostamenti vengono effettuati in bicicletta. Anche nei nuovi quartieri periferici e sulle tangenziali quasi il 40% di tutti i trasferimenti avvengono grazie ai pedali.

La congestione che tutti i giorni paralizza il centro di Sydney in Olanda è ormai una pagina dei libri di storia. Trent’anni di investimenti strategici e di politiche in favore della ciclabilità hanno portato a ridurre a 30 km/h la velocità delle auto, a sostituire i posti auto con alberi e a portare il costo dei posti auto superstiti a tariffe esorbitanti (5 €/h).

Tutti i giorni sulle strade di Amsterdam circolano 350mila biciclette. Strani aggeggi a due ruote sfrecciano ovunque, carichi di bambini e di spesa. Anziani e bambini vanno in bici e non è raro vedere ciclisti che pedalano con una sola mano mentre chiacchierano al cellulare o tengono l’ombrello per ripararsi dalla pioggia. E nessuno di loro indossa il casco.

A differenza di Sydney, dove infuria la polemica sull’efficacia dei caschi, in Olanda le autorità credono che il miglior modo di ricercare la sicurezza sia quello di investire in infrastrutture per la ciclabilità e di scoraggiare gli spostamenti in auto. I pedoni sono separati dalle bici e dalle auto, le velocità sono molto basse e la sicurezza stradale è materia di studio scolastica. Nonostante l’alto tasso di utilizzo delle biciclette, il paese ha il più basso tasso di incidentalità tra i ciclisti. Si contano 7 morti e 100 feriti gravi ogni anno tra i ciclisti. Ria Hilhorst, consulente dei trasporti per la Città di Amsterdam, dice che gli olandesi non “apprezzerebbero la sensazione” che darebbe loro l’andare in bici con un casco.

“Sappiamo che se il casco venisse imposto per legge, molti smetterebbero di pedalare”, dice. “Crediamo che il miglior modo di promuovere la sicurezza dei ciclisti sia quello di costruire infrastrutture dedicate”. La bicicletta è un normalissimo mezzo di trasporto usato per andare al lavoro, a scuola, a fare shopping, per uscire la sera. Il 90 per cento delle strade e delle vie di Amsterdam sono provviste di infrastrutture ciclabili. Ci sono 400 chilometri di piste ciclabili separate dal resto del traffico. Obiettivo è quello di mantenere la città accessibile, salubre, sicura e vivibile.

Le infrastrutture dedicate alla bicicletta sono nel complesso impressionanti: il ponte ciclo-pedonale Nescio Bridge che attraversa il trafficatissimo Canale Rijin, è il più lungo del paese e collega i residenti del quartiere di Ijburg, un nuovo complesso residenziale appena costruito, con la “terraferma”. I ciclisti possono anche utilizzare gratuitamente un traghetto tra la stazione e la parte nord della città e ci sono 230mila parcheggi per bici non sorvegliati e 13mila sorvegliati. Si trovano tutti in posizioni strategiche rispetto alle fermate del trasporto pubblico, formando con questi degli hub park-and-ride.

Hilhorst ci dice ha la prima volta che l’utilizzo della bici ha superato quello delle auto è stato alla fine del 2008. Questo risultato, programmato, ha richiesto quasi 30 anni di decisioni  politiche strategiche – molte delle quali impopolari all’inizio – e continui investimenti. “Negli ultimi vent’anni abbiamo rimosso moltissimi posti auto, abbiamo piantato degli alberi per scoraggiare il parcheggio, collocato barriere lungo la strada e aumentato il costo del parchegio” dice. “Abbiamo investito molto nel trasporto pubblico creando dei parcheggi per biciclette sicuri in tutta la città”.

Il semplice volume di biciclette in circolazione è incredibile. Una città di 757mila persone è fornita di 550mila bici, più del doppio del numero di auto private (218mila). La città si presta perfettamente alla circolazione in bicicletta, con una topografia molto piatta, distanze relativamente brevi e vie molto strette. Il lato negativo è che la capitale olandese è anche la capitale europea del furto di biciclette e circa il 10 per cento di tutte le bici vanno perse ogni anno. La polizia adesso effettua regolari ricerche delle bici rubate, un ispettore è stato incaricato di monitorare il commercio di bici usare e i telai possono essere incisi gratuitamente.

400 km di piste ciclabili dedicate.

90% delle strade adatte a biciclette.

38% degli spostamenti in bici, 37 per cento con il trasporto pubblico e 25 per cento in auto.

2 milioni di chilometri complessivi coperti tutti i giorni in bicicletta.

66% degli abitanti che utilizzano “frequentemente” il trasporto pubblico.

57% di tutti gli spostamenti in centro effettuati in bicicletta.

Articolo originale: With Dutch courage, two wheels triumph

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Paola Totaro

Paola TotaroSi occupa di temi politici e sociali che riguardano l’Europa e definisce il suo campo di interesse come “qualunque cosa si trovi tra la Groenlandia e il Nord Africa”. E’ stata editore del Saturday Sydney Morning Herald. Nata in Italia, deve ancora prendere la cittadinanza australiana nonostante una lunga passione per questo paese che l’ha fatta crescere.

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