I minibus di Hong Kong

Nelle città dei cosiddetti “paesi in via di sviluppo” è facile imbattersi in mezzi di trasporto pubblico informale, spesso illegali, gestiti individualmente, caratterizzati da una grande flessibilità di orari, percorsi e tariffe. Si va dal minibus che percorre in continuazione una medesima arteria a grande intensità di traffico, fermandosi per raccogliere e far scendere i propri utenti dove lo desiderano, ai sistemi di DRT (demand responsive transit) che utilizzando le nuove tecnologie dell’informazione sono in grado di fornire un servizio in tempo reale con la massima flessibilità di percorso. Questi ultimi rappresentano un utilissimo complemento ai tradizionali servizi di trasporto pubblico in aree a bassa densità abitativa.

Quella che segue è una sintesi della relazione presentata da Dorothy Chan alla conferenza internazionale di Kaohsiung sullo share/transport su come questa modalità di trasporto viene utilizzata nella città di Hong Kong.

Hong Kong si estende su di un area relativamente piccola di circa 1.100 km quadrati sulla quale abitano circa 7 milioni di persone, per una densità abitativa di 6349 ab/kmq. La densità di veicoli è la più alta tra le città asiatiche raggiungendo la cifra impressionante di 285 vetture per km di strada. Ma la motorizzazione privata è l’eccezione piuttosto che la regola, essendoci solo 57 auto per 1000 abitanti.

Attualmente oltre il 90% degli spostamenti quotidiani sono effettuati grazie al trasporto pubblico. Autobus e ferrovie spostano più di 7 milioni di passeggeri al giorno. La città è servita da una gran varietà di mezzi di trasporto: treni, autobus, minibus, taxi, traghetti e tram. La peculiarità di Hong Kong è la sua rete di paratrasporto: piccoli autobus che sono uitlissimi nello scoraggiare l’utilizzo dell’auto e nell’aumentare l’efficienza del parco veicoli.

Ci sono circa 4350 minibus pubblici a 16 posti. Questa modalità di trasporto, nata informalmente, venne legalizzata nel 1970. I veicoli sono di solito di proprietà individuale e riescono a trasportare circa 1.8 milioni di passeggeri al giorno, equivalenti al 16% del mercato del trasporto pubblico.

La loro modalità operativa si basa sull’utilizzo condiviso. Per esempio un minibus può percorrere una qualsiasi strada raccogliendo e facendo scendere i passeggeri in qualsiasi punto. Le tariffe possono differenziarsi in base anche alla sezione di percorso. La modalità di pagamento è molto rudimentale: si paga all’autista che è costretto a prendere nota di tutte le richieste attraverso il riconoscimento personale dei suoi passeggeri. Questo è molto difficile per cui il tipico minibus non offre una grande differenziazione di tariffe e la maggior parte dei passeggeri lo utilizzano per brevi spostamenti grazie alla sua convenienza e velocità.

Dato che non ci sono orari, percorsi e tariffe determinate queste variano in continuazione in base alla domanda, alla situazione di congestione. La tariffa è di solito comunicata dall’autista che modifica il display posto sulla parte anteriore del bus.

Questa modalità di trasporto presenta le seguenti interessanti caratteristiche:

  • i percorsi sono flessibili e influenzati dalla domanda
  • i passeggeri condividono il viaggio
  • vengono garantiti i posti a sedere
  • le preferenze dei pendolari influenzano le scelte dei percorsi

Ma ci sono anche dei problemi: l’incolonnamento che si crea mentre i minibus sono fermi a caricare/scaricare passeggeri, l’alta velocità alla quale si spostano per massimizzare i profitti, l’inaffidabilità dovuta ai loro continui cambiamenti di percorso e le alte tariffe applicate nei momenti di maggior bisogno di trasporto.

Nel tentativo di risolvere questi problemi mantenendo comunque i vantaggi di questa modalità di trasporto, il governo di Honk Kong ha messo a punto un progetto volto a convertire questi minibus, su richiesta degli operatori, in servizi su percorsi semi-fissi con orari e tariffe stabilite dall’Amministrazione Pubblica. I minibus regolati si distinguono da quelli informali grazie al diverso colore della loro parte superiore (verde invece di rossa). Il governo pianifica un percorso o diversi percorsi e invita gli operatori esistenti a stipulare una convenzione. Questi sono obbligati a formare delle compagnie di trasporto e devono poter fornire un numero adeguato di minibus oltre a dimostrare di avere la sufficiente capacità finanziaria per gestirli.

I minibus verdi funzionano quindi più o meno come un tradizionale servizio di autobus fornendo un servizio in piccole aree residenziali dove gli autobus più grossi non riescono ad entrare o che sono troppo piccole per poter usufruire di un adegutato servizio di trasporto tradizionale.

Al contrario i minibus rossi sono gestiti dai singoli autisti e presentanto tutte le originali caratteristiche di un servizio ‘on demand’. Nonostante il loro funzionamento non sia regolato da nessun accordo, i loro standard di sicurezza e qualità lo sono. Devono ottenere un permesso annuale, soddisfare determinati requisiti di sicurezza, fornire i passeggeri di cinture di sicurezza e sottostare annualmente a ispezione da parte delle autorità preposte.

In termini di popolarità attualmente i minibus verdi trasportano più passeggeri di quelli rossi. La conversione da rosso a verde, che avviene su base volontaria, negli ultimi anni ha subito un rallentamento. Oggi circa due terzi dei minibus sono verdi.  Questo è interessante perchè i minibus rossi erano molto popolari negli anni settanta ed ottanta, ma nel tempo c’è stato uno spostamento delle preferenze dei passeggeri verso una modalità di trasporto più regolata. Probabilmente con l’espansione urbana e con il miglioramento delle capacità di trasporto degli operatori tradizionali questa modalità di trasporto condivisa perde parte del suo fascino.

Quello che voglio porporre è che il governo di Hong Kong metta a punto una tariffazione a zone per i minibus rossi in modo da superare il principale ostacolo al ricorso a questa modalità di trasporto condivisa. Nonostante si tratti di una pratica non convenzionale, è comunque diventata parte del sistema di mobilità di Hong Kong. Contribuisce anche a perseguire il più ampio obiettivo di mobilità sostenibile  soddisfando la domanda di alcune nicchie di mercato e affrontando i otenziali problemi conseguenti alla crescita delle auto private.

Trasporto a chiamata su wikipedia.it. Potete trovare anche un elenco dei progetti di DRT funzionanti attualmente in Italia.

Paratransit su wikipedia.en

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Dorothy Chan è Direttore della School of Professional and Continuing Education, University of Hong Kong e responsabile del Centro per la Logistica e i Trasporti. Si occupa di educazione e di ricerca in progetti trasportistici in Cina e all’estero. E’ membro dell’Advisory Council on Environment di Hong Kong dal 2007, il cui compito è quello di monitorare la situazione dell’ambiente ad Hong Kong e di fornire consulenza al governo sulle misura da prendere per combattere l’inquinamento di tutti i tipo e per proteggere l’ambiente.


Un pensiero su “I minibus di Hong Kong

  1. Spunto molto interessante per riflettere.

    Un’altra cosa secondo me estremamente interessante da analizzare, sarebbe il servizio di recapito cibo (dalla casa al posto di lavoro) che a Mumbai da anni funziona utilizzando tecniche miste (piedi, autobus, scooters, bici, etc.).

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