Car-Sharing a Brema. Per cambiare abitudini.

Una delle critiche che viene talvolta fatta al car sharing è quella di non poter sostituire se non una piccola parte di tutti gli spostamenti che vengono fatti con l’auto privata. Ma se si adotta una strategia volta a integrare questo tipo di servizi all’interno di un coerente piano per la mobilità urbana il car sharing può fungere da catalizzatore per le modifiche delle abitudini di spostamento dei suoi utenti, che riducono drasticamente il ricorso all’auto per utilizzare molto di più altre modalità di trasporto. Quella che segue è l’esperienza di Brema, sintetizzata da Michael Gltoz Richter alla conferenza di Kaohsiung (Taiwan) sullo share/transport.

di Michael Glotz-Richter

La città di Brema è una tradizionale città portuale situata nel nord della Germania, molto conosciuta per attuare dei decisi piani di mobilità sostenibile. Circa il 60% di tutti gli spostamenti effettuati dai cittadini di Brema utilizzano la bici, il trasporto pubblico o… le gambe. I concetti ispiratori dello sviluppo urbano e della mobilità e il Piano di Protezione del Clima condividono tra le altre cose la volontà di dare sempre più importanza a modalità di trasporto più sostenibilia.

Brema sta anche cercando di risolvere il problema dell’eccesso di auto che monopolizzano quel bene scarso per antonomasia che è lo spazio urbano. Gli alti livelli di motorizzazione privata creano dei conflitti tra le funzioni di trasporto e quelle ambientali e sociali delle nostre piazze e delle nostre vie. Il car sharing fornisce un approccio di mercato intelligente e innovativo che permette l’accesso ad un’auto senza la necessità di possederla – fungendo da catalizzatore per la modifica degli schemi di mobilità degli individui. Dal punto di vista dell’utenza il car sharing rappresenta un sistema praticlo ed affidabile per avere un un auto al bisogno. I clienti prenotano l’auto tramite internet o il telefono (servizio disponibile 24 h per 7 giorni) e possono accedere alle auto situate nei punti di prelievo distribuiti in tutta la città ad ogni ora del giorno con una smart card e un codice PIN. Le auto possono essere prenotate per almeno un’ora e per tutto il tempo che si ritiene necessario.

A Brema Cambio, l’operatore di car sharing, gestisce una flotta di veicoli di diverso tipo – dalle piccole utilitarie a furgoni e minibus – dislocati in circa 40 punti di prelievo. Dato che le auto più piccole sono più economiche di quelle più grosse e i clienti pagano in base a una tariffa chilometrica e oraria, c’è un incentivo ad utilizzare le auto più piccole. Nel complesso gli utenti del car sharing:

  • riducono il ricorso all’auto
  • aumentano l’utilizzo del trasporto pubblico (per spostamenti locali, regionali e sulle lunghe distanze);
  • vanno molto di più in bicicletta;
  • utilizzano auto di dimensioni appropriate alle esigenze dello spostamento che effettuano;
  • presentano tassi più bassi di motorizzazione privata.

Brema, 550mila abitanti, è un esempio internazionalmente riconosciuto di buone pratiche nel car sharing. Fin dalla sua fondazione nel 1990, Cambio è continuamente cresciuto fino a raggiungere la quota di 6mila clienti. Brema è la prima città ad avere un piano strategico di sviluppo del car sharing approvato dal consiglio comunale; questo prevede l’integrazione del car sharing nei piani di sviluppo urbano e nelle strategia complessive di trasorto e si è posto come obiettivo di raggiungere i 20mila utenti entro il 2020.

Caratteristiche del piano municipale per il car sharing:

  • aumento del numero di punti di prelievo, in particolare nelle zone centrali a più alta densità abitativa
  • migliorare il livello di integrazione tra il trasporto pubblico e il car sharing attraverso l’offerta congiunta di servizi e campagne di sensibilizzazione sul car sharing tra gli utenti del trasporto pubblico
  • aumentare la consapevolezza delle potenzialità del servizio tra l’opinoine pubblica in generale attraverso campagne promozionali;
  • informare il mondo economico delle possibilità offerte dal car sharing come elemento di gestione efficiente di una flotta veicoli aziendale
  • integrare il car sharing nei nuovi insediamenti in modo da ridurre il bisogno di posti auto.

Ci sono anche dei dati che dimostrano come gli schemi di spostamento dei Bremesi siano cambiati. L’utilizzo del trasporto pubblico è aumentato mentre le statistiche dimostrano un declino nel numero di auto immatricolate per la prima volta dopo molti anni, nonostante un lieve aumento della popolazione.

Dato che il car sharing ottimizza l’utilizzo di ogni singola auto, il bisogno di parcheggi viene ridotto. A Brema una flotta di 160 automobili condivise ha sostituito tra le 1000 e le 1600 auto in proprietà privata. Se si fossero dovuti creare dei parcheggi sotterranei per tutte queste automobili il loro costo si sarebbe aggirato tra i 15 e i 20 milioni di euro.

L’autore:

Michael Glotz-Richter è un consulente per la mobilità sostenibile al dipartimento per l’ambiente e i trasporti della Città di Brema. Ha lavorato come fondatore e coordinatore di molti progetti della UE sul car-sharing come “MoSeS”(Mobility Services for Urban Sustainability, 2001-2005) e l’attuale progetto dall’improbabile nome di “momo Car Sharing” (“more options for energy efficient mobility through Car-Sharing”). Brema è stata selezionata come migliore pratica di car sharing all’expo di Shangai 2010.

2 pensieri su “Car-Sharing a Brema. Per cambiare abitudini.

  1. Pingback: Cala il sipario su Kaohsiung: prime impressioni | Nuova Mobilità

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