Dalla newsletter del Victoria Transport Policy Institute

Oggi un post tratto dal report stagionale del Victoria Transport Policiy Institute, a cura di Todd Litman. Una presentazione completa di questo ultimo report, un utilissimo strumento di approfondimento nel campo della sostenibilità dei trasporti, è disponibile su World Streets (in inglese) a questo indirizzo. Quella che segue è una sintesi dello studio effettuato dal VTPI sull’elasticità dei costi dei trasporti, un indice predittivo delle variazioni della domanda in relazione al prezzo di un bene.

“Il cambiamento delle elasticità dei costi di viaggio in auto”

(http://www.vtpi.org/VMT_Elasticities.pdf )

Questo studio analizza sommariamente gli ultimi dati sull’elasticità dei costi dei trasporti. Negli ultimi 40 anni del XX secolo l’elasticità dei costi di viaggio (una grandezza che indica di quanto la domanda di un bene aumenta/diminuisce in corrispondenza di determinati cali/aumenti del suo prezzo) era calata significativamente, ma dalle ultime ricerche effettuate sembra che stia tornando a valori più “normali”. Questo implica come conseguenza che le strategie di gestione della domanda di trasporto possono comportare benefici più grandi di quelli indicati dagli attuali modelli di valutazione del risparmio energetico. Quella che segue è la sintesi dello studio.

C’è un crescente interesse nella ricerca di strategie socialmente ottimali per la riduzione del consumo di energia e delle emissioni inquinanti. Questo interesse sfocia spesso in un dibattito sui relativi meriti delle strategie che migliorano il rendimento dei consumi di carburante contrapposte a quelle che mettono l’accento sulla riduzione dei chilometri percorsi.

Due importanti aspetti di questo dibattito riguardano la sensibilità ai prezzi del consumo di carburanti e dei chilometraggi. Se consumi e percorrenze sono relativamente insensibili ai costi (cioè un significativo cambiamento di prezzo incide relativamente poco su di questi due fattori), allora le misure di natura finanziaria saranno meno efficaci causando maggiori problemi ai consumatori, mentre l’effetto rebound (cioè l’aumento dei chilometraggi percorsi che si verifica in corrispondenza di un miglioramento dell’efficienza dei consumi di carburante) sarà relativamente modesto, garantendo alle strategie che puntano a una maggiore efficienza dei motori una maggiore efficacia e contenendo la crescita delle esternalità come la congestione, il rischio di incidenti e la suburbanizzazione.

Alcuni studi riferiti alla realtà nordamericana hanno registrato un costante calo della elasticità dei costi dei trasporti  durante l’ultimo terzo del XX secolo, che è arrivata a toccare il valore di -0.057 (un aumento dei prezzi del 10% causava una riduzione nei chilometraggi percorsi di appena lo 0.57%) e questi dati sono utilizzati nell’analisi tecnica delle strategie di riduzione delle emissioni, ma la ricerche più recenti indicano che l’elasticità è aumentata significativamente, arrivando allo -0.15 nel breve periodo, un dato che per il lungo periodo suggerirebbe un valore compreso tra -0.4 e -0.6 (un aumento del 10% dei costi di viaggio riduce il chilometraggio percorso del 4-6%). Questo suggerisce che le strategie volte a limitare le percorrenze possono garantire molti più risultati di quelli indicati da molti attuali modelli di valutazione, che per questo dovrebbero utilizzare valori più alti per le loro analisi.

L’autore:
Todd Litman è fondatore e direttore esecutivo del Victoria Transport Policy Institute, una organizzazione indipendente di ricerca dedicata allo sviluppo di soluzioni innovative nel campo dei trasporti. Il suo lavoro aiuta ad allargare le possibilità di scelte a disposizione nei processi di decision making nel settore della mobilità, a migliorare le tecniche di valutazione e a divulgare concetti specialistici presso il grande pubblico. Lo trovate a 1250 Rudlin Street, Victoria, BC, V8V 3R7, Canada. Email: litman@vtpi.org. Phone & Fax: +1 250-360-1560

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