Inevitabile automobile?

Nuova Mobilità cerca sempre di offrire spazi e riflessioni su tutto quello che riguarda le complesse interazioni che avvengono tra le persone e le automobili, la libertà di scelta e la dipendenza da questo mezzo di trasporto e i modi nei quali le persone lo utilizzano. Robin Chase, fondatrice di Zipcar dedica spesso le sue energie e il suo tempo a questo argomento e in questo post condivide alcune idee sull’inevitabilità del possesso di un’auto.

L’inevitabilità dell’automobile

– Robin Chase, Meadow Network, Boston, MA.

Le infrastrutture sono il nostro destino. E i nostri sistemi legali, di sicurezza, assicurativi, così come il nostro utilizzo del territorio e della rete stradale sono le infrastrutture che legano inevitabilmente il nostro destino alle automobili.

Quando devono adnare da qualche parte, la maggior parte delle persone nella maggior parte dei paesi hanno davanti tre possibilità:

  1. Spostarsi a proprio rischio a piedi o in bicicletta
  2. Utilizzare il trasporto pubblico che è spesso inaffidabile, di scarsa qualità, con corse poco frequenti e fermate mal distribuite.
  3. Utilizzare la propria auto che garantisce uno spostamento porta a porta sicuro e al bisogno.

Le auto devono essere possedute e guidate da una persona o da un nucleo famigliare; condividere l’auto o gli spostamenti in cambio di una remunerazione spesso non è consentito legalmente nè previsto dalle compagnie assicurative.

I progetti di edilizia abitativa e commerciale richiedono uno standard minimo di posti auto ma non per altre modalità di trasporto. Questi standard sono quasi sempre obbligatori, non opzionali.

Non c’è quindi da meravgliarsi se, non appena raggiunta l’età adeguata o la condizione economica indispensabile a permetterselo, l’automobile diventa il mezzo di spostamento elettivo della stragrande maggioranza delle persone. Questo è vero a Delhi come a Detroit, anche se alcuni paesi sono meglio di altri – l’Olanda e la Danimarca, per esempio.

Che fare?

  1. Garantire possibilità di spostamenti a piedi e in bici sicuri. Si dovrebbe stimolare lo sviluppo di arterie riservate a veicoli leggeri e lenti. Dovremmo prevedere non solo la presenza di pedoni e ciclisti, ma anche quella di vetture sufficientemente ecologiche, lente e leggere – che abbiano dei requisiti minimi per quanto riguarda la sicurezza e l’autorizzazione alla guida. Non ha senso che a New York si permetta l’accesso ad alcune strade a biciclette e taxi a pedali ma non ai tre ruote a motore alimentati a gas, leggeri e poco inquinanti, che viaggiano a velocità simili. Potremmo assistere ad un’esplosione di inventiva e di veicoli creativi che possono garantire degli spostamenti porta a porta sicuri e convenienti su questo genere di strade. 
  2. Ridefinire il trasporto pubblico. Nei paesi ricchi sono stati definiti dei confini molto rigidi tra veicoli commerciali e personali, con il risultato che le persone che volessero, con la loro auto, coprire i buchi dei servizi di trasporto pubblico in cambio di una remunerazione, non potrebbero farlo. Di solito questo è illegale e il sistema assicurativo non lo prevede. Formalmente non posso pagare qualcuno 5 dollari per dare un passaggio a mia madre che deve andare da qualche parte – nemmeno se questo qualcuno ci sta già andando per gli affari suoi. Non posso nemmeno permettere a qualcuno di guidare la mia auto in cambio di un pagamento.Una volta che viene introdotta una forma di remunerazione – perchè non si dovrebbe? – quasi tutte le legislazioni richiedono l’applicazione di una complessa struttura di regole che non hanno senso, con il pretesto che si tratta di un’operazione commerciale. Ma se vogliamo vedere una vera innovazione nel settore trasporti, se vogliamo che le persone riescano a gestire i propri bisogni senza dover possedere un’auto, dobbiamo lasciare esplodere questi sforzi su piccola scala. Una volta che i “piccoli” volumi di affari si ampliano, allora possiamo introdurre regole e permessi che hanno un senso quando i rischi connessi all’operazione sono amplificati. Per volumi piccoli queste regole sono micidiali.
  3. Cambiare le regole (assicurative, di parcheggio, di rilascio di patenti di guida) che spesso si appoggiano sul duplice assunto un adulto=un automobilista e un’unità abitativa=un’automobile. Dobbiamo prevedere che le persone possano comprare, affittare o consumare frazioni di automobile e/o di parcheggio. Se non cambiamo queste regole saremo sempre costretti a comperare, consumare e parcheggiare automobili intere, che ci piaccia o meno.

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L’autore:

Robin Chase è dirigente di Meadow Networks, un’agenzia di consulenza che lavora con le Amministrazioni Pubbliche nordamericane nel campo delle applicazioni wireless nel settore trasporti. E’ stata tra i fondatori e Amministratore Delegato di Goloco, una comunità virtuale di carpooling e Zipcar, la più grande compagnia di carsharing nel mondo. Il suo blog Network Musing si può trovare qui: http://networkmusings.blogspot.com.

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