Per un New Deal trasportistico.

E’ uscito il numero di maggio di WTPP, il magazine on line britannico diretto da John Whitelegg che si occupa di trasporti, questa volta dedicato al ciclismo urbano newyorkese e agli spostamenti casa-scuola dei ragazzi e delle ragazze subsahariane. Riproponiamo qui l’editoriale, indirizzato al nuovo governo britannico. Siamo convinti che si addica molto anche alla nostra situazione.

Un New Deal per il trasporto britannico: guida per principianti per risolvere problemi fiscali, sociali, economici e di salute pubblica attraverso i trasporti.

– John Whitelegg, Editor, World Transport Policy and Practice

Il 13 maggio 2010 il nuovo governo britannico ha preso le sue prime decisioni: tra queste l’abbandono del progetto di costruzione della terza pista all’aeroporto di Heathrow e di qualsiasi altra ventilata nuova pista a Gatwick e Stansted. Il fatto che il nuovo governo sia il primo governo di coalizione dalla seconda guerra mondiale ha suscitato timori e incertezze come speranze per una “nuova politica”. Staremo a vedere.

La coalizione tra Conservatori e Liberal Democratici, etichettata un po’ perfidamente dai Labour come “Con-Dem” (in inglese suona come “condemn”, condanna, ndt), ha enormi potenzialità per poter fare le cose nel modo giusto. Così ecco qualche suggerimento nella migliore tradizione di World Transport Policy and Practice e dei suoi 15 anni di sforzi per ispirare la politica:

  1. Cancellare l’intero programma di costruzione e allargamento di strade e autostrade, utilizzando i circa 10 miliardi di sterline previsti per ridurre la spesa pubblica o per la manutenzione delle autostrade per migliorarne le condizioni generali. 
  2. Cancellare l’intero programma di alta velocità ferroviaria. Solo l’1% dei viaggi in Gran Bretagna superano la 100 miglia e non si può trovare nessuna valida ragione per spendere 32 miliardi di sterline di denaro pubblico per incoraggiare i ricchi ad andare e venire da Londra più velocemente e più frequentemente.
  3. Applicare una piena internalizzazione dei costi esterni dei collegamenti aerei nazionali attraverso una tassazione delle emissioni e introdurre una regolamentazione molto esigente in termini di rumore e qualità dell’aria intorno agli aeroporti per proteggere i residenti da ambienti nocivi per la salute.
  4. Annunciare l’intenzione del nuovo governo di coalizione di eliminare i voli interni ad eccezione di quelli che collegano le comunità più isolate come quelle delle isole scozzesi a altre in condizioni simili.
  5. Applicare riforme radicali dei sistemi di trasporto urbani per perseguire una visione “202020” del ciclismo – il 20% di tutti gli spostamenti urbani dovrà essere effettuato in bicicletta entro il 2020. Queste riforme dovranno includere limiti di velocità a 30 km/h, chiusura di strade per impedire attraversamenti impropri del traffico nelle ore di punta e servizi pubblici altamente interconnessi. Tutte le città britanniche possono essere come Friburgo o Copenhagen. Manca solo la volontà politica.
  6. Eliminare il 50% degli spazi di parcheggio nelle aree urbane e destinare il terreno liberato per edilizia abitativa car-free di alta qualità e conveniente.
  7. Applicare una seria gerarchia degli utenti della strada in modo che ogni incrocio e raccordo tenga in assoluta considerazione pedoni e ciclisti, mettendo gli automobilisti in fondo alla lista. Questa gerarchia è descritta nel Manual for Streets del Dipartimento dei Trasporti (DfT, 2007). (Il manuale può essere scaricato da questa URL, ndt)
  8. Introdurre una tassazione sui terreni che produca fondi per finanziare nuove infrastrutture di trasporto pubblico.
  9. Richiedere a tutte le realtà lavorative e a tutti i servizi educativi, sanitari e per il tempo libero un determinato livello annuale di miglioramento dell’accessibilità per pedoni, ciclisti e utenti del trasporto pubblico.
  10. Stabilire la regola “del terzo” per le aree urbane: dovranno essere compiuti tutti gli sforzi possibili per raggiungere l’obiettivo di un terzo di spostamenti a piedi e in bicicletta, un terzo con il trasporto pubblico e un terzo in automobile.
  11. Stabilire alti standard di fornitura di servizi di trasporto pubblico per le linee nelle zone rurali in modo che l’auto non rappresenti più l’opzione di default. In caso di dubbi i nostri ministri dovrebbero visitare Dornach e Gempen vicino a Basilea in Svizzera per capire cosa intendiamo con “alti standard”.

Questa lista è stata inviata al nuovo Ministro dei Trasporti del nuovo governo Britannico. Aspettiamo fin d’ora una sua risposta.

# # #

World Transport Policy and Practice. Volume 16. Numero 1 Maggio 2010

Una copia dell’ultimo numero di WTPP è disponibile qui

L’autore
John Whitelegg è docente di Sostenibilità dei Trasporti alla Liverpool John Moores University e di Sviluppo Sostenibile alla University of York’s Stockholm Environment Institute, fondatore ed editore del Journal of World Transport Policy and Practice. E’ Consigliere comunale a Lancaster e dirigente del Green Party nel North West England.

Può essere contattato a j.whitelegg@btinternet.com

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