In Brasile si osservano le Zone a Basse Emissioni tedesche.

Quando si parla della qualità e delle performance delle strade urbane di tutto il mondo, la cruda realtà ci dice che la situazione presenta molti più aspetti negativi che positivi. Ma questa è solo una parte della storia; uno degli obiettivi di World Streets e di Nuova Mobilità è quello di tenere alta l’attenzione su progetti, programmi, strumenti e politiche in grado di mostrare la possibilità di migliorare le città e le loro vie. Quella che segue è una conversazione tra un ambientalista brasiliano e uno scienziato tedesco responsabile di un programma per la creazione di zone a basse emissioni appena avviato a Berlino.

Intervista con Martin Lutz, Direttore del programma Basse Emissioni di Berlino

– di Lincoln Paiva , Green Mobility Brazil (con un grazie all’autore che ha tradotto dal portoghese all’inglese questo articolo)

Questa settimana ho parlato con Martin Lutz, responsabile del Dipartimento per la Salute, l’Ambiente e la qualità dell’Aria di Berlino. Mi ha raccontato come ha Berlino sia stata istituita nel 2005 la LEZ (Low Emission Zone, Zona a Basse Emissioni), con l’obiettivo di ridurre le emissioni nocive prodotte dagli autoveicoli: Abbiamo anche parlato delle difficoltà incontrate nel convincere i fornitori, i piccoli commercianti e i residenti che utilizzavano vetture molto inquinanti in zone dove l’inquinamento atmosferico da traffico era molto alto. Lutz è stato il diretto responsabile della attuazione del programma. La Germania è la nazione che ha apporvato le politche più severe rigurado l’inquinamento atmosferico prodotto dalle automobili e Lutz ci riaccona come la LEZ abbia portato a una riduzione delle emissioni di gas serra e migliorato il livello di salute pubblica.

Lincoln Paiva : Quali sono stati gli ostacoli principali al successo delle LEZ a Berlino?

Martin Lutz: Prima di cominciare a realizzare sul campo una LEZ bisogno compiere una serie di preliminari molto importanti. Dato che la LEZ è di fatto un divieto alla circolazione per i veicoli più inquinanti, precondizione essenziale era trovare un modo di identificarli in modo pratico e chiaro. Al contrario degli approcci molto sofisticati di Londra e Stoccolma che utilizzano un sistema automatico di riconoscimento targhe basato su telecamere, lo schema tedesco di basa su dei semplici adesivi da applicare al parabrezza che dichiarano la categoria di emissioni di ogni vettura che vuole entrare nella LEZ.

Inoltre c’era bisogno di creare un mercato di filtri antiparticolato (FAP) che consentisse ai vecchi diesel interessati dal divieto di circolazione di poter essere modificati.

Per permetteresi ai proprietari di autovetture di potersi adattare ai criteri richiesti dalla LEZ sostituendo o modificando i loro veicoli venne istituito un periodo di transizione di due anni e mezzo dall’agosto del 2005, momento di adozione dello schema, al momento del suo lancio effettivo nel gennaio 2008. Inoltre dal gennaio del 2010 sono entrati in vigore vincoli ancora più stringenti che prevedono lo standard Euro 4 come criterio base per tutti i veicoli diesel, compresi quelli per trasporto merci pesante e leggero. I diesel più vecchi possono venire modificati con l’applicazione di un FAP.

Ulteriori informazioni sulla LEZ di Berlino e sul suo schema di etichettatura delle automobili possono essere trovate sul nostro sito http://www.berlin.de/sen/umwelt/luftqualitaet/en/luftreinhalteplan/umweltzone_allgemeines.shtml. Il sito www.lowemissionzones.eu fornisce una panoramica di tutte le LEZ progettate o attive in Europa.

LP: Come è stato accolto il progetto?

Martin Lutz: Durante il periodo di messa a punto del piano per la riduzione dell’inquinamento di Berlino, che prevede parecchie altre misure oltre alla LEZ, venne avviato un dibattito a livello di opinione pubblica con lo scopo di ottenere il sostegno della cittadinanza per il piano in generale e per la LEZ in particolare. Grazie al lungo periodo di transizione e a finanziamenti aggiuntivi garantiti dal governo nazionale per coloro che dovevano modificare il loro motore diesel, la LEZ ha trovato il favore della popolazione nel suo complesso, anche se ci sono state delle resistenze dai camionisti e dalla associazioni dei commercianti che dicevano che l’aggravio di spesa legato agli investimenti per nuovi veicoli e per adattare quelli vecchi poteva creare loro parecchi problemi. Queste preoccupazioni trovarono una risposta in una serie di regole che prevedevano esenzioni temporanee dal divieto di circolazione a chi poteva provare di andare incontro a seri problemi economici a causa della LEZ.

LP: Quali sono stati i risultati? C’è stata una riduzione del traffico?

Martin Lutz: A due anni dall’inaugurazione della LEZ di Berlino il suo successo può essere facilmente misurato in termini di una rapida sostituzione di veicoli vecchi con veicoli meno inquinanti, di riduzione delle emissioni e di miglioramento della qualità dell’aria. Anche se i flussi di traffico non sono cambiati, il turnover del parco auto ha registrato una considerevole accelerazione, dando luogo nel primo anno della sua applicazione a una riduzione del 21% delle emissioni di particolato e del 15% di NOx. Con il recente lancio della fase due della LEZ ci si aspetta uan riduzione del PM10 di circa il 10%.

LP: Quali sono i benefici per la salute derivanti da una diminuzione delle emissioni inquinanti e dalla adozione della LEZ?

Martin Lutz: Dato l’alto livello di tossicità delle emissioni di particolato dei diesel ci si può aspettare un calo dei problemi respiratori e anche della mortalità prematura specialmente tra la popolazione più povera che vive lungo arterie molto trafficate. Non sono stati ancora raccolti dati in proposito ma è uno dei compiti che ci siamo prefissi per i prossimi anni, quando avremo a disposizione delle statistiche più corpose e significative su livelli di inquinamento e salute pubblica.

LP: Berlino ha messo a punto un sistema di controllo più semplice di quello di Londra. Come funziona?

Martin Lutz: Come ho già detto si tratta di un semplice adesivo che peremtte chiaramente di identificare i veicoli che possono accedere alla zona, che copre 88 km quadrati, nella qule vive circa un terzo dei 3.6 milioni di berlinesi. La polizia e i vigili urbani hanno staccato circa 60mila multe dall’inaugurazione della LEZ.

LP: Come coinvoglete l’opinione pubblica?

Martin Lutz
: Dopo l’adozione dello schema è stata lanciata un’articcolata campagna di informazione con volantini, articoli di giornale e pubblicità su radio e TV.

LP: Che contravvenzioni sono previste per le eventuali infrazioni?

Martin Lutz: Chi viene trovato a guidare all’interno della LEZ senza adesivo o con un veicolo non autorizzato viene multato con 40 euro e con un punto nel registro nazionale delle multe stradali.

LP: Infine: qual è il costo di monitoraggio del programma?

Martin Lutz: La città di Berlino sta impiegando molte risorse per monitorare la qualità dell’aria con una rete di 16 stazioni di rilevamento automatico. Altri rilevamenti degli ossidi di azoto e del particolato carbonioso vengono effettuati da 20 punti di rilevamento a bordo strada. In combinazione con i rilevamenti del traffico e utilizzando dei modelli di dispersione degli inquinanti si può ottenere un buon data base per valutare gli imaptti della LEZ e di altre misure sulla qualità dell’aria. I costi di queste attività di monitoraggioi e valutazione sono superiori ai 100mila euro annui.

Articolo originale in portoghese: http://mobilidadesustentavel.blog.uol.com.br/
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Gli autori:

Lincoln Paiva è direttore di Green Mobility Brazil. Come garantire la mobilità alle persone e allo stesso tempo essere sostenibili? Green Mobility è nata dalla necessità di sviluppare una cultura preoccupata di gestire la domanda di mobilità in modo sostenibile allo scopo di ridurre il ricorso al trasporto individuale, responsabile dell’occupazione del 70% del suolo urbano e dei problemi che discendono da questa possibilità come l’inquinamento e gli investimenti in pesanti opere infrastrutturali.

Martin Lutz ha una laurea in meteorlogia e chimica atmosferica. Più di vent’anni fa ha cominciato a occuparsi del problema dello smog a Berlino. Durante il suo mandato quadriennale presso la Commissione Europea ha messo a punto la bozza europea per la strategia sull’ozono e una nuova Direttiva sempre per l’ozono. Tornato a Berlino ha diretto delle ricerche sulle fonti di PM10 e un’analisi dell’impatto delle misure per controllare PM10 e NO2. E’ il padre della strategia per la qualità dell’aria di Berlino. Oggi è responsabile del settore inquinamento atmosferico. Ulteriori informazioni sul progetto LEZ: http://www.life-spas.at/deutsch/includes/12_Lutz-LEZ-Sep09-EN-sent%281%29.pdf

Ulteriori informazioni sulle LEZ in Europa:

http://www.lowemissionzones.eu/

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