Quando l’inglese non è abbastanza. Facciamolo in Italiano. (O Svedese, Finlandese, Portoghese, Cinese, Francese o…)

In chiusura di settimana invece di parlare di mobilità e sostenibilità, parliamo un po’ di noi. Quello che segue è l’adattamento e la traduzione del post pubblicato mercoledì da World Streets che spiega nei dettagli lo stato dell’arte di questo progetto e le intenzioni per il futuro. Dopo un anno di lavoro pensiamo che valga la pena fermarsi a guardarsi indietro e condividere con i nostri lettori un po’ della fatica fatta e delle soddisfazioni ottenute finora.

1. L’Italia, l’italiano e la nuova mobilità.
Nella primavera del 2009, dopo quattro mesi di pubblicazioni e entusiastici apprezzamenti del pubblico di molte parti del mondo, a World Street ci siamo trovati a parlare con un collega italiano, Enrico Bonfatti, attivista ambientalista, che osservando la distribuzione dei nostri lettori sulle mappe di World Streets notava che in Italia c’erano solo uno o due lettori regolari. Perchè? Bella domanda.

Poteva darsi che non ci fosse interesse verso questi argomenti?

2. Mancanza di tempo e competenze linguistiche

Ipotizzammo che l’Italia potesse rappresentare un caso tipico e che, mentre poteva esserci grande interesse in molte parti del paese per questi argomenti, da una parte quasi tutti soffrivano e soffrono di un grosso sovraccarico di informazioni, mentre dall’altra sono molto pochi quelli che tra di noi, anche coloro che conoscono molto bene una lingua straniera, si sentono pienamente a proprio agio leggendo notizie quotidiane scritte in un idioma diverso dal proprio, soprattutto in questo campo interessante e complesso.

Questa potrebbe essere una sorpresa per chiunque pensi che l’inglese si stia diffondendo come linguaggio universale. Ma se vi prendete davvero il tempo di conoscere e di parlare con le persone che lavorano in questo settore a livello di amministrazioni locali, associazioni, università o agenzie di consulenza in diverse parti del mondo, vi accorgerete che quando si tratta della comunicazione quotidiana tutti noi lavoriamo meglio nella nostra lingua principale. Questa constatazione è stata posta a fondamento del nostro lavoro.

3. Luglio 2009: Nuova Mobilità va on line.
Dopo due mesi di preparazione attenta e scrupolosa, il primo luglio Nuova Mobilità si presenta in rete con l’obiettivo di portare questi concetti presso il pubblico dei nostri colleghi italiani, con materiale scritto nella loro lingua e con contenuti adattati al contesto e alle priorità del loro paese.

Durante il resto dell’anno abbiamo assistito a una costante crescita degli accessi provenienti da un sempre maggior numero di città della penisola. A tutt’oggi ci sono mediamente dai 100 ai 200 lettori che accedono al sito ogni giorno da più di 60 diverse città italiane e, cosa in qualche modo sorprendente, anche da una ventina di città straniere.


Località italiane dalle quali sono stati effettuati degli accessi a Nuova Mobilità il giorno 13 maggio

Quello che colpisce chi conosce bene l’Italia nella mappa dei lettori di Nuova Mobilità è il fatto che oltre all’atteso alto numero di accessi dal nord italia si registra anche un consistente interesse al sud. Questo è un ottimo segnale per il futuro.

4. E le altre edizioni locali?

Una lezione appresa durante questo anno di impegnativo lavoro nel produrre questo blog quotidiano in lingua italiana è che non si tratta sicuratempe di un passatempo che si possa prendere con leggerezza. Nonostante il fatto che circa 2/3 del materiale sia tradotto ed adattato dai post pubblicati su World Streets, c’è bisogno di molto di più della semplice capacità di effettuare una buona traduzione. Gli articoli devono essere selezionati ed adattati pensando ai lettori e alle città italiane, al contesto istituzionale e politico; inoltre c’è la necessità di creare contenuti specifici per l’Italia, cosa che richiede del tempo e che continua ad essere un obiettivo che dopo tutti questi mesi deve ancora essere soddisfatto pienamente.

Ci siamo quindi accorti che organizzare e mantenere in vita un progetto come quello di Nuova Mobilità richiede qualcosa come un lavoro pressochè a tempo pieno di una persona molto motivata e disposta a lavorare sodo. Questo naturalmente ha delle implicazioni economiche che i nostri lettori capiranno molto bene.

Dato che il progetto dietro a World Streets e Nuova Mobilità non vuole fermarsi all’Italia ma è volto a riportare nel più ampio numero possibile di lingue le notizie riguardanti la sostenibilità dei trasporti, delle città e delle nostre vite, ci piace sperare che Nuova Mobilità possa funzionare da modello da imitare in altri paesi. Per il momento ci sono dei contatti con parecchi colleghi e organizzazioni in Svezia, Finlandia, Portogallo, Francia e Taiwan. Dato che non è sempre possibile farsi carico delle implicazioni finanziarie che comporta un lavoro del genere si sta pensando di creare per questi paesi un’edizione mensile di World Streets in lingua locale che fornisca un riassunto degli articoli pubblicati dalla quale si possa accedere con un clik ai post originali in lingua inglese.

5. Avete dei contributi da proporre?
Se pensate di poter contribuire in qualche modo alla riuscita di questo progetto (per quanto riguarda l’Italia come altri paesi con la cui lingua vi sentite a vostro agio), in termini di contenuti, di suggerimenti, di strategie da perseguire, di ricerca di finanziamenti potete contattarci ai recapiti elencati di seguito:

Enrico Bonfatti
Nuova Mobilità
Via Marzanica 92, 24124 Bergamo
mail: editore@nuovamobilita.org
skype: nuova.mobilita
tel. 340 2744 826

Eric Britton, Editor
World Streets/The New Mobility Partnerships
8, rue Jospeh Bara, 75006 Paris France
Tel. Europe – +331 7550 3788
USA +1 (213) 984 1277
Skype: newmobility

Un pensiero su “Quando l’inglese non è abbastanza. Facciamolo in Italiano. (O Svedese, Finlandese, Portoghese, Cinese, Francese o…)

  1. Grazie per l'ottimo lavoro, io sono uno di quelli che legge con entusiasmo Nuova Mobilità da una città straniera: Madrid. Spero in futuro avere più tempo per offrire una qualche collaborazione a un progetto necessario.Gianni Rondinella

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