Perchè le donne vanno in bici. E perchè non ci vanno.

Dopo il pezzo di martedì di Janice Turner sulla banalità necessaria del ciclismo e sul maschilismo di un certo modo di intendere questo mezzo di trasporto in Gran Bretagna, April Streeter scrive da Portland riportando quelli che sono i risultati,per il momento parziali, di un sondaggio sui motivi per i quali le donne americane vanno in bici (e quali i motivi che non le fanno andare). Se siete delle donne cicliste e avete delle opinioni a riguardo fatevi sentire.

Dicono che ad Amsterdam andare in bicicletta sia come respirare- tutti lo fanno e nessuno ci pensa più di tanto. I bambini imparano a pedalare ben prima di iniziare la scuola – le biciclette a spinta abbondano – e vanno a scuola in bici (senza casco) con o senza l’accompagnamento dei genitori. Ma qui non siamo ad Amsterdam e soprattutto le donne hanno migliaia di motivi per non andare in bicicletta.

Per capire meglio questi motivi – e quelli che invece spingono le donne a usare la bici – l’Associtation of Pedestrian and Bicycle Professionals (APBP) ha messo a punto un sondaggio sul web per raccogliere informazioni sugli atteggiamenti nei confronti delle due ruote. Grazie al passaparola dei social network 7300 donne hanno già risposto al sondaggio, che terminerà il 15 maggio. Emergono già alcune intuizioni, e quello che sorprende è che la ragione prinipale che spinge le donne a pedalare è rappresentata dai benefici che questa attività apporta alla salute.


Signora grigia su un ampia corsia ciclabile. Queste ampie corsie permettono di utilizzare la bici alle donne di Amsterdam di tutte le età. Foto di A. Streeter

Questi sono davvero importanti – quello che sorprende è solo il fatto che siano indicati come il motivo prinipale che spinge a usare la bici. E quello che sorprende ancora di più è che per ottenerli non sono necessari tantissimi chilometri percorsi a piedi o pedalando.

“Se più donne pedalassero più spesso e in più posti, potrebbero raggiungere un migliore stato di salute e contemporaneamente causare delle ricadute positive sull’ambiente e sulle loro comunità” – Kit Keller, direttore esecutivo di APBP.

Il secondo motivo per il quale le donne vanno in bicicletta è da cercare nella opportunità di stare all’aria aperta (88% delle risposte). Anche questo è sicuramente un valido motivo ma, benchè non mi sorprenda, lo trovo un poco ironico, dato che tra molte donne che non vanno in bici questa è da annoverare tra le principali ragioni per non pedalare (per l’eventualità di essere esposte a pioggia e maltempo). Non sono una ciclista agonista, mi considero piuttosto una pendolare, e non mi piace il brutto tempo o apparire malconcia. Ma nel tempo mi sono accorta che preferisco affrontare il rischio di un acquazzone piuttosto che utilizzare altri mezzi di trasporto, spostamenti a piedi compresi.


Ragazza in bicicletta con ombrello. Se l’abbigliamento, la bicicletta, l’attrezzatura e la strada sono adatti, allora lo è anche pedalare. Foto da Taiwan di Richard Masoner

Questo è dovuto probabilmente al fatto che io (come il 73% delle partecipanti al sondaggio) mi accorgo che pedalare contribuisce moltissimo ad allentare la tensione e lo stress. Sono mentalmente molto più libera mentre pedalo di quando sono al volante, e si tratta esattamente del giusto tipo di libertà, perchè mentre il mio corpo e la parte del mio cervello che controlla i miei riflessi sono attivi, rimane una parte di spazio mentale inconscio che può generare idee e risolvere vecchi problemi.

Gli altri due principali motivi per i quali le donne vanno in bici secondo il sondaggio APBP sono che “mi fa risparmiare” (72%) e che “è molto ecologico e io faccio la mia parte” (70%). Mi accorgo che questi sono due motivi che spunterei molto facilmente pensando ai motivi che mi spingono a pedalare. Eppure osservandoli da esterna, sembrano piuttosto astratti, e secondari alla gioia che regala la bicicletta (che sicuramente sembra un motivo astratto a chi non la usa) e al fatto che per me l’apice di questa gioia è raggiunto quando uso la bicicletta per motivi di trasporto. “Il trasporto divertente” non è comunque tra le scelte che si possono spuntare nel sondaggio.


Bellezza in bicicletta che pedala tutto il giorno, tutti i giorni, accompagnando per Amsterdam i turisti nello “yellow bike tour”. Foto di A. Streeter.

Mi sembra un peccato che il sondaggio non includa la possibilità di scegliere una risposta del tipo “la bici mi consente di mostrare la mia concezione di stile”. Agli uomini questa risposta potrebbe apparire assurda – forse anche ad alcune cicliste sportive e agoniste. Invece per me quello che una volta era una grande seccatura – dover scegliere un abbigliamento adeguato alla bicicletta – è adesso diventato una sfida interessante e anche un modo di creare una comunità con altre cicliste urbane di altre città. Mi piace davvero vedere un abbigliamento pratico e ben assortito addosso ad una donna elegante su una bicicletta pratica e comoda.

Il futuro del ciclismo urbano è importante per la qualità della vita delle nostre città. Il sondaggio APBP rappresenta una documentazione importante per superare gli ostacoli che si frappongono tra le donne e la bicicletta. Sarà interessante vedere i dati e le analisi definitive sui motivi per i quali le donne evitano di andare in bicicletta. Sappiamo che la sicurezza è uno degli ostacoli principali. Quelle che seguono sono le principali condizioni indicate dalla blogger Mary Newsom necessarie per andare al lavoro in bicicletta nella sua città di Charlotte, N.C.:

  1. Primo, corsie ciclabili sufficientemente sicure da farmi capire che non sto mettendo a rischio la vita
  2. Secondo, copricatena che tenga puliti i miei vestiti da ufficio
  3. Terzo, un buon locale doccia al lavoro.

E le vostre condizioni quali sono?

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L’autrice
April ha un passato di cameriera sulle calde spiagge delle Hawaii che ha lasciato per diventare una reporter sulle nuove tecnologie digitali per la MacWeek magazine di San Francisco. Quando si è stufata di raccontare le meraviglie dell’ennesimo router lanciato sul mercato si è riciclata come giornalista sulla sostenibilità e l’ambiente, spostandosi più volte tra gli Stati Uniti e la Svezia. Attualmente è editrice della Sustainable Industries Magazine di Portland, Oregon, dove si guadagna da vivere come giornalista freelance.

Fonte: April ha scritto questo pezzo ieri per Treehugger e World Streets.

 

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