Le origini e la diffusione del car sharing in Italia

Proseguiamo oggi la nostra esplorazione delle modalità di trasporto in condivisione con questa puntualissima analisi di Gian Piero di Muro sullo stato dell’arte del car sharing in Italia a completamento del precedente post curato da Tiziano Schiavon. Qualcuno definisce il car sharing “l’ultimo chiodo nella bara della vecchia mobilità”, dato che il superamento del sistema di trasporti nato all’inizio del secolo scorso non può non passare attraverso l’integrazione di diverse modalità di spostamento delle quali l’auto in condivisione è il naturale complemento finale.

Le origini e la struttura del Car Sharing in Italia
di Gian Piero Di Muro

Prima del 2000 il car sharing in Italia era un concetto quasi totalmente sconosciuto all’utenza potenziale, ai cittadini in generale e alla potenziale offerta del settore, ossia gli operatori economici.
In particolare, prima del 2002 era presente una sola realtà che erogava il servizio di car sharing, a Milano. Si trattava di Legambiente, che nel corso del 2001, aveva avviato il servizio per i propri aderenti.
Il maggior contributo allo sviluppo del servizio di Car Sharing in Italia è stato fornito dall’iniziativa ICS (Iniziativa Car Sharing) promossa dal Ministero dell’Ambiente e realizzata nell’Ottobre del 2000, in forma di convenzione tra Comuni.

In Italia il car sharing è stato identificato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare come una delle misure contenute in un pacchetto di interventi strategici per favorire lo sviluppo sostenibile della mobilità nelle aree urbane..

Il piano del Ministero ha previsto, tra le altre misure, due stanziamenti successivi prima per il sostentamento dell’attivazione del servizio, poi per il suo ri-finanziamento, per un totale di quasi 20 mln di euro (Dlgs. n. 267/2000 e da ultimo la Legge del 15 dicembre 2004, n. 308).
Tale piano, finalizzato all’attivazione di un servizio innovativo di mobilità, si poneva (e tutt’oggi si pone) l’obiettivo di stimolare la domanda e sostenere l’offerta attraverso diverse forme di sostegno non esclusivamente di carattere finanziario.

La funzione principale di ICS non è quella di erogare il servizio di car sharing, ma quella di creare le condizioni per stimolarne l’avvio e la crescita operando in maniera coordinata sui tre soggetti coinvolti nel servizio:

  • offerta,
  • pubblica amministrazione,
  • domanda.

Ics ha, inoltre, definito una serie di standard che riguardano:

  • l’anzianità massima dei veicoli in servizio ed il chilometraggio massimo,
  • l’anzianità massima dei veicoli in servizio ed il chilometraggio massimo,
  • i livelli di sicurezza del veicolo e le sue caratteristiche emissive,
  • le coperture assicurative minime,
  • la percentuale massima di richieste di prenotazione non soddisfatte,
  • la pulizia dei veicoli

a cui tutti gli operatori del circuito devono attenersi al fine di garantire un determinato standard qualitativo.

L’iter procedurale per l’accesso ai contributi di ICS




Elemento fondamentale dell’attività di ICS è l’Accordo di Programma stipulato con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per la realizzazione del Programma Nazionale di Car Sharing, finanziato dal Ministero stesso.

Per l’attuazione del Programma le parti concordano un piano operativo di azioni che, in altri termini, rappresenta il master plan dell’attività. Le decisioni in merito ai contenuti dell’Accordo di Programma e del relativo piano operativo richiedono la doppia approvazione di ICS attraverso la Conferenza degli Assessori e del Ministero.

Mediante questa organizzazione ICS gestisce sia i finanziamenti destinati agli operatori locali (gestori), sia quelli impiegati per realizzare direttamente una serie di azioni a beneficio di tutti i gestori. Le attività principali finanziate e gestite direttamente da ICS sono quelle relative alla comunicazione a livello nazionale, agli sviluppi di tecnologie, alla normativa e alla definizione di standard.

Attraverso queste attività, tra le altre, è stato sviluppato e viene costantemente aggiornato il sistema tecnologico che permette la convivenza di una pluralità di operatori locali indipendenti, ma interoperabili nei termini visti.

Il sistema tecnologico è attualmente alla seconda generazione; la prima era basata su un’architettura client server, mentre la seconda attualmente in uso è basata su un applicativo web.

I vari “server centrali” sono collegati in tempo reale con i terminali di bordo installati su tutte le vetture mediante connessioni GPRS.
I terminali di bordo di ultima generazione sono dotati di:

  • sistema GPS per la localizzazione,
  • interfaccia su schermo grafico,
  • lettore contactless (per la lettura delle card utente),
  • porte per il collegamento con altri strumenti di bordo.

La tecnologia utilizzata per il riconoscimento dell’utente, l’apertura delle porte e tutte le altre operazioni necessarie è di tipo contactless.
Si tratta di un sistema che implementa funzionalità quali:

  • open-end e one way (La funzionalità open end consente di prenotare l’auto senza dover necessariamente indicare la durata della corsa, mentre quella one way permette di prelevare l’auto da un parcheggio e riconsegnarla in un altro),
  • funzionalità di back office che permette di utilizzare vari modi di pagamento.

Il servizio dal lato dell’utente

I costi del servizio
Il costo globale per l’utente risulta composto da un costo fisso ed un costo variabile legato all’utilizzo del servizio.

Il costo fisso include una quota di abbonamento da versare annualmente o mensilmente per aderire all’associazione ed, eventualmente, una cauzione rimborsabile.

Il costo variabile, legato alla classe e all’utilizzo del veicolo, alla fascia oraria di utilizzo ed eventuali servizi supplementari, include:

  • una quota chilometrica;
  • una quota oraria.

Le tariffe chilometriche sono decrescenti in funzione della lunghezza del viaggio e le tariffe orarie sono diversificate in diurne/notturne e feriali/ festive. Esse hanno un’identica struttura per tutte le città aderenti al circuito: sono cioè unificate le fasce chilometriche progressive e le fasce orarie, ma i valori sono ad oggi stabiliti autonomamente dai singoli operatori.

L’abbonato car sharing non sostiene altri costi, poiché le tariffe sono comprensive di tutte le spese, carburante incluso.

Utilizzazione del servizio
Per accedere al servizio ci si associa ad un circuito che lo eroga gestendo una flotta di veicoli di diversa tipologia. Le auto possono essere prenotate via web o rivolgendosi telefonicamente al call center, attivo 24 ore su 24 (questa indipendenza è garantita dalla tecnologia disponibile su ogni singola autovettura), che indica le auto disponibili a seconda del modello, dell’ora e del parcheggio richiesti. La durata di utilizzo va comunicata al momento della prenotazione.

La prenotazione può essere fatta con largo anticipo o fino a quindici minuti prima dell’uso. La riconsegna del veicolo avviene solitamente nell’area di parcheggio di partenza.

Al momento dell’iscrizione, all’utente Car Sharing verrà rilasciato un numero di identificazione personale (PIN) e una smartcard.
La smartcard è una scheda magnetica individuale, dotata di codice segreto PIN e microchip, necessaria per ritirare la vettura, restituirla e fatturare il servizio.

L’auto assegnata si apre e si chiude con la smartcard. All’avvio si digita il proprio codice PIN e alla riconsegna il codice di fine servizio. Un dispositivo elettronico installato a bordo dell’auto registra automaticamente i dati del viaggio, riportati poi nella fattura che il gestore recapita a domicilio con cadenza mensile o bimestrale.

La diffusione
A Dicembre 2009 il Car Sharing in Italia ha contato circa 18.000 utenti (con 15.000 contratti e un volume d’affari nel 2009 di 5,5 mln di euro) serviti da un parco di 581 vetture in 12 principali città e centri minori delle Province (concentrate al nord, fatta eccezione per Palermo).



* a Milano esiste un ulteriore servizio, denominato ‘MilanoCarSharing’, promosso da Legambiente Lombardia e gestito da Car Sharing Italia Srl, società partecipata da Legambiente, costituita nel novembre 2004 insieme ad un gruppo di soci utilizzatori. Pur aderendo a ICS il Comune di Milano ha deciso di perseguire una strada autonoma, con lo sviluppo di un sistema tecnologico basato su tecnologia di bordo INVERSE e software applicativo di centro sviluppato specificamente.
** Il servizio è stato attivato nel mese di Febbraio 2010.


Fonte dati: ICS Car Sharing

Gli Enti che hanno aderito ad ICS (a Dicembre 2009) sono:
i Comuni di Bari, Bologna, Brescia, Catania, Firenze, Genova, Livorno, Mantova, Matera, Milano, Modena, Novara, Palermo, Padova, Parma, Perugia, Pescara, Reggio Emilia, Roma, Savona, Scandicci, Sesto Fiorentino, Taranto, Torino, Trieste, Venezia, Viareggio;
le Province di Alessandria, Biella, Catania, Firenze, Milano, Rimini, Bologna, Torino e Napoli.
Altri Enti firmatari del Protocollo d’Intesa: Catania, Trieste.

In Italia, ed in particolare, nelle città dove è attivo il servizio, circa 1 persona su 500 utilizza il Car Sharing. L’Italia con il tempo sta colmando il gap con i paesi dove il servizio si è sviluppato già da tempo, ma è ancora distante da alcune realtà particolarmente virtuose come quella della Svizzera che presenta una rete capillare di oltre 300 città, e dove “l’indicatore di diffusione” risulta pari a circa 1 persona ogni 177, ossia con una densità di diffusione del servizio 3 volte maggiore di quella italiana.

Anche il parco veicoli risulta più del quadruplo di quello italiano con circa 2.250 auto dislocate in 1.150 punti della rete di cui circa 900 in 350 stazioni del paese.

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L’autore:
Gian Piero Di Muro è Ingegnere gestionale specializzato nella pianificazione e progettazione dei sistemi di trasporto.
Collabora con LeM Consulting nella realizzazione di modelli di business, analisi economico-finanziarie e studi di settore nell’ambito della mobilità sostenibile con particolare riferimento ai sistemi innovativi di trasporto e i sistemi ITS.
E’, inoltre, impegnato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella fase di gestione e realizzazione di programmi europei volti allo sviluppo di mobilità sostenibile.

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