Il divorzio dall’automobile – parte II

E’ vero che il 95 per cento delle famiglie americane possiede un’automobile e che la maggior parte degli americani (85%) va al lavoro in macchina. Ma non è sempre stato così, e probabilmente nemmeno lo sarà per sempre.

Fino alla fine degli anni quaranta molti americani non avevano una macchina. La gente abitava in città grandi e piccole, e il 40 per cento delle persone non possedeva un’auto ma utilizzava autobus, tram e treni. Subito dopo la guerra si verificò un boom nella costruzione di abitazioni nelle periferie destinate ad accogliere i reduci di guerra e le loro famiglie sempre più numerose. Questo nuovo schema abitativo venne accompagnato dal National Interstate Highway System, che cominciò a vedere la luce nel 1956. Nei successivi 50 anni vennero costruiti 75.440 chilometri di strade in tutti gli Stati Uniti.

Gli americani potevano vivere nelle periferie cittadine in quartieri residenziali costruiti su terreni acquistati per pochi soldi e raggiungere il luogo di lavoro in automobile. Oggi solo il 5 per cento degli Statunitensi utilizza il trasporto pubblico per andare al lavoro. Comunque questo modo di vivere sta cambiando.

E’ stato 50 anni dopo esserci imbarcati in questo progetto che influenza pesantemente il modo nel quale viviamo e ci spostiamo, che ne abbiamo cominciato a toccare con mano alcuni limiti. Le infrastrutture e gli spostamenti dipendenti dall’auto poco si adattano a zone urbane ad alta densità abitativa, nelle quali si trovano a vivere sempre più americani. Come in molte altre parti del mondo, gli americani stanno cercando di ridurre le emissioni di CO2 e di affrontare le sfide conseguenti al cambiamento climatico attraverso combustibili alternativi e veicoli con consumi più bassi, ma ci rendiamo conto che questi nuovi modelli di automobile da soli non bastano a soddisfare i bisogni di spostamento di tutti gli americani: i troppo giovani, i troppo vecchi, i poveri, tutti quelli che vivono in aree urbane ad alta densità abitativa hanno bisogno di altre possibilità di scelta.


Nel 2001 il tasso di motorizzazione delle famiglie americane ha toccato il suo apice, arrivando a 1.1 automobili per ogni patente rilasciata. Nel 2008 i chilometri percorsi in automobile dagli americani sono diminuiti per la prima volta (-3.6% rispetto al 2007), e il numero di spostamenti effettuati utilizzando i mezzi pubblici ha toccato il suo massimo degli ultimi 50 anni. E’ troppo presto per essere sicuri se questo cambiamento sia dovuto al picco dei prezzi dei carburanti verificatosi nel 2008. (ndt: alcune considerazioni su questo aspetto sono disponibili qui: http://nuovamobilita.blogspot.com/2010/02/la-crisi-favorisce-il-trasporto.html).

Sempre più gente sta scegliendo di vivere in città dove non hanno bisogno di possedere un’automobile. New York ha il tasso di motorizzazione privata più basso: solo il 50 per cento delle famiglie possiede un’auto. Buoni marciapiedi, trasporto pubblico e piste ciclabili sono una priorità per queste città. Nel luglio 2009 New York ha completato la prima fase di un progetto mirante a rendere la città più ciclabile attraverso la costruzione di 200 miglia di corsie protette.

Negli ultimi dieci anni le città Americane hanno visto la crescita di un servizio chiamato car sharing. Le auto condivise di proprietà di imprese private sono parcheggiate nelle aree urbane più dense e nei campus universitari. Gli utenti pagano l’utilizzo dell’auto invece della proprietà e non devono preoccuparsi di manutenzione, assicurazione, garage, potendo scegliere ogni volta il tipo di automobile che meglio si adatta alle loro esigenze (un furgone, un’utilitaria a tre porte piuttosto che una berlina a cinque porte etc.)

A New York più di 100mila persone condividono circa 2mila automobili. Questo servizio riduce quindi drasticamente il numero di automobili e relativi spazi di parcheggio necessari per soddisfare i bisogni di una popolazione molto grande. Ogni auto in condivisione ne sostituisce 10 o 20 in proprietà privata e viene utilizzata da 40 o 50 persone.

Se guardiamo al futuro, è probabile che assistereremo a una riduzione nel numero degli spostamenti effettuati in auto e ad un aumento di quelli fatti a piedi, in bicicletta o con il trasporto pubblico, su gomma o rotaia. Il car sharing diventerà una pratica comune, così come il car pooling (più persone che condividono lo stesso tragitto su di un’unica automobile).

Le tecnologie wireless e i cellulari di ultima generazione renderanno più facile l’accesso alle informazioni sulle diverse possibilità di effettuare uno spostamento: orari, tempi, costi, convenienza ed emissioni di CO2, in modo da potere scegliere la modalità più appropriata. Il quadro complessivo dei sistemi di trasporto americani sarà caratterizzato da un’alto grado di diversificazione.

#####

Robin Chase è stata tra i fondatori di ZipCar, una compagnia di car sharing, della quale ha ricoperto anche la carica di amministratrice delegata ed è attualmente amministratrice delegata di GoLoco.org, un progetto innovativo che combina il carpooling on line con i social network. E’ anche tra i fondatori di Meadow Networks, un’azienda di consulenza nel campo dei trasporti, e mantiene un blog, Network Musing, sul quale potete trovare l’articolo originale dal quale è stato tratto questo post: http://networkmusings.blogspot.com/2010/03/does-everyone-in-america-own-car.html

Sullo stesso argomento: Lester Brown, Il divorzio degli americani dall’automobile

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...