L’intervento: il car sharing in Italia

Oggi Tiziano Schiavon, direttore commerciale di Car City Club, una società torinese di servizi di car sharing, ci descrive dal suo punto di osservazione privilegiato la situazione del car sharing in Italia.
In Italia circolano circa 36 milioni di auto: si stima che il 30% dei tragitti che queste effettuano copra distanze inferiori ai tre chilometri. Basti pensare che in media cinque milioni di spostamenti in auto vengono effettuati per accompagnare i ragazzi a scuola, nonostante l’86% degli scolari abiti ad una distanza di circa un quarto d’ora a piedi.

IL CAR SHARING IN ITALIA

Per contrastare l’incidenza negativa del traffico sull’ambiente, anche in Italia è stato introdotto il car sharing, un servizio di “trasporto collettivo ad uso individuale”, che rappresenta una concreta alternativa all’auto di proprietà, in quanto consente di acquistare solo l’uso del mezzo, anziché il mezzo stesso.

Il decreto interministeriale del 27/03/1998 ha, tra gli altri provvedimenti, affidato agli enti locali il compito di realizzare servizi di car sharing: il successivo Protocollo di intesa del gennaio 2000, sottoscritto tra il Ministero dell’Ambiente ed i Comuni che hanno aderito all’iniziativa, ha sancito la realizzazione di un programma nazionale, volto a garantire una gestione coordinata di tutti i servizi locali di car sharing.

I Comuni hanno quindi costituito I.C.S. (Iniziativa Car Sharing): il car sharing italiano si è quindi strutturato in un circuito nazionale unitario, coordinato dalla stessa I.C.S., che fornisce assistenza agli enti interessati. La partecipazione di questi ultimi avviene attraverso società a capitale misto, che coinvolge le locali aziende di trasporto e/o soggetti imprenditoriali. Sviluppatosi con l’impiego di tecnologie evolute, il circuito I.C.S. si distingue per la possibilità di utilizzare il servizio, con identiche modalità, anche in comuni diversi da quello di iscrizione. Partito operativamente nel 2002, il car sharing I.C.S. è oggi attivo a Torino, Biella, Milano, Brescia, Genova, Savona, Venezia, Bologna, Firenze, Parma, Modena, Roma e Palermo, cui seguiranno a breve altre esperienze. Bolzano ha un car sharing che non fa parte del circuito. I diversi gestori locali devono rispettare gli standard I.C.S.: utilizzare le stesse tecnologie, con qualità minima garantita e procedure comuni.


Nota di NM. Da notare il rapporto tra auto e utenti: 1:25 in una nazione dove la media è di circa due auto ogni tre abitanti novantenni, neonati, non vedenti e disabili compresi. Molti degli utenti dei servizi di CS hanno rinunciato addirittura alla prima auto di famiglia.


LE CARATTERISTICHE DEL CAR SHARING ITALIANO

Gli abbonati possono prenotare (24 ore su 24) l’auto di qualunque parcheggio, precisando sempre ora di partenza e ora di arrivo. Al parcheggio l’auto si apre appoggiando l’apposita tessera al parabrezza. Per tutta la prenotazione – che può variare da una sola a ora a uno o più giorni consecutivi – si utilizza il veicolo car sharing come un’auto normale, che può recarsi ovunque (in città e fuori città) e che all’ora di riconsegna dovrà essere riportata al parcheggio in cui è stata prelevata.

Ma quanto si spende? Al costo di abbonamento si aggiungono i costi di utilizzo (per ogni corsa ed a seconda del modello), da calcolarsi sommando una quota oraria ad una chilometrica. Le tariffe variano a seconda della città in cui avviene l’iscrizione: in media per una tipica corsa urbana (due ore per 10 km) si spendono circa 10 Euro. IVA e carburante compresi! Un bel risparmio per chi, ad esempio, possiede un’utilitaria con la quale percorre 5.000 km all’anno: passando al car sharing ha la possibilità di risparmiare circa € 1.800 (ovvero il 30% dei costi di proprietà).

Ma i vantaggi non finiscono qui: i veicoli car sharing non pagano la sosta nelle zone blu, hanno libero accesso alle ZTL, a corsie e vie riservate e sono utilizzabili anche in caso di restrizioni alla circolazione (tutte queste concessioni possono variare a seconda dei relativi Comuni quindi, per maggiori informazioni, è utile consultare i siti dei singoli gestori). In alcune città – come Torino, Bologna e Genova – è disponibile anche il van sharing, per il trasporto delle merci. Molti gestori propongono anche tariffe speciali per i fine settimana o per più lunghi periodi di vacanza.

AGLI ITALIANI PIACE IL CAR SHARING

Il car sharing I.C.S. oggi conta 15.000 iscritti, che utilizzano 570 veicoli distribuiti in 380 parcheggi: numeri di un servizio consolidato, in crescita costante, che si sta progressivamente integrando con le abitudini di mobilità dei cittadini. In questo contesto si distingue l’esperienza di Torino che mette a disposizione dei suoi 2.350 iscritti 124 veicoli, distribuiti in 85 postazioni: in termini quantitativi e qualitativi la misura di un car sharing che funziona è proprio questa, ovvero le strutture messe a disposizione dei propri abbonati. L’esperienza torinese si va estendendo nei principali comuni della provincia, ma anche in altri capoluoghi della regione, con il progetto di Biella e quello – probabile – di Alessandria.

Tornando alla prospettiva nazionale, chi è l’utente italiano di car sharing? E’ un uomo (62%), tra i 25 ed i 54 anni, lavoratore dipendente, che al 60% abita in ZTL o in Zona Blu: è un guidatore saltuario che utilizza l’auto nel tempo libero, che grazie al car sharing ha rinunciato all’auto di famiglia (63%), ed ha aumentato l’utilizzo del trasporto pubblico (74%). Numeri importanti che determinano una riduzione di circa 7.000 automobili circolanti nelle aree urbane: in chilometri la diminuzione annua media viene stimata attorno al 27%, con un risparmio annuo di circa 34.000.000 di chilometri. In termini ambientali si riducono così circa 7.000 tonnellate di CO2 e 3,7 tonnellate di PM10 all’anno.

LA SINTESI DEL CAR SHARING: UNA SOLUZIONE INTELLIGENTE

Dal punto di vista economico e gestionale il car sharing è un servizio ad alto rischio industriale, che richiede notevoli investimenti ed una struttura organizzata e specializzata. La sua sopravvivenza è strettamente legata ad una rapida crescita commerciale (in cui la fase di start-up rappresenta il momento più critico). Tutti aspetti che determinano il carente spirito imprenditoriale che circonda l’iniziativa, che costringe i diversi gestori ad autentici equilibrismi economici.

Il car sharing non è ancora contemplato dal Codice della Strada, con conseguenze sulla frequente occupazione abusiva degli spazi riservati al servizio. Va ancora considerato il forte divario tra le propensioni dei cittadini ed i successivi comportamenti effettivi, che dimostrano la scarsa attitudine del “popolo dell’automobile” alla “contaminazione” modale.

Il car sharing, insieme ad altri provvedimenti non risolutivi singolarmente, costituisce una soluzione importante verso la riduzione dell’inquinamento, aumenta le scelte di mobilità dei cittadini senza auto o ne razionalizza l’utilizzo per spostamenti occasionali.

L’auto condivisa favorisce lo sviluppo della competizione tra diverse modalità di trasporto, aumentando conseguentemente l’utilizzo del trasporto pubblico. Ovviamente il car sharing porta alla diminuzione del numero di auto circolanti, incrementando i parcheggi liberi nelle città: un’auto in car sharing sostituisce 10/12 vetture private, con conseguente riduzione nei costi di spostamento e dei chilometri percorsi.

# # #


L’AUTORE

Tiziano Schiavon, dopo alcune importanti esperienze in società di servizi, dal 2003 fa parte di CarCityClub (il car sharing di Torino): in qualità di Direttore Commerciale è anche responsabile di tutte le attività di marketing e comunicazione. Convinto promotore della mobilità sostenibile e delle possibili integrazioni tra diversi sistemi di trasporto “intelligenti” (quindi rispettosi dell’ambiente), come esperto di car sharing e di comunicazione è spesso relatore in convegni e corsi di formazione sul mobility management. Nel tempo libero si dedica alla famiglia, pratica il karate, ed è appassionato di storia militare del XVIII secolo.

Le pagine web di Iniziativa Car Sharing: http://www.icscarsharing.it/

Articoli correlati:

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...