Sei città che potrebbero diventare senz’auto o quasi

A Friburgo il quartiere di Vauban è l’esempio più conosciuto di un’area urbana che ha voltato le spalle alla cultura dell’auto. Rappresenta un grande passo costato molte difficoltà ma coronato da un grande risultato: la creazione di un quartiere più a misura d’uomo. Sorprendentemente ci sono molte zone senz’auto in giro per il mondo, ma pochissime città (mi riferisco a conurbazioni con più di 50mila abitanti) stanno seriamente cercando il modo di andare oltre l’attuale organizzazione urbana, impostandola in modo da essere molto meno dipendente dall’automobile. Comunque quelli che seguono sono cinque esempi (più un “jolly”) che potrebbero cominciare a intraprendere questo processo di transizione.

Sei città che potrebbero facilmente diventare car-free o car-lite.

di April Streeter

– Articolo originale: http://www.treehugger.com/files/2010/01/six-cities-that-could-be-car-free.php

1. Ginevra, Svizzera, è ricca e pronta.

All’inizio di questo mese il Consiglio Comunale di Ginevra a votato per chiudere al traffico 200 vie cittadine. Si tratta del primo grosso successo ottenuto dal partito dei Verdi con il sostegno dei Socialdemocratici e anche del centrista Partito Radicale. Comunque l’applicazione della misura non è assolutamente garantita, in quanto potrebbe trovare la dura opposizione della lobby economica. Si dovrebbe far presente l’esempio di Copenhagen dove in seguito alla chiusura di alcune strade il commercio non ne ha risentito e in alcuni casi ne ha perfino beneficiato.

2. Davis, Califronia è la città più ciclabile degli USA (secondo alcuni)

Forse Davis è solo un grande college piuttosto che una vera e propria città, ma presenta alcuni vantaggi quando si pensa alla eliminazione delle auto: un clima relativamente mite, non troppe salite, un’ottima infrastruttura ciclabile (la città si sta preparando a costruire un viale solo per biciclette sotto una grande arteria stradale e si considera come la “Bike City” degli USA). Ha anche un buon sistema di autobus e una specie di cultura carfree sotterranea. Le riforme a Davis prevedono anche una specie di “confino” delle auto durante il periodo delle immatricolazioni universitarie a causa del gran numero di biciclette in circolazione nel campus, piani per la costruzione di un museo della bicicletta e l’intero mese di magio dedicato alla celebrazione della cultura della bicicletta tramite un’iniziativa chiamato Cyclebration.

3. Il centro di Parigi potrebbe diventare una gradevole zona senz’auto

Secondo Eric Britton di Worldstreets.org Parigi ha tutto quello che serve per rendere il suo centro completamente carfree. Elenca l’intenzione di rimuovere gradualmente tutti i parcheggi, e l’alto costo di quelli rimasti come disincentivi dirigersi verso il centro in auto e l’alta percentuale di nuclei famigliari senza automobile (più del 60%) come un altro indicatore favorevole. Naturalmente quella perla che si chiama Velib è qualcosa di grande e i progetti di Parigi di espanderlo sono incoraggianti. C’è anche un ottimo servizio di car sharing e si progetta di avviare un servizio di car sharing con vetture elettriche con Autolib. E poi c’è Paris Plage, il mese estivo durante il quale un intero tronco di una superstrada sulle sponde della Senna viene trasformata in una spiaggia urbana, con gente che prende il sole, va in canoa, curiosi e neanche un’auto.

4. Big City Guadalajara Needs a Big Plan.
Guadalajara ha bisogno di un grande piano

Non c’è dubbio, Guadalajara, con i suoi 1.6 milioni di abitanti rappresenta la seconda più grande città del Messico ed è ancora infestata dal traffico motorizzata. Infatti alcuni pensano che attraversa le strade rappresente una versione latina della roulette russa. Eppura Guadalajara presenta alcune caratteristiche che la rendono una buona candidata per diventare un posto car free o car lite. E’ una citta che ha vinto dei premi per la rapida implementazione del servizio di BRT (2 anni) chiamato Macrobus all’interno di un più ampio progetto chiamato “Movilidad Urbana”. Inoltre Guadalajara ha copiato l’idea della Ciclovia di Bogotà – ogni domenica per sei ore 15 chilometri di strade cittadine vengono chiuse al traffico e riservate ai pedoni, alle biciclette e a tutti gli “utenti deboli” della strada. Il fatto che ogni domenica circa 170mila residenti si giovino di questa iniziativa (chiamata Via RecreActiva) dice molto sulla possibilità del centro cittadino di diventare car lite o car free, nonostante l’attuale caotica situazione. Tra le iniziative più promettenti un piano per render il centro storico una zona pedonale.

5.Malmoe in Svezia, fa continui piccoli passi nella giusta direzione

Sicuramente sono solo gruppi radicali come Klimax che dichiarano apertamente di voler trasformare tutto il centro di questa città nel sud della Svezia in una zona libera dalle auto. comunque l’amministrazione citadina sta facendo piccoli passi che prima o poi potrebbero portare proprio a quel risultato. Il primo quartiere sostenibile della città, Bo01 è denso, percorribile a piedi e virtualmente car free. La prima impressione di Malmoe quando si scende dal treno alla stazione centrale non è quella di una città dominata dalle auto ma di una città che favorisce biciclette e pedoni. I passi compiuti includono il quartiere Bo01, le vie senz’auto nei pressi del porto e più di 400 km di piste ciclabili in una città di 285mila abitanti.

6. Qualunque posto in Cina potrebbe decidere di rinunciare all’auto


La città jolly? Questa è una mappa 3D di Guangzhou, Cina, ma potrebbe essere quella di qualunque altra tra le città in rapido sviluppo di tutta la Cina. Mentre la cultura dell’auto ha rivoltato le città in un tempo brevissimo, c’è ancora la possibilità per motle di loro di cambiare facilmente direzione. Secondo Carbusters, la regione dello Xiguan, dove si trova Guangzhou, è caratterizzata da un bassissimo utilizzo dell’auto (meno dell’1% degli spostamenti). I viali pedonali sono una caratteristica predominante della città. Guangzhou vedrà inaugurare nelle prossime settimane un sistema di BRT lungo 14 miglia che trasporterà 23 mila passeggeri all’ora.

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April ha un passato di cameriera sulle calde spiagge delle Hawaii che ha lasciato per diventare una reporter sulle nuove tecnologie digitali per la MacWeek magazine di San Francisco. Quando si è stufata di raccontare le meraviglie dell’ennesimo router lanciato sul mercato si è riciclata come giornalista sulla sostenibilità e l’ambiente, spostandosi più volte tra gli Stati Uniti e la Svezia. Al momento vive a Gothenburg, Svezia, dove lavora come scrittrice free lance e insegnante di Hata yoga.

Un pensiero su “Sei città che potrebbero diventare senz’auto o quasi

  1. A Friburgo i Verdi vanno forte, di Vauban ne avevo parlato anche io, un bell'esempio, uno dei tanti.- la California sarà il motore verde degli Stati Uniti a mio avviso, con San Francisco in testa ma non solo. Speriamo bene- Parigi sta dando unos chiaffo morale a Roma a mio avviso, su tutti i fronti. D'altro canto potrebbe essere uno stimolo per la nostra capitale a far di più e meglio, anche per non perdere turisti.- sulla Cina, beh, è famosa per la gente in bici, bisogna solo convincerli che il progresso non è avere auto, smog e tumori per tutti ma usare la bici e avere l'aria poco inquinata, e andare poco all'ospedale.P.s.: come si fa a mettere il box con i link ai video youtube che cambiano, sulla sinistra? se potessi dirmelo nel mio blog mi faresti un bel piacere, altrimenti anche qui va bene🙂

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