In Olanda pedaggi "intelligenti" contro la congestione

La congestione del traffico è un’afflizione comune a tutte le aree urbane, ma in Olanda è fonte di particolari preoccupazioni. I Paesi Bassi non sono solo il paese a più alta densità abitativa e con la regione metropolitana più congestionata d’Europa . . .

– Leo Cendrowicz – Time

. . . il Randstad, che comprende Amsterdam, Rotterdam, Utrecht e L’Aia – sono anche la nazione nella quale buona parte degli abitanti si trovano ad abitare sotto il livello del mare, cosa che li rende un pochino ansiosi rispetto alle emissioni di anidride carbonica, il surriscaldamento climatico e la possibilità di trovarsi presto con le case sott’acqua.

Non sorprende quindi che il governo Olandese stia tentando qualcosa di rivoluzionario per ridurre il numero di automobili circolanti – tassando ogni automobilista al volante sulla base delle distanze viaggiate e del tipo di automobile utilizzata. Il piano, approvato dal Consiglio dei Ministri in novembre, verrà applicato nel 2012 e punta a ridurre il numero delle situazioni di congestione della metà.

Ecco come funziona: ogni automobilista sarà obbligato a comprare un navigatore satellitare in grado di inviare i dati degli spostamenti a un’agenzia incaricata della tassazione. Gli automobilisti colti sprovvisti del dispositivo saranno multati. Una comune auto per famiglia verrà tassata di 3 centesimi di euro al km nel 2012, con un incremento annuale costante fino al 2018, anno nel quale la tassazione arriverà a 6.7 centesimi al km. Così, per esempio, un viaggio di andata e ritorno da Amsterdam ad Eindhoven – circa 250 km – costerà, nel 2012, circa 7.5 € di tasse. L’imposizione fiscale sarà più alta se l’auto verrà utilizzata nelle ore di punta o se si tratterà di un vecchio catorcio piuttosto che di un nuovo modello con alti standard di efficienza. Le entrate saranno utilizzate per il miglioramento della rete stradale e ferroviaria.

Secondo il Ministro dei Trasporti Camiel Eurlings, la speranza è che i pendolari, di fronte alla possibilità di pagare una tassa piuttosto consistente, scelgano di andare al lavoro condividendo l’auto o in bicicletta e possano, nel lungo periodo, anche decidere di trasferire l’abitazione più vicina al luogo di lavoro. “L’obiettivo è quello di attuare una modalità di pagamento più equa per accedere ai servizi di trasporto”, dice Eurlings “non si tratta di pagare di più, ma di pagare diversamente, con un effetto positivo sulle entrate di molte famiglie”.

Naturalmente, il piano non è esente da critiche. L’associzione ambientalisti degli Amici della Terra sostiene che farà poco per ridurre il traffico, dato che la guida, nella maggior parte dei casi, sarà ancora più economica del ricorso al trasporto pubblico, anche sulle lunghe distanze. Alcuni esperti dei trasporti sostengono che dei progetti di miglioramento della rete viaria – come la costruzione di migliori collegamenti tra le principali autostrade che attraversano il paese in lungo e in largo – sarebbero più efficaci nella riduzione della congestione. “Non si tratta solo di usare meno strade ed automobili, ma anche di utilizzarle meglio” dice Christophe Nicodème, responsabile della European Union Road Federation (ERF).

Ma trattandosi dell’ambientalista Olanda, comunque, non c’è stato un poderoso coro di lamento da parte degli automobilisti contro il progetto – tutti sono d’accordo che bisogna fare qualcosa per alleviare la rete stradale sovraccarica. L’Olanda può anche essere internazionalmente conosciuta per la sua cultura della bicicletta, ma fuori dei centri cittadini il blocco del traffico è una triste realtà. Il ricorso all’auto è cresciuto costantemente negli anni, ma la capacità stradale non è stata capace di seguirne il passo, in parte per problemi di mancanza di spazio. I precedenti tentativi di ridurre il traffico – dall’offeta di incentivi per il car pooling ai giornali e brioches gratis sui mezzi di trasporto pubblico – hanno conseguito risultati molti limitati. Il governo stima in circa 270 km la lunghezza totale delle code in una tipica ora di punta. Ma secondo la ditta produttrice del navigatore Tom Tom vengono spesso registrati fino a 1000 km di arterie congestionate.


In lilla le arterie congestionate in un pomeriggio qualunque alle 18

I Paesi Bassi non sono sicuramente i soli a trovarsi con questo problema. Le autorità di tutto il mondo hanno sperimentato per anni diverse misure per contenere la crescente congestione delle strade: dalle corsie dedicate al car-pooling all’inversione della direzione di marcia durante le ore di punta, all’imposizione di limiti di velocità variabili in base al tempo e allo stato del traffico. Molte città hanno cominciato a imporre un pedaggio quotidiano per entrare nelle aree più congestionate. Anche negli USA alcuni stati come la California, l’Oregon e il Massachusetts hanno riflettuto sulla possiblità di introdurre dei pedaggi autostradali basati sul chilometraggio, ma lo schema olandese è di gran lunga il più ambizioso al mondo non solo perchè applicato su scala nazionale, ma anche perchè implica un livello di utilizzo delle nuove tecnologie dell’informazione che non si era mai visto in precedenza.

Il progetto ha ottenuto l’attenzione di altri paesi confinanti, come la Germania e il Belgio, dove i responsabili dei trasporti stanno considerando delle politiche più creative per ridurre le emissioni del settore. Se il piano olandese dovesse avere successo, potrebbe dare l’avvio a un ondata di tassazioni “intelligenti” su tutto il continente. Se non lo dovesse avere, l’Olanda potrebbe avere il bisogno di attrezzarsi per fronteggiare un epidemia di violenza al volante.

Articolo originale: http://www.time.com/time/health/article/0,8599,1949156,00.html?artId=1949156?contType=article?chn=sciHealth

 

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