Pedalare accende i cervelli.

Lo avete notato? Quasi tutto quello che riguarda la progettazione e i processi decisionali nel nostro inefficiente settore disfunzionale è terribilmente famigliare. Vengono decise le priorità, stilati gli accordi, definite le responsabilità, create le equipe di lavoro, messi a punto i calendari, date le istruzioni, identificati e applicati gli strumenti, discusse le osservazioni, organizzati gli incontri, scritte le relazioni, comunicate le raccomandazioni e tutto il processo si insabbia lentamente fino alla sua inevitabile conclusione, più spesso che no, tombola! Vecchia Mobilità! Ma se guardate da vicino il porcesso assomiglia molto a quele che vedevamo negli anni 50 del secolo scorso quando i nostri nonni progettavano e costruivano il casino nel quale ci troviamo noi ora.

Così la morale di questa storia è che abbiamo bisogno di approcci molto differenti per identificare e quindi cominciare a risolvere i più urgenti dei nostri problemi

Per fortuna se ne possono trovare in giro alcuni, e qui ce ne è uno per il quale potreste essere disposti a spendere qualche minuto. Lo chiamano NewAmsterdam Bike Slam, organizzato questa estate come avevamo già annunciato in questo post.

Lo Slam si è tenuto e gli organizzatori delle due sponde dell’oceano hanno prodotto un opuscolo illustrato che descrive in parte il processo così come alcune delle conclusioni alle quali sono giunti. Di seguito potete leggere il loro comunicato con il link per potere prendere visione dei risultati.



Una guida sul New Amsterdam Bike Slam

Mentre le squadre concorrenti al Bike Slam stavano lavorando sodo, progettisti urbani, politici dei trasporti, antropologi e attivsti di livello internazionale si incontravano l’11 settembre presso il Center fo Architecture per discutere i “Trend Globali nella Politica del Trasporto Sostenibile”, in particolar modo per quello che riguarda New York.

Durante la giornata il pubblico prevalentemente americano ha potuto apprezzare diversi punti di visti di una moltitudine di relatori eccezionali che hanno espresso differenti opinioni e approcci, tra i quali il modo con il quale le città olandesi integrano i benefici economici nella pianificazione urbana; i gruppi di popolazione precursori di cambiamenti nella modalità di trasporto (donne ed anziani); e il legame strettissimo tra il crescente ricorso alla bici e la riduzione delle emissioni di gas serra. La cosa forse più interessante è che in questo campo è che i risultati raggiunti non sono indicatori di un successo finale che segna la fine del progetto, ma sono punti di partenza per ulteriori miglioramenti.

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Per scaricare l’opuscolo – http://www.aimsterdam.nl/bestanden/AIM-NABS

Continuate a pedalare. Non può farvi che bene.

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