Per i ciclisti polacchi ubriachi c’è la galera.


E’ di questa estate la contestata riforma del Codice della Strada che prevede la decurtazione di punti patente anche ai ciclisti che commettono infrazioni. Ma pare ci sia chi sta peggio…

Marek Utkin da Varsavia

In seguito a una legge approvata nel 2000, chiunque venga sorpreso a pedalare sotto gli effetti dell’alcol rischia fino a due anni di galera, a seconda del tasso alcolemico riscontrato.

La legge venne messa a punto alla vigilia dell’entrata della Polonia nell’Unione Europea: uno dei requisiti richiesti per l’ammissione era quello di aumentare la rintracciabilità dei crimini. Quale migliore capro espiatorio dei ciclisti?

Questa legge che mette un ciclista con un paio di birre nello stomaco sullo stesso piano di un autista di TIR ubriaco fradicio venne accolta entusiasticamente da tutti gli ufficiali di polizia, specialmente di quelli nelle zone rurali.

Risulta difatti molto più facile (e sicuro) arrestare il Bepi locale che torna dall’osteria in bicicletta dopo la chiusura notturna che fermare un’auto lanciata a tutta velocità che potrebbe ospitare qualche bandito in elegante completo da gala o – peggio ancora – potrebbe essere condotta da qualche illustre parlamentare (fenomeno abbastanza frequente e portatore di grossi problemi per qualunque poliziotto).

Contro questa legge è stato presentato ricorso alla Corte Costituzionale a causa dell’eccesiva severità che può portare intere famiglie sul lastrico – attualmente sono duemila i polacchi (molti dei quali padri di famiglia) in galera per essere stati colti a pedalare dopo una bevuta. Ma la Corte Costituzionale ha deciso che i ciclisti ubriachi devono essere processati come criminali, trattati allo stesso modo di automobilisti e camionisti e quindi messi in galera.

La durata media della condanne per questo “reato” è di circa 11.5 mesi.

Si era anche fatta la proposta di trattare i ciclisti ubriachi allo stesso modo dei pedoni, che rischiano una multa piuttosto che la galera e come i ciclisti utilizzano i propri muscoli per spostarsi. La Corte Costituzionale (presieduta da una donna automobilista…) ha dichiarato che i ciclisti utilizzano le strade pubbliche e sono considerevolmente più pericolosi dei pedoni a causa della loro velocità più alta di spostamento.

Anche i pedoni ubriachi utilizzano le strade pubbliche e starei molto cauto a non esagerare la velocità di un ciclista alticcio. Considerando che l’energia, e quindi il danno potenziale, è il prodotto della massa per la velocità, la massa di un ciclista con la sua bicicletta raramente supera i 100 kg e la velocità decresce con l’aumentare del livello di alcol nel sangue.

Tutta la faccenda è sintomatica dell’atteggiamento delle autorità polacche verso la ciclabilità. Sia ciclisti che automobilisti non possono avere un tasso alcolemico superore al due per mille. In Germania la soglia per gli automobilisti è dell’1,6 per mille, mentre per i ciclisti è del 5 per mille.

In Polonia gli incidenti tra le cui cause può essere annoverato l’alcol sono stati provocati per l’86% dei casi da automobilisti e solo nel restante 14% hanno visto il coinvolgimento di un ciclista ubriaco. La maggioranza degli incidenti causati da automobilisti ha avuto come conseguenze dei morti o delle lesioni gravi, mentre nei restanti casi il numero di vittime e di feriti è stato molto minore, e spesso si trattava unicamente dello stesso ciclista.

Il costo per le casse statali dei ciclsiti colti in flagranza di reato si aggira tra i 10 e i 12 milioni di euro all’anno. Con la stessa cifra si potrebbero costruire più di 250 km di piste ciclabili lungo le statali più trafficate.

Link: http://news.bbc.co.uk/2/low/europe/7994857.stm

 

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