La nuova mobilità è la possibilità di scegliere.

C’è voluto oltre un secolo di progettazione dedicata quasi esclusivamente alle auto per portarci all’attuale dilemma. Ci vorrà del tempo per raggiungere delle soluzioni valide a lungo termine. In ultima analisi queste possono essere trovare solo nel modo nel quale costruiamo le nostre città. Dovremo riuscire ad instaurare dei circoli virtuosi che compensino quelli viziosi, nei quali ogni successo porta ad un ulteriore successo.

– Gordon Price, PriceTags, Vancouver, Canada

Non esiste una singola soluzione. Le soluzioni pensate in ambienti specialistici e calate dall’alto non saranno mai in grado di prevedere tutto nè garantiranno la flessibilità necessaria nella vita quotidiana. Date alla gente un sufficiente numero di opzioni di spostamento e sarà in grado di elaborare personalmente la soluzione adeguata. Questo a sua volta dipende dall’integrazione tra pianificazione dei trasporti e pianificazione urbanistica.

La gente dovrebbe avere almeno cinque possibilità di scelta – spostamenti a piedi, in bici, con il trasporto pubblico, con il car o il taxi sharing e l’autoveicolo personale – e la possibilità di combinarli in un mix adeguato allo spostamento che devono affrontare. E’ la possibilità di combinazione che fa funzionare il tutto.

Bisogna spostarsi di pochi isolati? Meglio camminare. Piove? Prendiamo un taxi. Bisogna percorrere qualche chilometro? La bicicletta può essere la scelta più veloce. Bisogna andare in centro dalla periferia? Proviamo il trasporto pubblico.


Bisogna andare fuori città? Il treno o, forse, la macchina. Sì la macchina può essere adatta per molti viaggi, ma non tutti. Una volta che la si usa con molta meno frequenza, si può ricorrere al car sharing o ad un autonoleggio ottenendo dei considerevoli risparmi.

Ovviamente la presenza di tutte queste alternative presuppone l’esistenza di una città progettata sulle esigenze di tutti gli utenti della strada, non solo degli automobilisti – e di una cittadinanza che si senta a suo agio nel compiere queste scelte di trasporto. Alla fine la risposte si possono trovare nei progetti che dobbiamo attuare: concentrare la crescita urbana, costruire comunità e quartieri forniti di tutto, garantire una completa libertà di scelta nei trasporti.

Per fare ciò, dovremo prima prendere coscienza degli ostacoli al successo, radicati nella fiducia e nelle aspettative irrealistiche associate al successo dell’automobile.

Gordon Price, pricetags@shaw.ca
Director of the City Program, Simon Fraser University, http://www.pricetags.ca/
Vancouver, Canada

Gordon Price è direttore del City Program alla Simon Fraser University. Già sei volte consigliere comunale a Vancouver, ha ampiamente scritto della sua città e dei problemi del trasporto (The Deceptive City, Local Politician’s Guide to Urban Transportation). Pubblica anche una rivista on line sui temi urbani, intitolata “Price Tags”. Nel 2009 è stato nominato dal Sindaco di Vancouver membro del “Greenest City Action Team”.

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