Pubblicità alle auto: non facciamo gli indiani.

La necessità di porre dei limiti alla pubblicità delle case automobilistiche, come richiesto dalla campagna lanciata dall’associazione Noauto, non è una peculiarità del nostro paese. Dopo il post pubblicato su NM in proposito, ecco cosa ci è arrivato dall’India attraverso World Street.

E’ difficile trovare qualcuno che affronti gli argomenti che ci stanno a cuore in una maniera così inopportuna come hanno fatto quelli della Bosch in questo che può essere un esempio di una serie sicuramente non trascurabile di abusi pubblicitari da parte di alcuni fornitori di servizi per la vecchia mobilità che sembrano non sapere resistere alle tentazioni.

Da Rutul Joshi, CEPT University, Ahmedabad, riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Alcuni giorni fa alcuni attivisti di Ahmedabad davano vita al “No honking day” (honk=suonare il clacson, ndt). Mentre queste persone lavorano per dare all’iniziativa il successo che merita, gli spot televisivi predicano all’unisono qualcosa di diverso.

Questo spot promuove l’inquinamento acustico come un modo per alleviare la “congestione”. Dall’inizio alla fine non ha un elemento che possa essere considerato corretto.


Qui potete vederlo:
http://www.youtube.com/watch?v=hnzJFp6tfKU

La maggior parte delle strade delle grandi metropoli indiane ha livelli di inquinamento acustico superiori agli 80 decibel. Non sarebbe meglio vietare questo genere di spot?

Rutul Joshi,
Lecturer, Faculty of Planning and Public Policy,
CEPT University, Ahmedabad – 380 009.
Contact: +91-79-26302470-134(ext.) Mob: +91-99240 76451
www.spcept.ac.in

# # #

A dire il vero ci dispiace puntare il dito contro qualcuno come Bosch che è, e dovrebbe essere, parte delle soluzioni al problema della mobilità sostenibile grazie alle sue competenze di punta in ambito tecnologico e alla sua base industriale.

Ma ci sono delle volte nelle quali sono i tuoi migliori amici che ti devono dire che sbagli. Così… ehm! Cara Bosch, non pensi che sarebbe meglio evitare certi messaggi?

Siamo abbastanza sicuri che qualcuno a Stoccarda, sede dei quartieri generali della multinazionale, non sia proprio contento di questo spot.

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