Il COP15 frena. Cioè si arrende.

Questa è due volte una tragedia: una tragedia per il nostro pianeta, e una tragedia per la nostra capacità di gestirci in modo saggio. E in tutto questo il concetto di mobilità sostenibile rappresenta una vittima ulteriore — perchè il legame tra cambiamento climatico e necessità di una rapida riforma dei sistemi di trasporto è sicuramente il più potente argomento che abbiamo a nostro favore.

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Da Repubblica.it

Clima, accordo al ribasso tra Stati Uniti e Cina
A Copenaghen non ci sarà intesa sui tagli alla CO2

Prevalgono gli interessi e i freni interni dei due colossi

SINGAPORE – Non ci sarà nessun accordo sui tagli alle emissioni di CO2 al vertice di Copenaghen il mese prossimo. Il brutale declassamento di quel summit, molto atteso per la lotta al cambiamento climatico, è stato annunciato ieri in seguito a un accordo tra Stati Uniti e Cina. Tutto è accaduto a Singapore, ai margini del vertice delle nazioni dell’Asia-Pacifico (Apec).

Fuori programma, nel primo mattino di domenica qui a Singapore è stato organizzato un breakfast di lavoro tra i leader presenti per discutere dell’ambiente. E’ stato convocato d’urgenza il premier danese Lars Rasmussen, padrone di casa del summit sul clima che si terrà a Copenaghen dal 7 al 18 dicembre. Rasmussen è dovuto volare nottetempo qui in Asia per presentarsi nel ruolo di spettatore, e prendere atto che in Danimarca non sarà presa alcuna decisione. Anche l’obiettivo di ridurre del 50% le emissioni di anidride carbonica entro il 2050 è scomparso dal documento finale del vertice Apec, dove figurava inizialmente.

Fonte: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/obama-presidenza-12/bocciato-copenaghen/bocciato-copenaghen.html
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E adesso che fare?

Nessuno può dire che Nuova Mobilità sia davvero sorpresa di questo. Nelle ultime settimana abbiamo costantemente – direi fino alla nausea – lanciato allarmi rispetto a questa possibilità, e provato a fare il possibile per stimolare il dibattito e per stringere il legame tra trasporti e clima. Che dopo tutto è un legame molto concreto, e uno sul quale possiamo fare qualcosa.

Voi e noi sappiamo un paio di importanti verità in proposito:

  1. il settore trasporti rappresenta qualcosa come il venti per cento delle emissioni di gas serra
  2. se analizzate le cose attentamente è probabilmente il settore nel quale un rapido e radicale cambiamento è possibile. Perchè sappiamo esattamente quello di cui c’è bisogno – ridurre il totale di spostamenti motorizzati (in veicoli/km) che hanno conseguenze negative sia sulla qualità della vita che sull’economia.

E questa è una sfida alle politiche dei trasporti, oltre che alla capacità comunicativa e di leadership.

Il nostro obiettivo principale qui a Nuova Mobilità è capire se possiamo fare qualcosa nel nostro piccolo per fare crescere e sostenere un forte consenso rispetto al fatto che almeno si parli di questo modo di affrontare il problema. Ma finora le cose non vanno per il verso giusto.

Finora continuiamo a essere soffocati da una combinazione di inerzia e indifferenza da una parte, e dal fatto che quei potenti gruppi di pressione che si stanno comportando benissimo per mantenere uno scenario immutabile o da riforme col contagocce continuano a dominare la politica e i media. Sono estremamente autoreferenziali e portano avanti i loro interessi grazie a budget altissimi ed eccellenti capacità comunicative (e, ci dispiace dirlo, molto più efficacemente di noi).

Ma questo non è il problema peggiore. Se osservate attentamente, moltissime delle più rinomate organizzazioni ambientaliste, che dovrebbero rifiutare la leggerezza e la vacuità di un approccio del genere, alla fin fine nei loro programmi avvallano questa lentezza.

Allora c’è un problema reale perchè “andare piano” in questo campo significa “arrendersi”.

Come possiamo farci sentire? Dobbiamo essere più ambiziosi, più fiduciosi nelle nostre possibilità e più efficaci. E’ l’unica arma che abbiamo a disposizione.

Una città, un progetto, una persona, un passo alla volta. Questo possiamo fare.

Eric Britton

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