La tecnologia può salvarci da noi stessi?

Quando un “importante miglioramento della sicurezza” non è poi così sicuro? La risposta agli incidenti tra veicoli motorizzati imponenti, potenti, veloci e chiunque altro: pedoni, ciclisti, bambini e piccoli animali si può affidare alla tecnologia? Possono i miglioramenti tecnologici salvarci da noi stessi? O un modo migliore potrebbe essere qualcosa d’altro, forse rallentare le auto su tutte le nostre strade?

Naturalmente noi siamo favorevoli all’ultima ipotesi, perchè sappiamo che ci saranno sempre automobilisti che andranno alla massima velocità consentita dalle condizioni del momento. Quesot è un fatto, quindi dobbiamo rallentarli attraverso una progettazione adeguata delle strade urbane. Quanto segue è quello che April Streeter ha scritto sull’argomento.

* Grazie ad April per l’autorizzazione alla pubblicazione. Per il pezzo originale: http://www.treehugger.com/files/2009/10/volvo-makes-car-that-brakes-for-kids.php

Volvo inventa un auto che si ferma davanti ai pedoni (e prossimamente davanti alle bici)

di April Streeter, Gothenburg, Sweden 26.10.09

Parliamo moltissimo di ciclismo e di sicurezza dei ciclisti su TreeHugger. Ma la verità è che siamo tutti prima o poi vulnerabilissimi pedoni, e la velocità uccide ancora. Ma come riportano le cronache da Copenhagen, quella grande agenzia per la sicurezza stradale che è la Volvo ha lavorato su un sistmea che riconosce i pedoni mentre camminano davanti a un’automobile e se la velocità dell’auto è inferiore ai 25 km/h attiva automaticamente i freni.

Volvo non è sicuramente il meglio quando si tratta di trovare dei nomi commercialmente spendibili – il sistema si chiama Avviso di Collisione con Frenata Completamente Automatica e Riconoscimento dei Pedoni e verrà incluso nella prossima serie della S60 come optional in un pacchetto del valore di 3500 $. E’ ben lontano dall’essere perfetto – non funziona di notte e non riconosce i ciclisti – ma Volvo dichiara che continuerà a migliorarlo.

Il video della Volvo

Il sistema è composto da un radar posto dietro il radiatore e da una telecamera montata dietro lo specchietto retrovisore. Quando il radar individua un oggetto a una certa distanza, la telecamera lo inquadra per capire se l’oggetto è un bambino o, per esempio, un lampione. Se il sistema identifica una persona e un potenziale pericolo, si attivano un avvisatore acustico e una luce rossa lampeggiante, che segnalano al guidatore la necessità di frenare. Se questo non frena, l’automobile frena automaticamente.

Dato che i pedoni sono gli utenti più deboli presenti sul tessuto stradale, gli ingegneri della Volvo si sono dedicati a creare un sistema (10 anni di lavoro) che potrebbe ridurre i tassi di incidente – il 16% di tutti i morti da incidenti stradali in Svezia è costituito da pedoni, così come l’11% di tutte le lesioni gravi. In Svezia c’è un obiettivo nazionale da raggiungere che dice che “nessuno dovrebbe essere ucciso o gravemente ferito sul sistema di trasporto stradale”.

“Il nostro obiettivo è quello di evitare incidenti con i pedoni a velocità sotto i 25 km/h. Se l’auto sta viaggiando più veloce, l’obiettivo è quello di ridurre la velocità di impatto il più possibile. In molti casi possiamo ridurre la forza d’urto di circa il 75%. Considerando l’alto numero di incidenti che coinvolgono i pedoni se riusciamo a ridurre il rischio di incidenti mortali del 20 per cento questa nuova funzionalità potrà fare una grande differenza”, ha detto Thomas Broberg della Volvo su www.motorward.com

Un’altra interessantissima statistica è la seguente: una ricerca svedese sugli incidenti ha trovato che il 93% degli incidenti avvengono a causa di “automobilisti impegnati a fare qualcosa di diverso dal guidare”.

Naturalmente c’è l’argomentazione che auto più intelligenti compenseranno autisti stupidi. Ma noi preferiamo semplicemente rallentare il traffico urbano – quando si guida più piano si ha più tempo per reagire ad eventi inattesi, come il bambino che sfreccia fuori di casa proprio davanti a te. Ma auto e camion più lenti compenseranno l’aggressività e l’ostilità degli automobilisti per gli elementi umani presenti sulle nostre “perfette” strade?


April ha un passato di cameriera sulle calde spiagge delle Hawaii che ha lasciato per diventare una reporter sulle nuove tecnologie digitali per la MacWeek magazine di San Francisco. Quando si è stufata di raccontare le meraviglie dell’ennesimo router lanciato sul mercato si è riciclata come giornalista sulla sostenibilità e l’ambiente, spostandosi più volte tra gli Stati Uniti e la Svezia. Al momento vive a Gothenburg, Svezia, dove lavora come scrittrice free lance e insegnante di Hata yoga.

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