Tassare i chilometri invece della benzina.

Robin Chase, Zipcar
Proviamo a trasformare il piombo in oro: c’è l’ansia, alla Casa Bianca, nel Parlamento, a Wall Street per l’attesa di qualunque cosa che possa trasformare l’attuale dissesto finanziario e i bilanci in rosso in un futuro che ritorni a dare speranza, ricchezza e fiducia nel governo. Esiste probabilmente un modo per trasformare questo piombo in oro che continua a non essere visto e considerato anzi come un ostacolo. E’ necessario vedere le cose da un altro punto di vista.

Punto di vista che ogni tanto emerge, come quando il Segretario ai Trasporti USA, Ray Lahood dichiarò: “Dovremmo considerare una tassazione sull’auto in base al chilometraggio effettivamente percorso”, invece di tassare i carburanti.

Ma poche ore dopo questa prima dichiarazione, il portavoce del Ministero dei Trasporti diceva che “la scelta di tassare gli automobilisti sulla base dei chilometri che percorrono non sarà mai una politica dell’amministrazione Obama”. E successivamente questa posizione venne confermata dall’addetto stampa del Presidente.

E il luccichio dorato che era apparso per un momento venne di nuovo gettato nel suo angolo traballante e instabile. Ma resistiamo. Proviamo a riesaminare le conseguenze della possibilità di pagare le strade in base ai chilometri percorsi piuttosto che sui litri di benzina acquistati.

Punto zero (non riguarda direttamente questa discussione ma è meglio mettercela alle spalle per focalizzarci sul problema): la privacy riguardante i vostri spostamenti può essere protetta. Si può affrontare benissimo questo problema così toglietevelo dalla testa.

Punto uno: in base alle recenti disposizioni governative (Economic Stimulus Bill), le vecchie automobili poco efficienti stanno venendo sostituite con modelli più nuovi grazie agli incentivi statali. In questo modo comincia l’inesorabile liquefazione delle nostre tasse sui carburanti che finanziano le infrastrutture dei trasporti. Tasse inadeguate, infrastrutture inadeguate.

Punto due: una tassa sul chilometraggio richiede una tecnologia. E dato che auto e strade sono ovunque, così questa tecnologia dovrà essere ovunque. E’ qui che si può trovare l’oro.

Nell’Economic Recovery Bill si può trovare un comma che garantisce ai progetti dimostrativi di reti intelligenti una copertura finanziaria pubblica del 50% nel caso “utilizzino protocolli standardizzati ed appropriati (compresi protocolli e standard Internet)”.

Immaginate se una tecnologia per tassare i chilometri percorsi iniziasse a parlare questo linguaggio. Invece di collocare un singolo rilevatore in ogni automobile, potremmo avere un sistema in grado di mettere in comunicazione un’automobile con tutte le altre collegate alla rete. Cominciate a vedere brillare l’oro?

Immaginate ancora di avere a vostra disposizione, grazie all’inventiva del settore privato, questo sistema attraverso un dispositivo molto simile a un lap top o a uno smart phone, che vi permetta di scaricare qualunque genere di software, un terminale di rete che permetta di soddisfare le esigenze di spostamento di ogni singolo automobilista che diventa il nodo di una rete telmatica mobile.

E come Internet, è una rete che trasmette dati da un’auto all’altra, attraverso l’ambiente in modo dinamico e decentralizzato. Una rete non posseduta da nessuno, ma alimentata da tutti, proprio come Internet.

E proprio come Internet sarà uno stimolo alla crescita economica impareggiabile. E’ pura fantasia? Proprio ora l’esercito USA sta usando proprio questa tecnologia per connettere persone, carri armati e areoplani attraversa una rete affidabile e sicura in Iraq.

Certo una tecnologia del genere non si realizza dal giorno alla notte. Questo succede solo nelle favole. Ma questo progetto ha trovato l’appoggio del presidente USA.

Robin Chase, CEO of GoLoco, Founding CEO of Zipcar, rmchase@gmail.com
Fonte: Huffington Post , 26 Feb. 2009

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