L’ABC del Transportation Demand Management

Quando in una città viene costruito un nuovo edificio i suoi abitanti, chi vi va a lavorare in ufficio o in negozio, devono muoversi da e verso di esso. La soluzione tradizionale per affrontare questa esigenza è quella di garantire un numero di posti auto in modo che tutti possano andare e venire in automobile. Ma non è la soluzione ideale, dato che le nostre strade difficilmente riescono ad accogliere traffico ulteriore. Oggi in molte città le amministrazioni locali stanno cercando delle strade per rendere più agevole l’utilizzo di altri mezzi di trasporto. Questi metodi sono inclusi nella categoria di Transportation Demand Management, termine impropriamente “tradotto” in italiano con Traffic Management o Mobility Management.

Quelle che seguono sono alcune delle strategie di TDM che si possono adottare quando si sviluppano nuove aree residenziali, cosa che in Italia negli ultimi due decenni capita abbastanza di frequente su aree industriali dismesse situate lungo arterie già molto congestionate.

  • Parcheggi per biciclette: la progettazione può prevedere una percentuale di spazio sul totale di quello riservato alla sosta (per es. il 5%), meglio se chiuso, da destinare a questo uso. Si dovrebbero garantire dei servizi doccia a chi si reca nell’edificio per lavoro, anche nel caso l’edificio sia di tipo residenziale.
  • Garantire degli spazi di parcheggio in punti privilegiati a chi effettua il carpooling e degli sconti nei parcheggi a pagamento.
  • Costi di parcheggio: è meglio che l’occupazione dei posti auto sia fatta pagare a prezzi di mercato. Se i lavoratori e i residenti hanno diritto al parcheggio gratuito gli si può proporre l’alternativa di un risarcimento a prezzo di mercato a fronte della cessione del posto auto a loro riservato.
  • Car sharing: parcheggi gratuiti per gli autoveicoli in condivisione, accessibili 24 h 7 giorni su 7. Costo di iscrizione iniziale e quota associativa del primo anno gratuiti per i residenti iniziali.
  • Bike sharing: prevedere uno spazio dove possa trovare collocazione un punto di stazionamento per biciclette pubbliche, o costruirlo direttamente.
  • Fornire un’informazione adeguata sui collegamenti di trasporto pubblico, tramite internet, brochures distribuite nei negozi, comunicazioni affisse su bacheche apposite.
  • Incentivare all’uso dei mezzi pubblici garantendo a nuovi residenti e lavoratori un budget iniziale da spendere per gli spostamenti.
  • Tecnologia: ogni nuovo edificio dovrebbe dotarsi di un centro affari con fotocopiatrice, fax e accesso internet per facilitare il telelavoro.

Quelle appena elencate sono solo alcune possibilità tra le tante offerte dalle strategie di transportation demand management. Se ne possono adottare solo alcune e magari inventarsene delle altre. L’elenco è stato liberamente tratto e adattato da questo post di David Albert su World Street: http://newmobilityagenda.blogspot.com/2009/02/from-washington-dc-tdm-recommendations.html

– David Alpert, fondatore di http://greatergreaterwashington.org
Washington DC

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...