Conference Bike, mobilità a 360 gradi

Uno dei presupposti strategici della Nuova Mobilità è il costante tentativo di reinventare i trasporti nelle città. In questo processo creativo dobbiamo liberare noi stessi dai vecchi modi di vedere, pensare e fare le cose. Per esempio sappiamo esattamente cosa sia una bicicletta: ma mentre la nostra idea di bicicletta è valida 99 volte su 100, quando analizziamo da vicino il concetto vi possiamo trovare alcune variazioni che andrebbero prese in considerazione. La stessa cosa vale per quello che consideriamo una “ciclabilità sicura”.

Cum ferre: latino per “portare insieme”.

All’inizio c’era la bicicletta, poi qualcuno (Eric Staller) ad Amsterdam provò a sposare arte e funzionalità per creare qualcosa al contempo bello ed evocativo della ricca tradizione ciclistica della città, insolito ed attraente, che valorizzasse la dimensione umana e l’idea della condivisione contrapposta a quella di isolamento. Che vi consentisse di muovervi per città e campagne mossi solo dalla vostra forza muscolare… e qui la seconda persona è davvero PLURALE.

La Conference Bike è un aggeggio all’apparenza strampalato che garantisce un ragionevole spazio di viaggio per sette persone che possono stare insieme pedalando. E’ al contempo un mezzo di trasporto e un attività sociale. State insieme, vi coccolate, vi guardate direttamente negli occhi e sei di voi sette sono completamente liberi di fissare lo sguardo lontano da qualunque posto sia necessario fissare.


Cosa si può farci? Dal 1991, anno della sua invenzione viene utilizzata per:

  • gruppi di amici o studenti o perfino estranei che vogliano condividera una nuova esperienza di mobilità. Ma anche per dare la possibilità totalmente insperata di pedalare e un senso di indipendenza a gruppi di bambini non vedenti o con disabilità motorie o di apprendimento come la sindrome di Down e altre. Stimola gioia, sorprese e un senso di comunità in persone che altrimenti potrebbero vivere vite molto solitarie. E l’impatto su quelli che si prendono cura di loro, a anche sui passanti che salutano dai marciapiedi può essere un dono altrettanto importante.
  • A un livello più mondano, nel mondo del lavoro, alcune persone si sono accorte che quando hanno delle difficoltà di confronto su qualche argomento, in azienda o in qualche gruppo più o meno informale, una Conference Bike può garantire una possibilità di condivisione e di confronto faccia a faccia, di pensare, parlare e ansimare nello stesso tempo, il che può essere interessante e, se non proprio un passo, almeno una spinta verso la formulazione di un accordo.

Siamo convinti che qualsiasi governo dovrebbe dotarsi di una Conference Bike e usarla tantissimo per conferire. Il suo inventore vorrebbe mandarne una a Obama per pedalate attraverso la città con la sua famiglia, i suoi cani e il suo entourage. La speranza è quella che la presti al Dipartimento dei Trasporti per aiutarlo a partorire uno schema di pensiero diverso sulla creazione del consenso sulla sostenibilità dei trasporti, delle città e delle nostre vite.

Insomma la Conference Bike è una cosa grandiosa perché quando state lì sopra parlandovi l’un l’altro della ciclabilità cittadina mentre attraversate pedalando vie, viali e piazze, siete costretti ad assumere ognuno un punto di vista diverso della cosa. Un passo molto utile per quello di cui abbiamo bisogno nella creazione di una nuova politica.

Ulteriori informazioni:
http://www.conferencebike.com
Eric Staller, e.staller@chello.nl
Staller Studio Nederland
Amsterdam, the Netherlands

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