18 settembre: parchi di parcheggi?

Qual è il modo più semplice, economico, di immediato impatto e praticità per dimostrare i vantaggi della ricerca di alternative alla nostra cultura massicciamente automobile? Se siete di Rebar, un collettivo di arte e design di San Francisco, la risposta è il PARK(ing) day. Come suggerisce la parola stessa, si tratta di trasformare parcheggi in parchi (in italiano Giornata del PARC(heggio)?… non suona così bene.. ).

– di Robert Moskowitz, Santa Monica, California

Il PARK(ing) Day, che quest’anno è previsto per il 18 settembre, è un evento che incoraggia artisti, attivisti e comuni cittadini a riprendere possesso temporaneamente delle infrastrutture dedicate alle auto trasformando dei tradizionali posti auto a pagamento in parchi pubblici.

L’idea è molto semplice e al contempo geniale. Al prezzo di un parcheggio a pagamento, i cittadini interessati possono occupare alcuni metri quadri di spazio pubblico, per creare una rappresentazione dal vivo di quella che potrebbe essere la vita urbana, una volta che diventi meno dipendente da sistemi di trasporto individuali.

Inteso strettamente come un progetto non commerciale e pubblicizzato come un modo per stimolare la creatività individuale e collettiva, il Park(ing) Day è diventato un motore di impegno civico, pensiero critico, interazioni informali, generosità umana e rappresentazione interpersonale.

Garantire uno spazio pubblico temporaneo.

La pratica di prendere possesso di posti auto a pagamento per trasformarli in qualche cosa di diverso risale agli anni trenta quando i cittadini di Oklahoma City giocavano a carte nei parcheggi per protestare contro l’installazione di quegli odiati strumenti del fascismo che erano i parchimetri.

L’idea venne rispolverata nel 2005, e velocemente messa in pratica quando numerosi membri di Rebar presero possesso di un singolo posto auto a pagamento trasformandolo grazie al loro ingegno in un piccolo parco pubblico. Per avere il maggiore impatto possibile, scelsero un’area di San Francisco notoriamente carente di spazi pubblici all’aperto e accessibili. L’obiettivo era semplicemente quello di dimostrare che pagare un posto auto consente di controllare del prezioso spazio urbano per scopi ricreativi, almeno per un breve lasso di tempo.

Secondo Rebar, il 70% dello spazio stradale del centro di San Francisco è riservato ad automobili, camion, autobus, tram e altre forme di trasporto. Molto meno spazio è stato riservato alle persone. Il movimento per il Park(ing) Day è iniziato come uno sforzo di esplorazione creativa sulle diverse possibili modalità di utilizzo di uno spazio urbano. C’era la curiosità di capire come la gente avrebbe usato lo spazio, una volta che gliene fosse data l’opportunità.

Da allora il PARK(ing) Day è diventato un fenomeno mondiale, sostenuto, controllato e migliorate da gruppi indipendenti di artisti, attivisti e cittadini. Per eralizzare questo sogno Rebar ha trovato il sostegno di molte realtà non profit, tra le quali The Trust for Public Land, la Black Rock Arts Foundation e Public ARchitecture, che si occupano di utilizzo dello spazio urbano. La crescita di idee e letteratura a proposito del PARK(ing) Day non sarebbe stata possibile senza questo aiuto.

Regole fondamentali per un’installazione

Rebar incoraggia qualsiasi forma di adattamento e contaminazione del concetto originale di “parco in un parcheggio” che caratterizza il PARK(ing) Day, in modo particolare sitmola i partecipanti ad andare oltre la combinazione standardizzate di erba, panchine e ombra. I parchi dei Park(ing) Day sono stati utilizzati come un modo per esplorare e affrontare un ampio spettro di bisogni legati al contesto urbano.

Ciononostante viene richiesto il rispetto di alcune semplici regole volte a preservare lo spirito originale della celebrazione. Eccole:

  1. Esclusione di attività commerciali. Tutti i partecipanti non possono fare pubblicità, vendere o comunque promuovere in alcun modo beni o servizi commerciali dentro o nei pressi dei loro parchi temporanei. L’unica eccezione è il poster scaricabile gratuitamente dal sito di Rebar (Mark your Park) nel quale è previsto uno spazio per inserire i logo o i nomi di eventuali sponsor dell’iniziativa. Nessun altra forma di pubblicità è consentita. 
  2. Citare Park(ing) Day includendo in tutti i siti web, comunicati stampa, volantini e altro materiale promozionale quanto segue: “PARK(ing) Day è stato concepito originariamente nel 2005 da Rebar, uno studio di arte e design di San Francisco, come una esplorazione sperimentale di reinvenzione degli spazi pubblici”. Benchè non sia l’inventore originale del concetto, Rebar detiene i diritti sul nome e il logo del PARK(ing) Day.Il termine “PARK(ing) Day” è un marchio registrato di Rebar Group, Inc., che ne garantisce il diritto all’utilizzo in qualunque attività senza scopo di lucro legata al Parking Day, a patto di includere sempre la dichiarazione sopra riportata.
  3. Liberatoria. La partecipazione ai PARK(ing) Day è aperta a tutti a proprio rischio! I partecipanti agiscono indipendentemente da Rebar e dai suoi proprietari, dipendenti, membri, volontari, partners, dirigenti, nessuno dei quali è responsabile per le azioni intraprese da altri. Rebar chiede ai partecipanti di scaricare e leggere la liberatoria su http://my.parkingday.org/forum/topics/the-rules-license-and.

I partecipanti possono e probabilmente dovrebbero contattare rimanere in contatto tra loro e “registrare” il loro Parco aggiungendolo alla mappa del 2009
Participants in PARK(ing) Day can, and probably should, connect with others around the world, and “register” their PARK by adding their PARK to the 2009 Map (http://my.parkingday.org/page/community-map-2009). Questo può aiutare ad aumentare il numero di visitatori del vostro parco.

Riferimento: http://parkingday.org/
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L’autore:

Robert Moskowitz è un consulente finanziario e guru di quella cosa che si chiama gestione dei tempi che ha fondato due associazioni non profit, ha lavorato come consulente per Hill e Knowlton, ha vinto un Emmy award, una specie di oscar per la tv, per il suo lavoro in una serie della tv pubblica sui finanziamenti individuali. Ha scritto su disparati argomenti: Internet, la finanza, l’invecchiamento, il marketing etc. Scrive: “Sono qui perchè sento nelle viscere che stiamo vivendo da parassiti su questo pianeta e che abbiamo bisogno di trovare un modo di coniugare qualità della vita e salvaguardia dell’ambiente. Naturalmente lo sviluppo sostenibile e nuove modalità di trasporto sono elementi chiave di questa formula.”

 

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