Le politiche dei trasporti nel 2050

John Whitlegg, fondatore ed editore del Journal of World Transport Policy and Practice non usa mezzi termini per richiamare l’attenzione sul bisogno di una radicale revisione del nostro sistema di trasporto per trasformarlo in qualcosa di più sostenibile ed equo. Riferendosi al documento UE già criticato da Transport and Environment prende di mira le Commissione Europea per i trasporti per il totale fallimento dello sviluppo di una “Prospettiva per il futuro dei trasporti europei” che sia praticabile, e offre un’alternativa.

La descrizione di questa prospettiva del settore apre l’ultimo numero del giornale liberamente scaricabile su
http://www.eco-logica.co.uk/pdf/wtpp15.2.pdf

Documento originale della Commissione Europea: http://ec.europa.eu/transport/strategies/doc/2009_future_of_transport/2009_comm_future_of_transport_policy_it.pdf

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Una prospettiva di WTPP sui trasporti in Gran Bretagna nel 2050

John Whitelegg

Data la mancanza di comprensione da parte della Commissione Europea di cosa una prospettiva potrebbe e dovrebbe tenere in considerazione, ne abbiamo pensata una noi e gliel’abbiamo mandata.

I trasporti del futuro saranno a emissioni zero. Il futuro ad emissioni zero garantirà a tutti una migliore accessibilità di quella attuale. Le code nel traffico e il tempo perso che comportano saranno un ricordo del passato e il tempo risparmiato sarà speso in attività più remunerative e gratificanti.

Tutte le aree urbane e rurali nel 2050 avranno migliorato significativamente il trasporto pubblico e le infrastrutture per la ciclabilità mettendo alla portata di tutti possibilità di trasporto di alta qualità a basso costo. Quelli che sceglieranno di non utilizzare un’automobile risparmieranno migliaia di sterline all’anno evitando i costi fissi e variabili legati al possesso della macchina, evitando allo stesso tempo le incertezze e i potenziali stravolgimenti di eventuali shock petroliferi in un momento nel quale il pianeta dovrà adattarsi alla scarsità di offerta e alla crescente domanda dei paesi in via di sviluppo. Le famiglie e gli individui godranno di una qualità dell’aria decisamente migliore, di livelli di rumore e di stress da traffico più bassi e di un più alto livello di interazioni con i vicini, facilitate dal più basso numero di autoveicoli in circolazione.

L’aumentato ricorso alla bicicletta, agli spostamenti a piedi e al trasporto pubblico aumenterà il tempo che la gente trascorrerà nei propri quartieri e sarà da sprone alla rinascita del commercio locale e alla creazione di nuovi posti di lavoro a supporto del maggior livello di spesa che prima veniva assorbito dai settori dell’auto e dei carburanti. Chi avrà scelto di non possedere un’automobile risparmierà mediamente dalle 3 all 4mila sterline all’anno da spendere in servizi e beni locali, dando un’ulteriore impulso alle economie locali.

Le auto esisteranno ancora e verranno utilizzate da coloro per i quali avranno ancora un vantaggio rispetto ad altre scelte di trasporto ma i costi del carburante aumenteranno fino a coprire tutti i costi legati alla motorizzazione (il principio che chi inquina paga) e i parcheggi verranno considerati delle risorse scarse alle quali applicare dei prezzi di mercato.

Le velocità verranno limitate a 30 km/h in tutte le aree abitate per favorire il rapido incremento degli spostamenti a piedi e in bicicletta e la creazione di ambienti di vita di alta qualità. Le velocità su autostrade e superstrade verrà limitata a 100 km/h per ridurre le emissioni di CO2 e per incoraggiare lo sviluppo di tecniche di guida ecologiche.

Le auto saranno alimentate sia dall’elettricità sia dall’idrogeno, come da ibridazioni di vario tipo e tutti i veicoli elettrici utilizzeranno elettricità proveniente da fonti primarie rinnovabili a zero emissioni di CO2 e distribuita da un sistema generale di fornitura basato sulla microgenerazione diffusa di energia in ogni edificio, scuola, ospedale, fabbrica, ufficio, centro commerciale etc.

Le imprese di tutti i tipi troveranno i modi di introdurre il lavoro flessibile, la videoconferenza, pratiche lavorative più adatte a famiglie e bambini, e si adopereranno attivamente per porre fine ai lunghi spostamenti pendolari. I legami tra aziende, clienti, lavoratori, a casa o in locali “aree di lavoro” saranno facilitati da un grande numero di tecniche informatiche ed elettroniche.

Le consegne di materie prime sfrutteranno i vantaggi dei canali, delle vie d’acqua, degli estuari e dell’eccellente rete di porti britannici così come ottimizzerà l’utilizzo della rete ferroviaria sull’esempio delle tedesche “Rollende Landstrasse” dove interi camion vengono caricati sui treni per lunghi tratti di strada. I camion percorreranno strade che evitano le città e saranno alimentati da carburanti alternativi al diesel che riudurranno significativamente le emissioni di CO2.

Molti più inglesi di oggi andranno in vacanza rimanendo in patria e allargheranno il concetto di turismo includendo un ampio spettro di attività che prevedono l’acquisizione di nuove abilità e l’apprendimento di numerosi sport e attività ricreative. I tradizionali pacchetti turistici basati sui voli aerei si ridurranno in conseguenza degli aumenti del prezzo del petrolio e delle politiche del ministero del Tesoro volte a internalizzare i costi dei trasporti aerei e automobilistici. Le opportunità di viaggio in paesi europei saranno disponibili in abbondanza prevalentemente grazie al mezzo ferroviario (comprese Grecia e Turchia). Gli spostamenti per via d’acqua saranno una parte integrante delle vacanze di tutti.

Il settore del trasporto aereo sarà ancora importante, ma non più di quanto non lo sia ora e le compagnie che controlleranno gli aereoporti vedranno salire i loro profitti nella misura in cui sapranno diversificare le loro attività di trasporto e comunicazione. Ci saranno significativi aumenti nei posti di lavoro in tutta l’industria del trasporto: aereo, su ferro e su gomma.

In questo mondo a emissioni zero la salute pubblica migliorerà. Ci saranno delle economie locali molto forti che creeranno posti di lavoro in loco. Ci sarà più interazione sociale che permetterà di dare a ciascuno il benessere generato dalla possibilità di vivere in un contesto sociale meno segregato. L’inquinamento acustico ed atmosferico diminuiranno con conseguenti benefici sulla salute. Aumenterà il tasso di attività fisica che contribuità a ridurre il tasso di obesità.

La spesa pubblica per la costruzione di nuove infrastrutture si ridurrà. Non ci sarà più bisogno di nuove strade, di allargamente di autostrade e circonvallazioni che attualmente costano quasi 25 milioni di sterline al miglio. Una popolazione più attiva e in salute ridurrà i costi del Servizio Sanitario Nazionale che, per le sole problematiche legate all’obesità, arriverà a spendere 50 miliardi di sterline entro il 2050 se la situazione non dovesse cambiare.

Le singole comunità saranno molto più autonome nel senso che avranno più possibilità di controllo sia sui posti di lavoro sia sulla produzione di generi di consumo che avverrà in loco; questo ridurrà i rischi conseguenti a interferenze esterne conseguenti all’approvvigionamento su lunghe distanze, al costo del petrolio e alla vulnerabilità delle forniture nei confronti di eventi meteorologici estremi o a carenze nella disponibilità di combustibili.

Le città cambieranno apetto: ci saranno sia più spazi verdi sia più opportunità di alloggio e occupazione di quelle attuali nei quartieri residenziali a basa densità abitativa. I terreni per un utilizzo più ecologicamente efficiente di complessi abitativi car-free potranno essre trovati negli attuali parcheggi che saranno in eccesso. Il bisogno di nuove abitazioni potrà essere soddisfatto senza sottrarre terreno prezioso all’agricoltura, necessario per aumentare la produzione di generi alimentari.

Le città saranno molto più adatte a bambini e anziani, presentando ambienti più calmi, con meno traffico, dando una sensazione di maggiore sicurezza e tranquillità. Il progressivo abbandono dell’automobile aumenterà il numero di pedoni e ciclisti e il conseguente livello di sorveglianza amichevole e reciproca di tutti gli utilizzatori degli spazi pubblici.Tutti si sentiranno più sicuri. I bambini riscopriranno il piacere della mobilità autonoma, la soddisfazione di andare e tornare da scuola, dagli amici, in piscina con le proprie gambe e gli anziani troveranno molto più facile attraversare la strada, chiacchierare sulla strada, tenerer relazioni con i vicini ponendo fine all’isolamento sociale e alle sue conseguenze negative sullo stato di salute.

I residenti delle aree urbane e rurali saranno più felici. I drastici miglioramenti della qualità dell’ambiente locale conseguenti a una migliore integrazione tra produzione locale di cibo, maggiori entrate grazie alla microgenerazione di energia, maggior coinvolgimento nelle relazioni di vicinato e una sensazione di maggiore sicurezza e comodità derivanti dal vivere in una comunità più autonoma contribuiranno ad aumentare la felicità e i livelli di coesione sociale.

La trasformazione della società che sostituirà l’enfasi undimensionale sulla crescita del PIL con un’enfasi più poliedrica e complessa sulla crescita del senso di comunità, della felicità, sulla riduzione dell’inquinamento, sul miglioramento della salute e la creazione di molti più posti di lavoro, dislocati in maniera molto più omogenea in tutti i luoghi e molto meno influenzabili dagli shock imprevedibili di un’economia globalizzata porteranno enormi vantaggi ai diversi gruppi e sottogruppi della popolazione. Nessuno starà peggio di oggi nel mondo dei trasporti a emissioni zero.

John Whitelegg, Editor
World Transport Policy and Practice

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John Whitelegg è docente di Sostenibilità dei Trasporti alla Liverpool John Moores University e di Sviluppo Sostenibile alla University of York’s Stockholm Environment Institute, fondatore ed editore del Journal of World Transport Policy and Practice. E’ Consigliere comunale a Lancaster e dirigente del Green Party nel North West England

 

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