A chi servono gli incentivi alla rottamazione?

Se vi stanno a cuore i problema climatici, della mobilità sostenibile e dell’attenzione all’uso di risorse non rinnovabili potreste avere alcune obiezioni a proposito dei programmi spacciati come ecologici e risparmiatori di energia che i governi del nostro paese hanno a più riprese lanciato con lo scopo, dichiarato o meno, di sostenere l’industria dell’auto.
Quello che segue è un articolo comparso sul Washington Post a cura di alcuni esperti americani nel campo delle politiche energetiche che commentano un programma USA simile a quelli ai quali ormai i nostri politici ci hanno abituati.

Il risparmio di emissioni che gli incentivi alla rottamazione possono conseguire è conseguente al fatto che le nuove auto sono leggermente più efficienti in termini di consumi di carburante. Ma il risparmio ottenuto è estremamente caro in termini finanziari, nell’ordine delle centinaia di dollari a tonnellata. Se gli americani si lamentano del tetto e del commercio delle emissioni e dell’eventuale introduzione di una carbon tax che prevedono costi nell’ordine delle decine di dollari a tonnellata, perchè favorire qualcosa di così svantaggioso per i contribuenti? E alla fine gli incentivi non risolvono il problema dei trasporti, ottengono solo un leggerissimo risparmio in termini di CO2.

La preoccupazione principale degli autori è che i consumatori americani, abbagliati dalle promesse di miglioramento ambientale di questo programma, possano rilassarsi e dimenticare i veri problemi collegati al riscaldamento globale e all’inquinamento. Come italiani siamo certamente nella posizione più giusta per confermare questi timori… Sempre nella speranza che articoli del genere possano un giorno trovare spazio su Repubblica o il Corriere.

In calce all’articolo un’elenco, a cura di Associated Press, che descrive lo stato dell’arte dei programmi C4C, cash for clunkers, cioè soldi in cambio di catorci, in 11 paesi europei. La stupidità è contagiosa.

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I programmi C4C: il sostegno all’industria dell’auto si tinge di verde.

Se pensate che il programma C4C sia disorientante sia per consumatori e venditori, dovreste provare a immaginare i suoi effetti sui consumi di carburante e le emissioni di CO2. Nonostante gli squilli di tromba pseudoambientalisti che ne hanno accompagnato il lancio, i suoi effetti dal punto di vista della sostenibilità saranno trascurabili.

Quanto risparmieremo? Non molto

L’agenzia USA per l’Energia stima che per il decennio 2010 – 2019 le emissioni di CO2 dai motori a scoppio ammonteranno a 16 miliardi di tonnellate. L’amministrazione Obama ha proposto recentemente degli standard di consumo di carburante più restrittivi che, se adottati, dovrebbero ridurre le emissioni di 220 milioni di tonnellate – un risparmio di circa l’1.3%.

I primi dati dal dipartimento dei trasporti dicono che le vetture acquistate attraverso il programma C4C sono del 69% più efficienti, in termini di consumi di carburante, delle auto che hanno sostituito. Così, in base ai nostri calcoli, nel migliore dei casi il prgramma consentirà di risparmiare circa 7 milioni di tonnellate di CO2, cioè lo 0.04% — meno di due giorni di traffico — sul totale delle emissioni prevsite durante il prossimo decennio. Questo perchè entro il 2015 la maggior parte dei catorci eliminati dal programma sarebbero stati comunque demoliti.

Ma non finisce qui perchè, a differenza dei vecchi macinini, le nuove automobili sono più divertenti da guidare.

I sostenitori dei programmi C4C sottolineano i risparmi di caburante che si potrebbero teoricamente ottenere. Sfortunatamente per loro, favorire la pura sostituzione di vecchi veicoli con auto più nuove che consumino di meno è una posizione che non tiene in conto un aspetto critico del problema generale delle emissioni inquinanti: le auto nuove sono utilizzate più spesso di quelle vecchie. Il chilometraggio annuale medio di un’automobile o di un camion nuovi è del 25% più alto di quello di corrispondenti veicoli vecchi di 10 anni e da 3 a 5 volte più alto del chilometraggio dei vecchi catorci ormai da rottamare. Per questo autoveicoli nuovi che possono avere consumi significativamente minori delle auto che sostituiscono compensano in parte o del tutto questo vantaggio grazie al maggior utilizzo che ne viene fatto.

E le automobili che stiamo comprando grazie al programma non presentano dei grandissimi vantaggi in termini di conusmi

Prima le buone notizie: le auto che vengono demolite grazie al programma sono veri e propri catorci. Hanno consumi decisamente superiori a quelli di un’auto di 13 anni.

Ma la brutta notizia è che i consumi delle auto che si stanno vendendo grazie al programma C4C sono di poco migliori di quelli delle automobili attualmente vendute negli USA. Così il risultato più significativo del programma è quello di togliere dalla strada dei vecchi macinini che non sarebbero stati utilizzati molto, sostituendoli con auto nuove di zecca, appena più efficenti della media delle auto nuove. Questo risultato vale 4500$?

Se il programma ottiene risultati così marginali, perchè adottarlo? La ragione sembra essere che stimola le vendite di automobili, anche se Edmunds, che registra le tendenze del mercato automobilistico, riferisce che molti clienti hanno ritardato l’acquisto aspettando l’arrivo di questa manna. Un programma migliore avrebbe calcolato il bonus in base ai consumi comparati dell’auto da sostituire e di quella nuova e all’aspettativa di vita della prima. La matematica è semplice, ma il Congresso è pieno di laureati in legge!

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FONTI: Energy Information Administration, WRITET, Oak Ridge Transportation Energy Data Book, National Household Transportation Survey, U.S. Dept. of Transportation | GRAPHIC: Lee Schipper, Joel Mehler, Brian Gould, Chris Ganson

ARTICOLO ORIGINALE: Washington Post, undated. http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/graphic/2009/08/08/GR2009080802658.html

AUTHORS: Lee Schipper, Global Metropolitan Studies, University of California Berkeley, and the Precourt Energy Efficiency Center, Stanford University.
Joel Mehler, Stanford University.
Brian Gould, GMS.
Chris Ganson, WORLD RESOURCES INSTITUTE

Il Dr. Schipper è Senior Scientis sia al Global Metropolitan Studies of the University of California Berkeley, sia al Precourt Energy Efficiency Center of Stanford University. E’ una voce che da lungo tempo reclama degli approcci più equlibrati nel settore delle politiche energetiche. Ha ottime referenze in quanto va a lavorare tutti i giorni in bicicletta. Guida un quintetto jazz che suona a richiesta e viene ancora ricordato per il suo primo hit internazionale, “The Phunky Physicist”, del 1973.

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E ora una rapida occhiata ai programmi C4C europei.

The Associated Press (AP) – 8 Aug. 2009

I popolari programmi C4C che hanno incoraggiato i consumatori europei e nordamericani a barattare le loro vecchie auto con modelli più nuovi ed efficienti sono nati in Francia nel 2008 quando il presidente Sarkozy stanziò 26 miliardi di euro per aiutare il paese a superare la recessione. (ma i programmi italiani risalgono al primo governo Prodi, ndt)

Fino ad ora 11 paesi europei hanno adottato iniziative simili

  • In Germania vengono offerti 2500 euro a chi si disfa di un’auto più vecchia di 9 anni acquistando un’auto nuova o quasi. 
  • In Francia c’è un contributo di 1000 euro per chi si disfa di un’auto di almeno 10 anni
  • In Italia il contributo è di 1500 euro in caso di acquisto di un’auto e di 2500 euro in caso di acquisto di un veicolo commerciale leggero per gli automobilisti che si disfano di un veicolo di almeno 10 anni
  • In Spagna, in caso di demolizione di un veicolo di almeno 10 anni, vengono offerti 2000 euro in caso di acquisto di un’auto nuova del valore inferiore a 30mila euro.
  • In Portogallo si ottengono 1250 euro per la demolizione di un’auto vecchia di almeno 8 anni, che salgono a 1500 se l’auto da demolire ha almeno 12 anni.
  • In Olanda i contributi previsti variano tra 750 e 1750 euro per la demolizione di auto di 9, 13 e 19 anni.
  • In Austria si prendono 1500 euro per la demolizione di auto di almeno 12 anni
  • La Romania offre 900 euro per demolire auto di almeno 10 anni. Programma limitato a 60mila unità
  • In Slovacchia si ottengono 1100 euro per l’acquisto di un’auto del valore massimo di 18800 euro.
  • La Serbia offre 1000 euro per l’acquisto di qualsiasi Fiat Punto costruita in loco in cambio della demolizione di un’auto vecchia di 9 anni.

Fonte: Various governments, IHS Global Insight. – http://www.google.com/hostednews/ap/article/ALeqM5jOxyXvhSiYz–vOseImAnJ5Nl4xwD99U99I81

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