Messaggio per il COP15

A Copenhagen dall’8 al 19 dicembre si terrà la quindicesima conferenza della Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP15). Il settore trasporti è uno dei principali responsabili delle emissioni di gas serra, ma non trova lo spazio adeguato nei programmi politici sulla sostenibilità. Quanto segue è una proposta lanciata da World Street per attirare l’attenzione dei media e del mondo politico sulla mobilità sostenibile in occasione del summit.

– Eric Britton, Editor, World Streets

L’agenda sul cambiamento climatico dei prossimi mesi è piena di appuntamenti che spesso attireranno l’attenzione politica e mediatica mondiale. E questa è senz’altro una cosa buona. Ma dal nostro punto di vista i programmi complessivi di riforme sostenibili dei trasporti sono timidi, incoerenti e per gran parte insignificanti. Cosa bisogna fare? Come possiamo collegare la nuova mobilità al cambiamento climatico per stimolare riforme e innovazioni che riescano realmente a incidere negli anni immediatamente a venire?

Messaggio per la conferenza sul cambiamento climatico di Copenhagen:

“Dobbiamo ridurre dell’80% le nostre emissioni
di gas serra nei prossimi 10/15 anni”

– President William Jefferson Clinton, annuncio della
Clinton Climate Initiative, Los Angeles, 6 Agosto 2006

Esiste un legame ampiamente inaspettato e finora essenzialmente ignorato tra il bisogno urgente di riforme che contrastino il cambiamento climatico e il potenziale contributo che a questo può dare una trasformazione sostenibile dei trasporti che può essere attuata nel giro di pochi anni. Queste due aree di intervento possono rinforzarsi a vicenda. Si tratta di un idea finora poco popolare tra coloro che si occupano di sostenibilità, ma vale la pena di analizzarla. Proviamo a farla salire nelle priorità dell’ordine del giorno della Conferenza di Copenhagen.

Quelle che seguono sono dodici cose che sappiamo per certe sul trasporto e il clima che siamo lieti di condividere per preparare il terreno:

  1. La politica in questo campo è catastroficamente fallimentare in termini di tecnologie e impatti umani sul clima;

  2. Clinton aveva indiscutibilmente ragione quando tre anni fa indicava l’obiettivo di una riduzione dell’80% di emissioni entro 10/15 anni;
  3. Questo livello di aggressività nelle scelte politiche non è stato adottato da tutte le istituzioni coinvolte, la maggior parte delle quali si è accomodata su una strategia di conversione molto più passiva, di lungo periodo e da adottare nei ritagli di tempo;
  4. Si tratta di un errore madornale dal punto di vista etico come da quello strategico, un errore che dobbiamo correggere ora con urgenza;
  5. Il settore dei trasporti è responsabile di circa il 20% (+/- 5%) del totale delle emissioni di CO2. Per questo dovrebbe essere uno degli ambiti principali delle riforme;
  6. Il settore dei trasporti possiede una caratteristica non molto considerata, nemmeno dagli esperti: è il settore dove è più facile raggiungere risultati importanti in un breve arco di tempo;
  7. Per questo dobbiamo proporre che le riforme sul breve periodo dei sistemi di trasporto abbiano una priorità molto alta nel dibattito politico sul clima, tenendo presente che siamo nella posizione ideale per funzionare da sistema di apprendimento per il resto del mondo;
  8. La nostra responsabilità nel nostro settore è nel breve periodo: porsi come obiettivo, e raggiungerlo, delle significative riduzioni (percentuali a due cifre) di emissioni di CO2 nei due/quattro anni a venire;
  9. Il principale strumento delle riforme dei sistemi di trasporto consiste nella riduzione radicale e strategica del traffico motorizzato (in termini di veicoli/km). Questo è chiaro al 100%. Non c’è un’altra strada;
  10. Considerando i risultati degli anni trascorsi stiamo per lo più fallendo in questo compito;
  11. Comunque, negli ultimi decenni, come risultato di numerose esperienze in diversi luoghi del pianeta, abbiamo imparato come fare per raggiungere questi obiettivi. E qui non si parla di pie speranze o di desideri irrealizzabili, ma piuttosto di una situazione nella quale possiamo applicare tutto quello che abbiamo imparato portando nel processo di riforma tutti i pezzettini utilizzati qua e là per unirli in pacchetti di misure in uno schema politico globale e coerente. Possiamo farlo;
  12. Per finire ci teniamo a sottolineare che queste riduzioni veloci e incisive saranno molto utili anche sotto molti altri aspetti (riduzione del consumo di combustibili fossili, migliorare l’economia, la mobilità per tutti, la saluta, la qualità della vita, etc etc. Conoscete a memoria la lista.)

Il trucco sta in una saggia politica dei trasporti. Dove tutti quelli che ci leggono e ci scrivono entrano in gioco. Proviamo a scrivere una lettera al summit di Copenaghen per cercare di dare più visibilità alla necessità delle riforme sul breve periodo che sappiamo essere possibili e necessarie nel nostro settore.

In prima battuta potete contattare Nuova Mobilità attraverso la sezione dei commenti qui sotto o se preferite mandare una mail a editore@nuovamobilita.org oppure editor@worldstreets.org. Potremmo poi organizzare i vostri commenti e pubblicarli per farli conocere al mondo. Un primo grosso passo verso Copenhagen e la sostenibilità dei trasporti, delle città e della vita.

Funzionerà? Fatecelo sapere.

Eric Britton

Some useful references
– United Nations Climate Change Conference 2009 (COP15) http://en.cop15.dk/
– Preparatory events: http://en.cop15.dk/calendar
– Copenhagen Agenda for Sustainable Cities (PDF, 2.7 MB)- http://mm.dk/filer/10principles.pdf

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