Lo Shared Space Institute

Per una condivisione degli spazi e delle idee

– Sabine Lutz, Shared Space Institute, Drachten the Netherlands

Il 6 di luglio un eccellente articolo di Paul Barter dell’Università di Singapore è stato postato su Nuova Mobilità. Si riferiva agli esperimenti sugli spazi condivisi o “strade spoglie”, che negli ultimi anni hanno senza dubbio suscitato una considerevole attenzione nell’opinione pubblica. Dal 2004 sette partner di cinque diverse nazioni europee hanno condiviso le conoscenze sugli spazi condivisi.

Per un comune sentire serve uno spazio comune

Dal febbraio 2009, come risultato tangibile di questo progetto, è attivo in Olanda lo Shared Space Institute. Inaugurato ufficialmente il 10 di giugno, dedica la sua attività a perfezionare ed applicare i principi dello Spazio Condiviso. Cosa possiamo imparare dai pro e dai contro degli spazi condivisi che hanno avuto successo, e quali cambiamenti introdurre per mantenerli? E, domanda forse ancora più importante, cosa ci dice il concetto di Spazio Condiviso a proposito della salute e del benessere delle persone che lo abitano?

Cosa significa “Spazio Condiviso” e perchè ce ne è bisogno
Nei decenni passati la legislazione sul traffico ha determinato il modo di progettare gli spazi pubblici ponendosi come obiettivo prioritario quello di favorire ovunque la mobilità individuale motorizzata migliorandone “fluidità” e sicurezza. Ma questo a spese della qualità e degli ambienti di vita delle persone. E anche a spese dei comportamenti individuali in pubblico e delle capacità professionali dei responsabili della qualità degli spazi pubblici.

Diversamente dalle abituali pratiche, lo Spazio Condiviso si impegna per mescolare piuttosto che separare le diverse funzioni dello spazio pubblico. Così facendo la qualità dello spazio pubblico migliora garantendo una maggior pressione sociale sui comportamenti individuali a cui sarà richiesto un atteggiamento più responsabile. In questo modo, nella progettazione degli spazi, lo Spazio Condiviso confida nelle potenzialità insite nell’interazione tra ambiente e utente della strada per modulare il comportamento di quest’ultimo, piuttosto che costringerlo a obbedire pedissequamente a segnaletica e codice. Davanti a una scuola elementare non vogliamo mettere segnali stradali e barriere di protezione che la nascondano. Piuttosto allarghiamo il cortile scolastico fino a comprendere la strada. Gli automobilisti non sono stupidi. Se possono vedere i bambini che giocano ridurranno la velocità e guidaranno il più attentamente possibile.

Il bisogno di spazio per la gente

Naturalmente questo non significa che il codice stradale è completamente superfluo. Senza regole, alcuni automobilisti benintenzionati rallenteranno, altri manterranno una velocità sostenuta valutando giustamente che comunque non staranno correndo rischi, altri ancora non rallenteranno senza accorgersi di non rispettare degli adeguati parametri di sicurezza. Per questo, il concetto di Spazio Condiviso fa una chiara distinzione tra gli spazi da dedicare al traffico e quegli spazi che vanno dedicati all’interazione sociale nei quali viene chiesto un comportamento di guida adeguato al contesto.

In questo articolo comparso il 7 luglio su NM Paul Barter definisce molto chiaramente quelle che sono le caratteristiche di queste aree.

Sia le strade a scorrimento veloce che le vie cittadine dipendono le une dalle altre. Solo in presenza di una rete stradale che serva adeguatamente il traffico veloce (non necessariamente composto da autovetture private) possiamo progettare tutti gli altri spazi pubblici per soddisfare le esigenze per i quali sono stati concepiti: tutte quelle cose interessanti e piacevoli che le persone vogliono condividere con gli altri.

Il bisogno di cambiare il pensiero

Ma questo non è tutto. Sappiamo che lo Spazio Condiviso non camiba solamente il nostro modo di pensare alla gestione del traffico e di progettare le strade e gli spazi pubblici. Fornisce anche delle indicazioni su come contrastare lo schiacciante potere dei codici e delle legislazioni nelle scelte politiche e nelle nostre vite quotidiane. Lo Spazio Condiviso ci dà la possibilità di individuare nuovi modi per ottenere importanti miglioramenti in molti campi tra loro correlati: sicurezza stradale, qualità degli spazi, prosperità economica, capacità di governance e fiducia delle comunità locali. Stimola queste ultime a trovare dei modi creativi di affrontare una vasta gamma di problemi. Aiuta inoltre i politici, gli amministratori, i decision makers, i cittadini a mettere in atto quel pensiero divergente di cui abbiamo un gran bisogno quando cerchiamo dei modi di affrontare i problemi legati alla vita pubblica.

Chi lavora allo Shared Space Institute?

Siamo dieci professionisti con esperienze in diversi ambiti di lavoro, come ingegneria del traffico, pianificazione urbana, psicologia, geografia e gestione dei processi. Siamo in contatto con una rete internazionale di ricercatori, professionisti e cittadini. Abbiamo tutti lo scopo comune di sviluppare nuove modalità di pensiero su tutto quanto riguarda l’ambito della vita pubblica.

Comunque la qualità dello spazio pubblico non è un obiettivo di per se stesso. Pensiamo che sia importante creare degli “spazi per la gente”, luoghi dove le persone possano incontrarsi, entrare in relazione e comunicare. La qualità dello spazio ha un senso solo se contribuisce alla qualità della vita. Così lo spazio pubblico ha a che fare con le persone e il loro ambiente di vita. E anche con la qualità e la giustizia di una società. Di conseguenza, la società medesima dovrebbe essere organizzata in modo da permettere alle persone di sentirsene membri responsabili.


Un programma di Ricerca Condivisa

Lo Shared Space Institute è un istituto di ricerca e divulgazione internazionale dedicato alla creazione, al trasferimento e alla messa in pratica di conoscenze nell’ambito dello Spazio Condiviso. Partiamo dall’idea che lo spazio pubblico è il cuore della società. E’ attraverso la sua qualità che lo spazio pubblico valorizza l’umanità delle persone.

La ricerca e la creazione di conoscenza in questi ambiti sono il cuore delle nostre attività. Seguiamo un metodo olistico e multidisciplinare che significa:

  • che le attività di ricerca sono sempre portate avanti in collaborazione con i diversi stakholder pesenti nella società. Questo per garantirci un collegamento con quelli che sono i reali bisogni sociali;
  • che la partecipazione è estesa a tutte le possibile discipline che devono cercare sempre dei nessi tra la ricerca e la pratica quotidiana nei rispettivi campi di lavoro;
  • che il nostro scopo non è quello di aumentare il corpus di conoscenze teoriche. La ricerca non dovrebbe essere fine a se stessa. Parlando di ricerca ci riferiamo sempre a progetti concreti;
  • questi progetti pongono spesso delle domande al ricercatore alle quali bisogna dare delle risposte che a loro volta sono la base di nuove conoscenze da applicare ai progetti.

Ulteriori informazioni sul nostro background culturale qui.

E’ superfluo sottolineare che il nostro staff è disponibile a fornire consulenze e supporto ad amministratori, professionisti e gruppi di interesse in processi di innovazione e sviluppo. Sarete sempre i benvenuti per conferenze o visite sul campo. Per ulteriori dettagli sugli Spazi Condivisi in Olanda potete andare a vedere qui.

Prossimi passi

Al momento siamo impegnati a definire il nostro programma di ricerca. La domanda principale che ci stiamo ponendo si situa al crocevia tra i vari ambiti di conoscenza. Che relazioni intercorrono tra questi ambiti e come si influenzano uno con l’altro? Se si migliorano le cose in un campo, che cambiamenti avvengono negli altri?

Naturalmente la nostra ricerca si immergerà ulteriormente in progetti riguardanti i problemi della sicurezza, della congestione del traffico, delle disgregazioni del senso comunitario e del miglioramento della vitalità economica nelle vie cittadine e negli spazi pubblici. Il nostro principale interesse è nello sviluppo di approcci innovativi nei processi di pianificazione, progettazione e decision-making per realizzare nuove strutture di organizzazione municipale ed impegno pubblico.

Collaborazioni in Europa
Ci piacerebbe ottenere dei finanziamenti europei per dare vita a delle collaborazioni con altri paesi nell’area del Mare del Nord che stanno lavorando alla ricerca di nuove strategie per trovare dei nuovi equilibri tra regole ed etica allo scopo di favorire lo sviluppo di strutture economiche e sociali sane. Crediamo che nuove alleanze tra pubblico e privato possano garantirci una migliore qualità della vita attraverso un nuovo senso di civiltà.

Il nostro risultato fondamentale sarà quello di definire una strategia sperimentata che permetta di attribuire le responsabilità a chi le detiene realmente. I partner dei progetti dimostreranno questo attraverso la condivisione dei processi decisionali e di gestione, formando nuove alleanze tra autorità, agenzie private, organizzazioni di base e singoli. I gruppi a cui ci rivolgiamo sono: autorità pubbliche, realtà del mondo economico, istituti di ricerca, università, agenzie pubbiche di sostegno in aree urbane e rurali e organizzazioni di cittadini. Tutti quelli interessati a questo progetto di collaborazione sono invitati a contattarci.

Contatti:
Shared Space Institute
Lavendelheide 21 NL 9202 PD Drachten
Sabine Lutz – s.lutz @sharedspace.eu
Tel: +31 88 0200 475 Cell: +31 6 83 20 90 78

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