Archivi categoria: traditi dalla fretta

L’Italia non è la Corea?

(1 febbraio 2011) Siamo generalmente portati a “pensare” (virgolette d’obbligo in quanto il fenomeno sembra essere più espressione di un riflesso pavloviano) che la ricerca di adeguate strategie per migliorare la vivibilità e la mobilità urbana non possa condurre che a rivolte popolari e caos viabilistico. In realtà una politica convinta e coerente che persegua degli obiettivi precisi potrebbe essere molto premiante, come nel caso della Corea del Sud.Negli anni settanta la copertura del fiume Cheonggyecheon,  a Seul, venne considerata un simbolo di progresso. Ma alla fine del XX secolo la sopreelevata e la sottostante arteria urbana che coprivano il fiume erano la parte più rumorosa e congestionata della capitale coreana. Tutti erano concordi sul fatto che niente avrebbe potuto rivitalizzare quella centralissima parte della città  se quel doppio strato di asfalto che ricopriva il fiume non fosse stato eliminato. Continua a leggere

Cercare chi canta fuori dal coro

(17 agosto 2009) Troppo spesso quando si cercano di concretizzare delle proposte legate al tema della nuova mobilità, ci si concentra nel gettare le fondamenta di tutto il progetto in stretta collaborazione con gruppi e realtà già favorevoli a priori all’idea, fondamentalmente con cori che cantano già le nostre canzoni. L’esperienza dimostra però che è un errore madornale pensare di lasciare i gruppi più ostili da parte per cercare di coinvolgerli solo in un secondo momento. Continua a leggere

La nuova mobilità a nudo

(30 luglio 2009)Se non siete di larghissime vedute sui modi con i quali la gente dovrebbe spostarsi nella propria città, Nuova Mobilità probabilmente non è il posto che fa per voi. Adottiamo un approccio molto inclusivo, anche se molto esigente. E’ l’unico modo per andare avanti. Questo significa che ogni giorno può portare la sua discreta quota di sorprese, che arrivano senza preavviso dai posti e dalle persone più improbabili portando con sé il loro fardello di idee, considerazioni e valori. Guardate cosa abbiamo trovato nella posta di World Streets due giorni fa. Nuova Mobilità senza fronzoli. Continua a leggere

Park(ing) Day

(11 settembre 2009; quest’anno il Park(ing) Day è previsto per il 21 settembre) Qual è il modo più semplice, economico, di immediato impatto e praticità per dimostrare i vantaggi della ricerca di alternative alla nostra cultura massicciamente automobile?Se siete di Rebar, un collettivo di arte e design di San Francisco, la risposta è il PARK(ing) day. Come suggerisce la parola stessa, si tratta di trasformare parcheggi in parchi. Continua a leggere

La maggioranza dei trasporti

(5 ottobre 2011) Il mondo politico ha dato ormai numerose prove del fatto che non ci arriva. Si continuano a spendere montagne di pubblici denari duramente guadagnati dai contribuenti per una minoranza di cittadini e votanti: quelli che, cascasse il mondo, si sposterebbero sempre e comunque in automobile. E’ sorprendente come continuino a venire eletti. Cosa hanno in testa? Continua a leggere

Il car sharing p2p

(22 maggio 2012) Al #trafficcamp del 17 marzo a Milano era presente anche la nostra associazione con una riflessione sul car sharing p2p: riportiamo oggi una rielaborazione di quell’intervento, disponibile in video (come tutti gli altri interventi della giornata) qui. Continua a leggere

Honk! – Lezioni da un carrello della spesa

(13 luglio 2009)Avete mai pensato di comperare un carrello della spesa da tenere in casa? Dopo tutto sarebbe comodo averne uno a disposizione ogni volta che vi capita di avere bisogno di un litro di latte. Potreste tenerlo nel vostro salotto o nella camera da letto dei bambini quando non lo state usando. E se ognuno di noi ne comperasse uno, pensate che sostegno daremmo all’industria dei carrelli della spesa. Di Michael Glotz Richter Continua a leggere

La storia delle ciclabili olandesi

(2 dicembre 2011) L’Olanda è si è guadagnata il titolo di “Paese più sicuro per andare in bicicletta” grazie in gran parte alle sue infrastrutture capillari. Ma come hanno fatto a nascere queste piste ciclabili di alta qualità? Continua a leggere

Le misure di road pricing tra destra e sinistra

(31 marzo 2011) E’ di questi giorni la notizia che i cinque referendum milanesi sull’ambiente si svolgeranno in concomitanza con quelli nazionali su acqua, nucleare e legittimo impedimento. Una mezza vittoria per i promotori – che puntavano ad accorpare i referendum alle elezioni comunali – che potrebbe servire ad evitare una scarsa affluenza alle urne. Continua a leggere

Copenhagen capitale mondiale della bicicletta.

Vi diamo qualche buona notizia da quella che in questi giorni (novembre 2009, ndt) è la capitale dello sviluppo sostenibile del nostro pianeta in apnea, Copenhagen. Elizabeth Press di StreetFilms segue Mikael Colvill-Andersen mentre in un tour guidato attraverso la città ci illustra tutto quello che si fa per le biciclette nella capitale danese. E ci fa capire che sono cose trasferibili anche nella nostra città. E perchè dovremmo trasferirle. Grazie a Mikael e grazie ancora a Elizabeth. Il video è sottotitolato in italiano. Continua a leggere

BRT e spazio urbano: un tabù da rompere

In Italia non siamo abituati a pensare agli autobus urbani come a un servizio in grado di soddisfare una domanda di mobilità esigente. L’immagine che hanno è spesso quella della lentezza, della scomodità e della inaffidabilità degli orari. Ma se ben gestiti e valorizzati possono fornire un buon servizio a dei costi molto contenuti. E soprattutto, possono venire migliorati in modo graduale, senza richiedere grossi investimenti da effettuare “al buio” e in un colpo solo, come nel caso delle linee tranviarie. Ma per farlo bisogna avere grandi capacità comunicative e una forte volontà politica… Continua a leggere

Il movimento car-free

Siamo noi a guidare le nostre automobili, o sono piuttosto le automobili a guidare la nostra vita? La domanda potrebbe sembrare strana, ma a ben pensarci ha decisamente un senso. La nostra società (occidentale, e italiana in particolare) risente pesantemente della “cultura” dell’automobile, cultura alimentata anche, com’è naturale attendersi, da interessi economici decisamente rilevanti. Provate ad esempio a contare, durante una interruzione pubblicitaria in televisione di appena 3-4 minuti, quanti spot sono dedicati alle automobili. Farete una scoperta impressionante.

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