In Italia non siamo abituati a pensare agli autobus urbani come a un servizio in grado di soddisfare una domanda di mobilità esigente. L’immagine che hanno è spesso quella della lentezza, della scomodità e della inaffidabilità degli orari. Ma se ben gestiti e valorizzati possono fornire un buon servizio a dei costi molto contenuti. E soprattutto, possono venire migliorati in modo graduale, senza richiedere grossi investimenti da effettuare “al buio” e in un colpo solo, come nel caso delle linee tranviarie. Ma per farlo bisogna avere grandi capacità comunicative e una forte volontà politica… Continua a leggereRicerca per data esatta
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Una crisi è un’occasione da non sprecare. E oggi ci troviamo di fronte a una crisi nella quale, inaspettatamente il tema dello “spazio pubblico” occupato dagli “occupy movements” si trova sotto i riflettori, insieme ai soliti temi degli abusi e dei privilegi della comunità finanziaria. Per non perdere questa occasione vi proponiamo la seconda parte della riflessione di Andrew Curry sullo spazio pubblico.
Riflettiamo moltissimo, qui a World Street, sullo spazio da almeno due differenti punti di vista. Il primo è, naturalmente, che lo scopo specifico di mobilità, accessibilità e trasporti è quello di unire, bene o male, diversi punti nello spazio. In secondo luogo perchè, quando si parla di città e della natura estremamente bulimica delle tradizionali soluzioni trasportistiche, lo spazio comincia ad essere veramente scarso (la cosiddetta sindrome dell’elefante in camera da letto). Ma non si tratta solo della quantità dello spazio. Non meno importante è la qualità degli spazi pubblici e sociali urbani che è (o almeno 



Da un lettore affezionato riceviamo la segnalazione (in corsivo) di una lettera di un noto scrittore modenese al sindaco della sua città in merito alle contravvenzioni date ai ciclisti che imboccano i sensi vietati.
La Gran Bretagna dopo la morte di Monderman, il pioniere olandese dello Shared Space, sembra aver preso la guida del movimento grazie soprattutto ad Hamilton-Baillie, urbanista di Bristol il cui studio ha progettato gli spazi condivisi più rinomati nel Regno Unito.

