In questi ultimi anni, pur tra le mille difficoltà economiche con cui devono combattere ogni giorno le amministrazioni comunali, è notevolmente aumentata la diffusione dei sistemi di bike sharing, cioè delle biciclette comunali messe a disposizione di cittadini o turisti per gli spostamenti di ogni giorno.
I sistemi di bike sharing, pur se offerti ai cittadini a a prezzi estremamente irrisori, hanno per i Comuni costi non trascurabili, che possono portare al fallimento o alla scarsa utilizzazione dei servizi se sono mal progettati. Per questo è importante che i tecnici comunali progettino questi sistemi in modo molto accurato, inserendoli nell’ottica complessiva della mobilità cittadina. Luca Barbadoro ha curato questo processo per il Comune di Jesi, e racconta in questa sintesi la sua esperienza.
Negli ultimi anni abbiamo assistito all’avvio di numerosi ed eterogenei servizi di bike sharing in molte città europee. Partiti grazie all’entusiasmo di pochi e con un’offerta a bassissimo contenuto tecnologico questi progetti si sono sivluppati seguendo due strade: da una parte sistemi con tecnologie d’avanguardia che impiegando migliaia di biciclette e sostenuti da corposi finanziamenti; dall’altra sistemi piccoli e più economici con tassi di utilizzo più bassi.
E’ praticamente dalla sua nascita che questo blog guarda con interesse alla città meneghina: non è solo la riforma di Ecopass a tenere banco a Milano in questo periodo. Accanto a questa l’attuale Amministrazione sta attuando tutta una serie di “piccole” migliorie (ma l’introduzione del 

Mentre Parigi e Londra monopolizzano l’attenzione mondiale con il Vélib e le Boris Bikes, per alcuni aspetti la città cinese di
Il bike sharing negli ultimi due anni è letteralmente esploso in tutto il mondo. Ma quanto a questa esplosione quantitativa corrisponde una reale utilità ed efficacia del servizio? Si tratta di una modalità di trasporto che, basandosi su una tecnologia di fatto molto semplice – la bicicletta –
Gli ultimi anni hanno visto un tumultuoso sviluppo delle tecnologie dell’informazione in generale che possono essere, lo sappiamo bene, un ottimo strumento al servizio di vite, città e sistemi di trasporto più sostenibili. In particolare si rivelano utilissime in qualsiasi forma di trasporto condiviso, si tratti di car pooling, car sharing, biciclette pubbliche, taxi collettivi. In particolare il bike sharing è passato in pochi anni da sistemi molto rudimentali (ritiro e restituzione della bici presso un punto presidiato) a sistemi all’avanguardia nell’utilizzo di queste tecnologie, con possibilità di restituire il mezzo in un punto diverso da quello di prelievo e addirittura la
New York City oggi (23 novembre, ndt) compie il primo passo verso il lancio del più grande sistema di bike sharing del paese. I newyorkesi potranno affittare delle biciclette per spostamenti a breve raggio di sola andata in tutta Manhattan. L’idea è che il progetto venga gestito interamente da privati ma che la città potrà godere di parte dei profitti.
Ultimamente sembra che a Milano, una delle città più inquinate d’Europa, si stia muovendo qualcosa. Dopo le 



