Spesso, quando si parla di gestione della mobilità automobilistica, si pensa unicamente ai flussi di traffico, trascurando la questione del parcheggio. Molte persone si sorprendono nello scoprire che le loro auto restano parcheggiate per il 95% del loro tempo – questo può portare a riflettere sullo spreco di spazio conseguente alla motorizzazione privata di massa. Una cosa sulla quale le generazioni future – speriamo – riusciranno a farsi grasse risate. Continua a leggere
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Il 10 novembre 2010 World Streets pubblicava un post dal titolo “The P2P carsharing saga continues: The WhipCar story” scritto da due giovani imprenditori che avevano avviato una nuova start-up innovativa che promuoveva l’utilizzo in condivisione di autovetture private. Potete trovare una traduzione in italiano di quell’articolo qui: 


In Italia non siamo abituati a pensare agli autobus urbani come a un servizio in grado di soddisfare una domanda di mobilità esigente. L’immagine che hanno è spesso quella della lentezza, della scomodità e della inaffidabilità degli orari. Ma se ben gestiti e valorizzati possono fornire un buon servizio a dei costi molto contenuti. E soprattutto, possono venire migliorati in modo graduale, senza richiedere grossi investimenti da effettuare “al buio” e in un colpo solo, come nel caso delle linee tranviarie. Ma per farlo bisogna avere grandi capacità comunicative e una forte volontà politica… 




In questi ultimi anni, pur tra le mille difficoltà economiche con cui devono combattere ogni giorno le amministrazioni comunali, è notevolmente aumentata la diffusione dei sistemi di bike sharing, cioè delle biciclette comunali messe a disposizione di cittadini o turisti per gli spostamenti di ogni giorno.

