“L’automobile ha sempre contraddistinto l’Italia nel mondo, ma oggi gli italiani mostrano preoccupanti segni di disaffezione verso il proprio veicolo.” (Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI) (1)
Il presidente dell’ACI non è l’unico a essere preoccupato per l’incipiente “disaffezione” motoristica degli Italiani. Anche altri mezzi d’informazione, meno di parte, lanciano il proprio grido d’allarme per il calo delle vendite di auto, effetto evidente della crisi economica (2). Continua a leggere



(5 ottobre 2011) Il mondo politico ha dato ormai numerose prove del fatto che non ci arriva. Si continuano a spendere montagne di pubblici denari duramente guadagnati dai contribuenti per una minoranza di cittadini e votanti: quelli che, cascasse il mondo, si sposterebbero sempre e comunque in automobile. E’ sorprendente come continuino a venire eletti. Cosa hanno in testa? 


Che concorrenza hanno le automobili nella vostra città? Non intendo concorrenza tra Toyota, Ford o Hyundai. Non intendo nemmeno la concorrenza tra l’automobile e il trasporto pubblico per andare al lavoro questa mattina. Sto parlando della competizione tra uno stile di vita basato sulla proprietà privata dell’auto e un complesso di alternative di trasporto che nel loro insieme caratterizzano uno stile di vita completamente diverso, basato su un “pacchetto mobilità” sufficientemente attraente da rendere un optional il possesso di un’auto.
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