Parigi a 30 all’ora!

france paris 30 kph sign

La neo eletta sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, ha preparato un rivoluzionario progetto di mobilità sostenibile grazie al quale la velocità massima consentita su tutte le strade cittadine sarà quella di 30 km/h.

Uniche eccezioni pochi assi di penetrazione nella città e lungo la Senna, dove il limità sarà di 50 km/h, e la circonvallazione esterna  (périphérique)  dove il limite è stato recentemente portato da 8o a 70 km/h. All’altro estremo di questo spettro di velocità ci sono un certo numero di “zone di incontro” (zones de rencontre)  sparpagliate per la città dove pedoni e ciclisti hanno sempre diritto di precedenza e le automobili devono viaggiare a 20 km/h. Genuina révolution à la française.

Questa importante iniziativa politica non si è realizzata dall’oggi al domani, dato che da alcuni anni c’è stato un costante incremento delle zone pedonali e un più recente movimento di creazione di “eco-aree” (www.eco-quartiers.fr) dove il limite di velocità è già di 30 km/h. Nel 2013 erano compresi in queste aree già 560 km di strade urbane, più o meno un terzo del totale (vedere la mappa: cliccate per allargarla)

france paris zone 30 2013

Una volta che il progetto verrà approvato dal Consiglio Comunale, dove il sindaco ha la maggioranza, l’intera mappa cittadina cambierà.

COSA C’È DI VALIDO IN QUESTO APPROCCIO?

Miglioramenti multisettoriali nel campo della sostenibilità

Nel momento in cui le velocità di circolazione vengono abbassate in tutta la città, si verificano alcuni importanti risultati immediati: meno incidenti, meno feriti gravi e meno morti, risparmio energetico, riduzione della dipendenza da combustibili fossili importati, riduzione dell’inquinamento atmosferico, miglioramenti nella qualità della vita di coloro che lavorano, vivono, giocano o studiano in città, miglioramento delle condizioni di accessbilità all’economia locale, riduzione significativa delle emissioni di gas serra, e la lista può continuare ancora.

Uniformità dell’ambiente di guida / Nuove mappe mentali

Al contrario di molte altre città nelle quali vige un mix spesso disorientante di limiti di velocità diversi e difficilmente presidiabili, la creazione di un ambiente di guida uniforme offre numerosi vantaggi. Diventa molto più semplice per l’automobilista rispettare limiti che non subiscono continue variazioni da strada a strada che spesso portano anche il guidatore più scrupoloso a non osservare la lettera delle prescrizioni. Semplicità e chiarezza sono quindi tra i contributi più significativi di questa misura nell’aiutare gli automobilisti a sviluppare una mappa mentale più comprensibile e facile per spostarsi nella città.

“Inondare il mercato”

La maggior parte delle politiche nel campo della mobilità sostenibile tendono ad essere molto conservatrici e spesso partono con timidezza. Per esempio i progetti di bike sharing che sono consistiti per anni in qualche decina di biciclette condivise nelle vie cittadine, sono esplosi improvvisamente un giorno di nove anni fa quando l’Amministrazione Comunale di Lione mise a disposizione dei propri rappresentati una flotta di 2mila bicicletta in una città che non era precisamente cycle friendly, creando un effetto shock che portò in auge il mezzo a pedali (e naturalmente dando il via a una competizione tra progetti simili in altre città).

L’inondazione del mercato è una strategia che cambia definitivamente le regole del gioco e modifica le percezioni. Questo è, in definitiva, quello che la città di Parigi sta facendo con la sua nuova sindaca nell’estendere il limite di 30 km/h a tutta la città.

Astuzia politica:

Un’altra mossa intelligente della Sindaca è stata quella di prendere un’iniziativa così forte all’inizio del mandato. Ci saranno migliaia di voci che si leveranno per ostacolarla, come sempre succede quando qualunque misura così significativamente trasformativa viene messa in atto, ma è questo il momento per far partire un progetto ambizioso come questo. Ci saranno molte possibilità di aggiustamento e miglioramento durante il resto del mandato.

Continuità:

Una delle più importanti caratteristiche delle politiche pubbliche volte alla sostenibilità è quella del rispetto di alcuni criteri fondamentali, e del monitoraggio costante delle misure adottate che devono essere sostenute, mantenute, nutrite e migliorate nel corso del tempo. Abbiamo visto troppo spesso che tra le cose peggiori che una città possa fare c’è il lancio di un’iniziativa che viene lasciata a se stessa nel giro di poco tempo.

Città di classe mondiale

Una città di classe mondiale può essere grande come Parigi (2.2 milioni di abitanti) o più; o piccola come Graz (260mila ab. dove vige il limite di 30 km/h dal 1992: http://goo.gl/PwUkjJ) o più. Ma deve essere un posto altamente gradevole ed efficiente in cui vivere, lavorare e crescere dei figli. Questo è vero in particolare nel XXI secolo, con la globalizzazione che più che mai costringe le città a competere tra di loro.

Quindi se la vostra città è caratterizzata attualmente da un sistema di mobilità in decadenza, traffico ridondante, pericolo, incidenti, inquinamento atmosferico, comportamenti di guida aggressivi, rumore, mancanza di alternative per spostarsi, è destinata a perdere nella competizione internazionale. Verrà abbandonata dalla parte migliore della propria popolazione, che si sposterà in un ambiente più congeniale. E così dal corrispondente imponibile fiscale. Il risultato sarà che la vostra città vedrà crescere le tensioni sociali. E, in fin dei conti, tutto questo sarà il risultato di una scelta.

france zone de rencontre street

Parigi: un incrocio in una zona 20.

# # #

Nei prossimi mesi World Streets terrà sotto osservazione il progetto parigino e riferirà dei suoi avanzamenti. Ma nel frattempo forse voi potreste chiedervi…

Cosa vi trattiene dal farlo anche voi?

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3 pensieri su “Parigi a 30 all’ora!

    • Non voglio giustificare nessuno, però mettendomi nei panni di un Sindaco italiano (che mediamente, fino al momento di diventare tale, non si è mai posto questo genere di problemi) che per la carica istituzionale che ricopre deve ascoltare tutti i suoi cittadini, riesco anche a capire che i motivi per i quali non riesce a mettere i problemi della mobilità urbana nella giusta luce sono legati, oltre che al suo personale disinteresse, anche al fatto che difficilmente si trova di fronte degli interlocutori che riescono a dialogare fra loro. È normale (anche se sicuramente riprovevole sotto il profilo etico) che in una situazione del genere sia portato a dare ascolto a chi urla più forte e a chi teme di più per la propria sicurezza economica senza troppo curarsi delle motivazioni che spingono i suoi rappresentati a prendere una posizione piuttosto che un’altra.

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