Cronache dagli Stati Generali della Bicicletta

La rivoluzione arriverà in bicicletta…. così con una battuta Delrio, sindaco di Reggio Emila e presidente dell’ANCI, dopo il messaggio di saluto del Presidente della Repubblica Napolitano, apre gli Stati Generali davanti a circa 500 persone arrivate da tutta Italia, (con bello sfoggio di arrivi in bici pieghevoli!). La platea è delle più vaste: soci FIAB e Salvaciclisti in gran completo, Legambiente, ma anche rappresentanti del mondo universitario e delle istituzioni, parlamentari compresi (Motta e Ferrante), giornalisti, cittadini. Per un evento spontaneo non c’è che dire, un successo; non a caso mentre scrivo queste poche righe su Radio Capital si parla già dell’evento mentre a Reggio continuano i lavori dei gruppi tematici che presenteranno le proposte per favorire la ciclabilità in Italia. Che sia qualcosa di diverso rispetto ad altri eventi del passato si avverte anche dalle tensioni (positive) dei partecipanti: mentre Fabio Lopez illustra l’esperienza di Milano del 2007 “Prima Conferenza nazionale della Bicicletta”, sottolineando come siano state disattese le richieste di allora, irrompe il portavoce di Salvaciclisti dicendo che non è il momento di guardare al passato ma di pensare al futuro e che di quell’evento gli attivisti della bicicletta – che già esistevano – non ne sapevano neanche l’esistenza.

Forse questa è la chiave di lettura: di possibili soluzioni ai problemi della ciclabilità se ne parla da tempo e le possibili soluzioni tecniche – normative già si conoscono, sono state testate, di best practices olandesi e danesi ce ne sono anche troppe, ma l’arretratezza dell’Italia rispetto all’Europa – soprattutto culturale – può essere superata solo con un reale movimento che parte dal basso, come del resto dovrebbero essere le politiche partecipative pubbliche.

Sicuramente si viaggia a velocità diverse tra la società civile e le istituzioni, e le aspettative di chi rivendica interventi rapidi si scontrano con i farraginosi meccanismi burocratici (basti pensare alle proposte di sostegno alla ciclabilità che sostano da anni nelle commissioni parlamentari) ma se non altro è stato avviato un nuovo – e a mio avviso reale – processo di confronto che tutti siamo tenuti a sostenere e diffondere. Della giornata di venerdì rimangono impresse due cose: l’accorata testimonianza dei parenti vittime della strada, che esortano a continuare al lavorare sulla sicurezza degli utenti deboli, ed i frenetici lavori dei gruppi tematici, che forse in troppo poco tempo dovevano sintetizzare opinioni e posizioni maturate in anni di esperienza da parte di associazioni, tecnici, politici. Il tutto mentre nell’aula principale si alternavano presentazioni di buone pratiche locali da parte di amministratori, associazioni, imprese, università. Impossibile seguire tutto!. Ma gli stati generali devono essere un punto di partenza e non di arrivo. Pertanto restiamo aggiornati sul sito http://statigeneralibici.it su cui saranno pubblicati i risultati delle due giornate.

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Luca Barbadoro si è laureato nel 2001 in  Scienze Ambientali a Urbino, frequenta nel successivo anno il Master in Analisi Ambientale Strategica. Dal 2002 presta attività consulenziale prevalentemente ad Enti Pubblici, come supporto a processi partecipativi, reporting, analisi e valutazioni ambientali; approfondisce negli anni lo sviluppo di progetti, anche in ambito europeo,  in particolare nelle tematiche energia e mobilità sostenibile.  dal 2012 è socio di “nuova mobilità”.

Contatti: luca.barbadoro@gmail.com

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