Anche in Germania l’auto perde terreno tra i giovani.

In questo articolo riportavamo come tra le nuove generazioni Usa l’auto non rappresenti più quel simbolo di indipendenza e libertà che fu dei loro genitori. Da quello che riporta questo articolo tratto da Atlantic Cities sembra che questo shift generazionale non riguardi solo gli americani ma sia un fenomeno molto più globale.

di Eric Jaffe

In uno dei prossimi numeri del  Journal of Transport Geography, un team di ricerca tedesco riporta un trend sorprendente simile tra i giovani tedeschi tra i 18 e i 29 anni. I fattori che lo causano sono, secondo i ricercatori, un aumentato utilizzo dei trasporti pubblici anche tra coloro che possiedono un’automobile e le abitudini sempre meno automobilistiche dei giovani maschi.

Per arrivare a queste conclusioni sono stati prese in considerazione una serie di analisi effettuate a partire dalla metà degli anni settanta. A quel tempo l’utilizzo dell’automobile aveva raggiunto il suo apice che mantenne fino alla fine degli anni novanta. Dal 1976 al 1997, per tutti i gruppi di età il tasso di motorizzazione salì da circa 300 a 500 automobili per 1000 abitanti e lo share degli spostamenti automobilistici dal 45 al 60 per cento.

Dopo il 1997 le cose sono cambiate. I chilometri percorsi in automobile sono calati del 20 per cento tra i giovani tedeschi – anche se le percorrenze globali si sono rimaste costanti per la fascia di età tra i 30 e i 70 anni e sono leggermente aumentate per gli ultrasettantenni. In altre parole, in assenza dell’inversione di tendenza tra gli under 30 la domanda aggregata potrebbe ancora essere in crescita

Nel frattempo le percorrenze con i trasporti pubblici di questa fascia di età sono cresciute. La quota di spostamenti per la fascia di età tra i 18 e i 29 anni non è solo aumentata, ma ha anche superato quella degli under 18, un sorpasso significativo, dato che in Germania l’età per poter ottenere la patente è di 18 anni e quindi i minorenni sono un’utenza costretta a utilizzare i trasporti pubblici. Anche gli spostamenti a piedi e in bici sono leggermente aumentati per tutti i gruppi di età, anche se in questo caso i parametri di misurazione non sono altrettanto affidabili.

Osservano più attentamente questi dati si osservano due dettagli critici. Il primo è che gran parte di questo fenomeno si registra tra giovani tedeschi che hanno comunque l’accesso a un’automobile. Gli split modali non differiscono molto dal 1976 al 1997 ma tra il 1997 e il 2007 si sono registrate importanti variazioni tra i giovani tedeschi con automobile.

Le indagini sui comportamenti quotidiani mostrano che il ricorso all’auto è sceso tra il 2002 e il 2008, mentre è aumentato il ricorso a trasporto pubblico e bicicletta. Nello stesso periodo, la quota di proprietari di auto che usano l’auot almeno cinque giorni alla settimana è sceso dal 62 per cento del 1997 al 47 per cento del 2007 mentro la percentuale di proprietari di automobili che ricorre al trasporto pubblico almeno una volta alla settimana è cresciuta dal 25 al 40 per cento. Trend simili sono stati riscontrati negli spostamenti su lunghe distanze con un aumento della quota di spostamenti in treno a scapito di quelli in auto, anche tra i proprietari di automobili.

Il secondo aspetto degno di nota è che questo shift sembra essere dovuto ai cambiamenti di abitudini nei giovani uomini. Nel 1976, per esempio, c’era un gap di genere considerevole nell’uso dell’automobile. Nel 1997 era sparito  per gli under 24 e nel 2007 si è quasi azzerato anche per gli under 29. I ricercatori pensano che queste differenze siano scomparse non perchè le donne stiano guidando di più, ma perchè i maschi stiano guidando di meno.

Cosa è successo negli anni novanta che ha innescato questo cambiamento. In una parola, le città. Tra il 1998 e il 2008 c’è stato un aumento del 3% della quota di abitanti delle aree urbane tedesche con più di 100mila abitanti. Parte di questo migrazione è dovuta all’aumento delle iscrizioni alle università che sono di solito ubicate nei centri cittadini.

Anche le politiche di gestione del territorio hanno molto a che fare con questo trend. Le amministrazioni locali tedesche, come molte altre città nel mondo, hanno promosso politiche a favore della vivibilità degli spazi: traffic calming con  l’introduzione di limiti di velocità più bassi da una parte e aumento delle infrastrutture ciclabili dall’altro. Nello stesse periodo il trasporto pubblico ha beneficiato dagli sforzi volti all’integrazione tariffaria e alla messa a punto di sistemi di informazione in tempo reale.

E mentre i costi dei trasporti pubblici sono cresciuti del 42% dal 1998 al 2008, i costi di gestione di un’auto privata sono cresciuti molto di più (i carburanti dell’81 per cento, l’acquisto del 12 per cento), mentre le politiche di parcheggio hanno mirato a scoraggiare l’uso dell’auto in città.

I ricercatori non sono sicuri se questo trend verrà mantenuto o se le nuove generazioni “adotteranno le stesse abitudini dei loro genitori in un’età più avanzata”. La stessa domanda andrebbe posta anche negli USA o in altri paesi dove sono già stati registrati dei segnali di diminuzione di interesse nei confronti dell’auto: in Norvegia. Svezia e Gran Bretagna la percentuale di giovani  con la patente è in chiaro declino. Se questi giovani refrattari diventeranno più avanti dei proprietari di automobile può essere oggi solo una curiosità oziosa, ma di sicuro non riguarda solo gli Stati Uniti.

Figures from Kuhnimhof, T., et al. Travel trends among young adults in Germany: Increasing multimodality and declining car use for men. J. Transp. Geogr. (2012), http://dx.doi.org/10.1016/j.jtrangeo.2012.04.018

Photo credit: sashagala /Shutterstock

Articolo originale: Young Americans aren’t the only ones driving much less than their parents

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L’autore

Eric Jaffe scrive su Atlantic Cities ed è l’autore di The King’s Best Highway: The Lost History of the Boston Post Road, the Route That Made America. Vive a New York.

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