BikeDistrict, la città a portata di pedale.

Siamo in un periodo in cui fioriscono eventi e manifestazioni in favore della bicicletta e del suo utilizzo quotidiano. Si stanno finalmente evidenziando tutti i pregi di questo mezzo di trasporto soprattutto in ambito urbano.

Di fronte a questo fermento, però, la risposta delle amministrazioni non è sempre sollecita e quindi alcuni volenterosi in gruppo o individualmente si adoperano per fornire servizi a chi già usa la bicicletta e a chi si avvicina per la prima volta a questo mezzo di trasporto.

di Andrea Colaiacomo

Tra i tanti strumenti, mappe e servizi mi sento di evidenziare il lavoro fatto da Marco Quaggiotto, Davide Bloise e Sebastiano Sacchetti che hanno creato Bike District (www.bikedistrict.org) una mappa interattiva di Milano che oltre a restituire il percorso ciclabile tra i due punti desiderati, fornisce anche altre informazioni come, ad esempio stazioni di bike sharing, ciclofficine etc.

Ci facciamo raccontare dai creatori di “Milano Bike District” come nasce questa idea e che sviluppi prevedono per il futuro.

Cosa offre Milano BikeDistrict?

BikeDistrict.org è una mappa interattiva dedicata ai ciclisti urbani che permette di calcolare gli itinerari più adatti alle esigenze di chi utilizza la bicicletta a Milano. Il suo utilizzo è molto semplice: è sufficiente inserire l’indirizzo di partenza e quello di destinazione perché il sito fornisca immediatamente indicazioni su come attraversare la città evitando quanto più possibile le strade maggiormente ardue per la bicicletta, tra cui i pavé, le rotaie dei tram o anche le vie maggiormente congestionate dal traffico o quelle con un elevato numero di semafori.

Sebbene sulla barra laterale venga descritto dettagliatamente ogni segmento del tragitto (toponomastica, qualità del manto stradale, lunghezza), l’utilizzo del sito è reso ancora più intuitivo da un codice colore –si va dal verde delle piste ciclabili al rosso delle strade meno “bike friendly” – che permette di visualizzare direttamente sulla mappa la qualità del percorso indicato.

Abbiamo inoltre lavorato per aggiungere informazioni utili ai ciclisti, quali la segnalazione delle stazioni di Bike Sharing –indicandone in tempo reale il numero di biciclette disponibile l’ubicazione delle ciclofficine – spazi aperti a tutti dove, con l’aiuto di meccanici esperti, chiunque può imparare a riparare la propria due-ruote.

Da dove nasce l’idea?

L’idea nasce dall’esigenza che noi tre, da sempre ciclisti urbani, abbiamo sempre sentito nel momento in cui si doveva raggiungere un luogo della città posto al di fuori dei nostri canonici tragitti in bicicletta. In fondo il servizio che offriamo è simile a quello che altri siti già offrono agli automobilisti, ai pedoni o a chi si sposta con i mezzi (un esempio su tutti è Google Maps, il servizio di mappe e calcolo itinerari offerto da Google). Noi lo abbiamo  sviluppato per lo spostamento in bici, che necessita di una propria specifica ottimizzazione e di una elaborazione dei dati a sé stante.

Che sviluppi prevedete?

Il progetto BikeDistrict è in continua evoluzione e al momento prevede 3 fasi di sviluppo su cui stiamo lavorando intensamente.

Il primo step concerne la messa online della release ufficiale del sito la quale, oltre ad agevolarne la fruizione  grazie anche ad una interfaccia sempre più intuitiva, permetterà di avere percorsi ottimizzati per gli spostamenti notturni (evitando, ad esempio, l’ingresso nei parchi milanesi che prevedono una chiusura serale) e per i giri turistici della città, così come prevederà la possibilità di creare percorsi multipli.

Il passo successivo, su cui, a dire il vero, siamo già al lavoro da tempo, consiste nella creazione di un’applicazione per iPhone e per altri smartphone che consenta a BikeDistrict di diventare un navigatore per biciclette sempre a portata di mano. Si parla, in pratica, della possibilità di avere di un navigatore gps ciclabile sempre a portata di mano che possa essere consultato in ogni momento di bisogno.

L’ultima tappa, che costituisce anche la nostra ambizione più grande è quella di creare una “social map”, una mappa collaborativa cui contribuisca attivamente la popolazione di Milano, andando a creare una community di ciclisti urbani che serva a migliorare il sito e a mantenere la mappa aggiornata inviando le proprie segnalazioni. In questo modo, essendo segnalata in real time ogni criticità, anche contingente (ad esempio il classico ingorgo causato da un incidente o l’allagamento di una strada), si potrà far sì che ogni percorso suggerito da BikeDistrict diventi una vera e propria gita in bicicletta. Dobbiamo dire che già adesso abbiamo ricevuto una notevole quantità di segnalazioni, pervenuteci attraverso Facebook (www.facebook.com/bikedistrict), Twitter (twitter.com/bikedistrict) o via mail all’indirizzo info@bikedistrict.org.

Come hanno risposto gli utenti? E l’amministrazione?

Abbiamo avuto un ottimo feedback dagli utenti: oltre agli attestati di stima, che ci riempiono di orgoglio, come abbiamo appena detto continuano ad arrivare moltissime segnalazioni che aiutano a rendere il servizio sempre più dettagliato. Questo, ovviamente, non giova solamente al nostro lavoro, ma anche a tutti gli altri ciclisti che si troveranno ad affrontare lo stesso percorso. Il numero di itinerari calcolati e quello dei visitatori unici, così come quelli che continuano ad usare BikeDistrict, sono lusinghieri per un sito di consultazione relativo ad una sola città. Noi ovviamente stiamo continuando a darci da fare affinché il progetto riesca a raggiungere più persone possibile e spesso il passaparola degli utenti soddisfatti ci dà un aiuto enorme in tal senso.

L’amministrazione, da parte sua, si è dimostrata interessata al progetto: le istituzioni hanno subito compreso l’utilità sociale di BikeDistrict e ci hanno sempre appoggiato, dimostrando un’enorme disponibilità.

Al momento si sta cercando di valutare un’ipotesi di collaborazione, che però è ancora in corso di definizione, ragion per cui non vogliamo azzardarci a sbilanciarci in previsioni.

Prossime città in lista?

Abbiamo già contattato alcune amministrazioni, con cui si stanno valutando le possibilità di esportare il progetto anche in altre città. Alcune persone ed associazioni di altre città, si sono inoltre interessate ad aiutarci in questo tipo di lavoro.

Cercare di esportare la cultura della bicicletta e della mobilità sostenibile è per noi un impegno che ci dà molte soddisfazioni, nonostante i sacrifici da affrontare. Siamo sicuri, date le premesse, che ogni sforzo sarà presto ricompensato.

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Andrea Colaiacomo è ingegnere gestionale dedicato alla progettazione e pianificazione dei sistemi dei trasporti fin dalla laurea (2007). Dal 2011 ha avviato un proprio studio di ingegneria sempre legato alle tematiche della mobilità e sicurezza stradale. È socio dell’associazione “Nuova Mobilità”. È referente dei soci aderenti del Lazio nell’associazione “AIIT”.

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