Il car sharing in Europa: la situazione.

EPOMM (European Platform on Mobility Management) è la piattaforma europea per la gestione della mobilità (Mobility Management, appunto) e raccoglie una rete di diverse amministrazioni di paesi europei impegnate sul tema. EPOMM è organizzata come una organizzazione internazionale non profit con sede a Bruxelles. Gli obiettivi principali di EPOMM sono promuovere e sviluppare ulteriormente il mobility management in Europa e favorire tra i diversi paesi europei lo scambio di informazioni e di buone pratiche.

Nell’ambito della sua attività divulgativa, EPOMM diffonde continuamente aggiornamenti e novità sulle diverse tematiche della mobilità. Riporto di seguito l’articolo recentemente pubblicato sulla newsletter di EPOMM, relativo alla situazione del car sharing in ambito internazionale ed alle sue prospettive future.

Per i viaggi difficili da realizzare a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, il car sharing è l’alternativa più sostenibile rispetto all’auto privata. Il settore del car sharing è ancora in via di sviluppo e in rapida crescita e le principali città Europa continuano a perfezionare i propri servizi e a condividere le proprie buone pratiche. In questo e-update, vi presentiamo i numerosi sviluppi realizzati dal nostro precedente e-update sul car sharing (EN), con un approfondimento (focus) speciale sul progetto europeo MoMo.

Noi definiamo car sharing un servizio condiviso che offre l’accesso a veicoli utilizzati anche da altre persone (nel Regno Unito, questo è spesso indicato come “car club”). Il car sharing non è la stessa cosa del carpooling (chiamato anche carpool o liftsharing o nel Regno Unito spesso definito come car sharing).

Diffondere il carsharing in Europe: il progetto momo*

Come un servizio innovativo di mobilità può essere ulteriormente sviluppato
Attualmente, in Europa ci sono più di 400.000 utenti carsharing. Il car sharing è molto sviluppato in Svizzera, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Gran Bretagna (Londra). Tuttavia, ci sono molte città in Europa che non hanno (ancora) un servizio di car sharing. Questa situazione sbilanciata dà al progetto europeo momo car sharing (oltre al miglioramento dell’efficienza energetica della mobilità) un valore aggiunto – avendo come partner la Repubblica Ceca e la Grecia, nuovi arrivati nello sviluppo del car sharing, e partner con molta esperienza nel campo del car sharing. Il progetto momo vuole aggiungere almeno 20.000 utenti del carsharing nei paesi partner. Gli showcase di eccellenza sono Brema, Bruxelles e altre città belghe per la loro azione di coinvolgimento degli operatori del trasporto pubblico e la loro esperienza di trasferimento delle pratiche di carsharing ai “nuovi arrivati”.

I benefici del car sharing
Il carsharing ha una serie di impatti molto positivi sull’ambiente urbano e sui comportamenti di viaggio:
– I veicoli in carsharing sostituiscono da 4 a 10 auto private – un passo importante per recuperare spazio in strada da dedicare ad un utilizzo migliore rispetto alla sosta.
– Il carsharing permette di utilizzare il veicolo più adatto al proprio viaggio. Poiché le auto più piccole costano meno di quelle più grandi, viene stimolato un ridimensionamento, che porta a una riduzione del consumo di carburante e di emissioni di CO2.
– Il principio del “paghi quanto guidi” rende più consapevoli dei costi di un viaggio – Ciò incoraggia l’uso di modalità più sostenibili.
– In combinazione con una moderna flotta di veicoli a basse emissioni, il cambiamento modale comporta una significativa riduzione delle emissioni di CO2 derivanti dai trasporti (circa 200-290 kg di CO2 per ogni utente attivo ad anno).

Il progetto momo esorta la Comunità Europea ad assumere maggiori azioni volte a sfruttare a pieno il potenziale del car sharing in tutte le città europee. Mutuando le attuali esperienze di successo del carsharing presenti nell’EU25, l’Europa potrebbe realizzare una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 850.000 tonnellate e la rimozione di oltre 500.000 autovetture private dallo spazio stradale urbano, recuperando più di 2.500 ettari di spazio urbano. Inoltre, il car sharing sembra adattarsi molto bene allo stile di vita urbano emergente. Le ultime tendenze tra i giovani abitanti delle zone urbane mostrano che l’auto non è più “hip” (all’utima moda), il car sharing è “cool” e le grandi auto sono preferite da uomini anziani – a volte chiamate “Viagra in chrome” (Viagra in cromatura). (Fonte: Studio Trend Timescout del 2008 (DE))

Lo showcase di Brema
La città di Brema, in Germania, è precursore nel campo del car sharing. Attualmente a Brema (circa 547.000 abitanti) ci sono oltre 6.200 utenti di car sharing. Il carsharing ha avuto un importante impatto sulla richiesta di parcheggi nelle aree urbane, sostituendo circa 1.500 autovetture private. Per ottenere un effetto simile con la costruzione di garage, sarebbe stato necessario un investimento 25 – 40 milioni di euro! Nel 2009, il Comune ha messo a punto un “Piano d’azione per il Carsharing”. Questo piano pone l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 almeno 20.000 utenti di carsharing (valore quattro volte superiore rispetto all’inizio del 2009). Gli elementi distintivi di questo piano d’azione sono una rete di stazioni di car sharing su strada all’interno delle città (“mobil.punkt”), il miglioramento della consapevolezza (ad esempio attraverso la campagna di comunicazione “Vuoi comprare una mucca per un bicchiere di latte?”) e l’integrazione dello sviluppo urbano, dell’offerta dei trasporto pubblico e della gestione della flotta. Brema è stata selezionata per presentare la propria esperienza di carsharing all’EXPO 2010 di Shanghai. Consulta il sito web di informazione sul car sharing realizzato per i visitatori dell’EXPO.

Un settore in espansione

Il fatto che il car sharing sia un mercato in crescita, è provato dal fatto che molte aziende di car sharing stanno diventando delle multinazionali, come Greenwheels, Cambio, Mobility Carsharing International e Connect by Hertz. Negli Stati Uniti, l’operatore Zipcar è cresciuto in modo massiccio. Si è spinta all’estero attraverso la fusione con l’operatore inglese Streetcar ed è ora in procinto di diventare una società pubblica, quotata in borsa.

L’integrazione con il trasporto pubblico

Nel 2009, l’Associazione Internazionale del Trasporto Pubblico (UITP) ha creato la Seamless o Piattaforma della Mobilità Combinata, in sostituzione della precedente organizzazione European Car Sharing (ECS) e della Carsharing Platform di UITP. Questa piattaforma evidenzia la necessità per fornitori di servizi di trasporto pubblico di creare alleanze con i fornitori di servizi di taxi, biclette e carsharing in modo da permettere ai clienti di viaggiare facilmente da porta a porta senza usare l’auto privata.

Il carsharing è stato considerato idoneo per aumentare l’uso del trasporto pubblico (consultate alcune statistiche qui). Questo è il motivo per cui molti fornitori del trasporto pubblico si sono impegnati in partnership con i fornitori di carsharing, garantendo la presenza di stazioni di carsharing in prossimità di stazioni di trasporto pubblico o promuovendo abbonamenti integrati o scontati. Si veda per esempio quelli bus+auto, treno+auto e taxi+auto proposti dall’operatore canadese Communauto. Potete trovare alcuni suggerimenti per creare partnership efficaci nella Carta di Brema di UITP.

Nei Paesi bassi, la compagnia di carsharing Mobility Mixx (NL) ha colto l’importanza dell’integrazione del carsharing con il trasporto pubblico. Essa ha ampliato la propria offerta attraverso servizi completi di mobilità, tra cui carsharing, noleggio auto, prenotazioni del trasporto pubblico, park and ride, consigli di viaggio, bilancio di gestione della mobilità, ecc.

Costruire alleanze con le città e le aziende

Per i proprietari di flotte pubbliche e private (Comuni, imprese …), il car sharing può essere la soluzione perfetta per ridurre la dimensione delle flotte e per risparmiare sui costi di manutenzione. Molti di loro si sono impegnati in partnership con operatori locali di carsharing. In alcuni casi, i veicoli condivisi sono disponibili esclusivamente per i dipendenti del Comune o dell’azienda in orario di ufficio. La sera e nei fine settimana, gli stessi veicoli possono essere prenotati da altri utenti del carsharing. Si veda a titolo esemplificativo l’esempio delle città di Berkeley (USA) e Vancouver (Canada), in questa raccolta di articoli di giornale. I Comuni possono svolgere un ruolo importante nel fornire agli operatori del car sharing il parcheggio in strada o in altre aree di sosta. A Austin, Texas, Car2go ha realizzato un accordo a costo zero con la città di Austin. In cambio del parcheggio gratuito in qualsiasi spazio di sosta legale, la città ottiene l’uso gratuito di car2go per i dipendenti comunali (maggiori informazioni su car2go di seguito).

Facile da usare e veicoli non inquinanti

L’offerta e il mercato del carsharing sono in crescita e molti progressi tecnologici sono stati fatti per migliorare il servizio. Ora che le le applicazioni per la prenotazione online sono di uso comune, le applicazioni smartphone per la verifica della disponibilità e la prenotazione sono in aumento (si vedano ad esempio gli screenshot dell’americana American AutoShare app). Per migliorare sia la facilità d’impiego sia la sicurezza, sono state sviluppate nuove tecnologie per favorire l’accesso alle vetture. La maggior parte delle vetture condivise si aprono con una smart card (ad esempio AutoShare Keycard), ma in alcune località è possibile aprire l’auto condivisa con il proprio cellulare (ad esempio, City Car Club in Finlandia, Svezia ed Estonia). Per gli operatori di car sharing, sono disponibili software avanzati per la gestione di ogni aspetto del servizio (ad esempio Mobisys di Mobility Switzerland).

Inoltre, c’è tendenza crescente ad utilizzare veicoli puliti nelle flotte delle auto condivise. Secondo il rapporto di una recente ricerca, un veicolo di car sharing su cinque sarà elettrico entro il 2016. Il progetto NICHES+ ha sviluppato alcune linee guida per l’utilizzo di veicoli elettrici nei servizi di car sharing delle città. La regione di Parigi, in Francia, apre la strada con il suo sistema di car sharing su larga scala denominata Autolib’ (FR), che sarà operativo dal mese di ottobre 2011 (informazioni in italiano qui). La regione ha imposto la rivoluzionaria condizione che tutti i 3.000 veicoli Autolib’ dovranno essere auto elettriche. Altro fattore importante per il sistema Autolib’ sarà il servizio a senso unico: come nello schema del bikesharing Velolib’, gli utenti di Autolib’ non devono riportare il proprio veicolo nella stazione in cui l’hanno preso. Possono lasciarlo in qualsiasi stazione Autolib’.

La flessibilità paga

Il servizio a senso unico è una delle caratteristiche fondamentali dell’eccezionale successo di Car2go (IT). A Ulm, in Germania, dove Car2go è stato promosso, il 90% dei viaggi in carsharing sono a senso unico. Attualmente, il 10% della popolazione di Ulm (170.000) è cliente Car2go. E’ molto popolare tra i giovani, il 60% dei clienti ha età inferiore a 36 anni. Car2go offre molta flessibilità, in quanto dispone di una flotta di 200 veicoli, non è necessario prenotare e si paga per ogni minuto di utilizzo dell’auto. Anche il parcheggio è molto facile: i veicoli possono essere parcheggiati in tutti i parcheggi pubblici che offrono spazi di sosta illimitati. Inoltre, le auto possono essere parcheggiate nei parcheggi gestiti dalla città e negli spazi riservati al parcheggio, senza alcun onere o limiti di tempo. Inoltre, un grande numero di posti auto sono riservati esclusivamente ai conducenti Car2go in alcuni parcheggi privati, senza alcun onere. Dopo una fortunata espansione verso gli Stati Uniti (Austin, Texas), Car2go è ora in arrivo ad Amburgo, Germania (per maggiori informazioni).

Il car sharing privato

Fino a qui, questo e-update ha parlato del car sharing organizzato da operatori professionisti. Altra tendenza dei privati in rapida crescita è la condivisione di un auto all’interno di un gruppo di carsharing o il noleggio della propria auto ad altre persone. Si chiama car sharing privato, personale o peer-to-peer (IT). Il sito web di momo dispone di un opuscolo informativo sul car sharing privato. In Belgio, il centro fiammingo per carsharing privato Autopia (NL) consente alle persone di iscriversi e ricevere sostegno per avviare un gruppo di car sharing privato. Una volta che il gruppo viene formato, Autopia offre alcuni servizi come un calendario per le prenotazione on-line, una polizza di assicurazione specializzata, modelli di contratti e regolamenti, strumenti di calcolo per fissare i prezzi, ecc. Alcune città supportano i soci di Autopia offrendo spazi di parcheggio gratuito, tagliandi gratuiti per il parcheggio o l’adesione gratuita a Autopia. Nel Regno Unito, Whipcar è una piattaforma online per l’affitto o il noleggio di un’auto privata. Negli Stati Uniti, il car sharing peer-to-peer (p2p) sta rapidamente emergendo, con la creazione di servizi RelayRides. Per saperne di più sul car sharing privato collegati a questo blogpost.

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articolo originale su EPOMM

Un settore in espansione

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