Il carpooling casuale.

Una delle chiavi di successo della mobilità sostenibile è riuscire a garantire una mobilità di alta qualità riducendo al contempo i livelli totali di traffico. Un modo per farlo è quello di trovare i modi di mettere più persone dentro meno automobili in modo efficiente. Fortunatamente ci sono molti modi per farlo, non tutti dispendiosi in termini di risorse finanziarie e organizzative: un esempio è il carpooling casuale.Nonostante possa sembrare un fenomeno bizzarro e marginale, si può dire citando Galileo che “eppur si muove”. Il carpooling casuale funziona. Diamogli un’occhiata.

Non si tratta di un sistema presente ovunque, ma è un sistema che funziona. Gli equipaggi che si formano casualmente a San Francisco sono una meraviglia che continua a sorprenderci.

Quando vado a San Francisco sono abituato ad andare in uno qualunque dei punti di raccolta per contare gli equipaggi che si formano. Per un paio d’ore resto seduto nell’aria fredda del mattino per guardare la gente che arriva a piedi o scende da un’auto e quindi o si accoda ad altre persone in attesa, oppure sale sulla prima delle auto parcheggiate che aspettano dei compagni di viaggio. Questi equipaggi “istantanei” possono così utilizzare le corsie HOV (high occupancy vehicles, veicoli ad alta occupazione) ed evitare di pagare il pedaggio sul BAy Bridge, dirigendosi velocemente verso il centro cittadino. Io lo chiamo il ‘carpooling flessibile’.


Ho contato gli equipaggi che si formano a College and Claremont per tre volte negli ultimi anni: Gennaio 2007, Maggio 2008 e oggi, 26 gennaio 2010. Ogni volta sono sorpreso di nuovo da questo sistema che stimo consenta di risparmiare almeno 900mila galloni di benzina e circa 30 mil. di dollari all’anno alla città di San Francisco. Per capire come ho effettuato queste stime potete dare un’occhiata qui.

Potete andare a questo link per vedere l’andamento del numero degli equipaggi casuali nel corso degli anni.

La parte più romantica dell’osservazione del formarsi di questi equipaggi è il ‘kiss and ride’ (più o meno ‘bacio e partenza’). Si tratta di un fenomeno che si verifica anche nei parcheggi di interscambio con il trasporto pubblico, ma qui è qualcosa di più personale. Quando una coppia arriva a piedi presso la coda di auto parcheggiate si scambia un bacio dopodichè uno dei due sale in macchina con due perfetti sconosciuti e l’altro se ne torna indietro, probabilmente per adnarsene in ufficio.

Questo sistema è inevitabilmente sotto continua minaccia di estinzione. Potrebbe venire presa la decisione di applicare il pedaggio del Bay Bridge anche a chi pratica il carpooling. Questo potrebbe spingere i conducenti a smettere di guidare e a prendere il trasporto pubblico. Un’altra possibilità è quella che i passeggeri si facciano carico di parte delle spese di viaggio.

L’ultima volta che i costi dei trasporti sono cambiati in modo consistente è stato nel Maggio 2008 quando i prezzi della benzina hanno raggiuno i 4 $ per gallone. Dalle statistiche potete vedere che in quel periodo c’è stata una grossa riduzione del carpooling casuale. Il numero di conducenti calò vistosamente. La coda di persona in attesa di un passaggio era più lunga, e molte vetture caricavano tre passeggeri invece di due. (Naturalmente, dato che quella è stata l’unica volta che ho effettuato un conteggio in maggio, forse si trattava di una normale routine per quel mese. In questo sistema informale non ci sono registrazioni sistematiche dei dati che possano essere comparate anno per anno.)

Non c’è niente che ci indichi con certezza cosa potrebbe succedere se il pedaggio venisse richiesto anche agli equipaggi casuali. Le entrate dai pedaggi aggiuntivi, se il fenomeno del carpooling casuale continuasse come ora sarebbero di circa 1.5 milioni di dollari all’anno. Ma sarebbe interessante, dal punto di vista professionale, capire cosa potrebbe davvero succedere. Si dovrebbe effettuare una seria rilevazione nei prossimi mesi, quindi nel periodo immediatamente seguente all’applicazione del pedaggio e di nuovo alcuni mesi dopo. Il costo di queste ricerche sarebbe minimo, ma il loro valore in termini di capacità di comprensione degli impatti dei cambiamenti introdotti sarebbe rilevante, probabilmente anche per altre Amministrazioni Locali.

L’aspetto più misterioso del carpooling casuale è l’equilibrio tra domanda e offerta. In qualche modo, senza nessun sito web o qualche altra divertente nuova tecnologia il numero delle auto in cerca di passeggeri è sempre più o meno uguale a quello dei passeggeri in cerca di un’auto, anche se quando parli a conducenti e passeggeri ti dicono che non si spostano tutti i giorni in questo modo. Questa mattina si sono formati 96 equipaggi, quindi quasi 200 passeggeri hanno trovato un passaggio per andare al lavoro da questo punto. E’ una cifra simile a quella registrata nel 2007, più bassa di quella del 1998 e più alta di quella del 2008. Per la maggior parte del tempo c’erano delle auto in attesa, quindi i passeggeri erano ben serviti. Nessuno aspettava troppo e tutte le auto prendevano a bordo due persone, eccetto per due auto biposto. Pensato allo sforzo necessario per formare 96 equipaggi di tre persone con altri sistemi. Nella ricerca del 1998 gli autori calcolavano che circa 9mila persone usassero questo sistema ogni giorno.


Secondo me il carpooling casuale è un sistema da valorizzare. Contro ogni previsione, dimostra che la gente non ha bisogno di fare accordi preventivi per condividere un viaggio. E’ un meccanismo che potrebbe portare ad avere molte più auto con più persone a bordo che non il “tradizionale” carpooling basato su piattaforme web. Suggerisce soluzioni per ridurre le congestione delle ore di punta valide in molte città.

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Links:
* http://www.ridenow.org/carpool/
* http://www.slug-lines.com
* www.flexiblecarpooling.org

L’autore:
Paul Minett è cofondatore di Trip Convergence Ltd ed inventore del carpooling flessibile, anche conosciuto come carpooling casuale, un concetto nato dall’osservazione delle pratiche utilizzate dai pendolari di Washington D.C. e di San Francisco. Sostenendo che per favorire il carpooling c’è bisogno più di punti di incontro e raccolta che di database, Paul Minett ha fatto dei grossi progressi nella sperimentazione di questo metodo di carpooling alternativo.

Paul Minett, paulminett@tripconvergence.co.nz
Managing Director, Trip Convergence Ltd
www.tripconvergence.com

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